Franca Leosini: “Io, I gay, la Misseri e le mie Storie Maledette”

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"Io le uniche diversità che conosco sono quelle fra gli imbecilli e gli intelligenti. Tra gli onesti e i disonesti. La diversità sessuale non l’ho mai capita."

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E allora perché ‘Storie Maledette’ piace così tanto?

Perché ognuno di noi, in quelle storie, ritrova un segmento di se stesso. Storie Maledette ha una struttura narrativa indescrivibile. Io non mi limito a studiare solo gli atti del processo, ma anche la psicologia dei personaggi, l’ambiente e la cultura in cui si è verificata la tragedia. Sono fortemente convinta che la lettura del nostro Paese si possa fare tranquillamente attraverso il delitto. 

Addirittura?

Vuoi un esempio? I delitti dei genitori sono più legati al nord, che al sud. Vedi Ferioli, Maso, Elia Del Grande, la De Nardo, solo per citarne alcuni. 

Chi sono i protagonisti delle tua trasmissione? Assassini?

Sono persone che ad un certo punto della loro vita commettono un crimine, che è ben diverso da essere professionisti del crimine. 

Li giustifichi?

No, li interpreto. Non li uso e non mi lascio mai usare.

E perché decidono di venire ad incontrarti davanti le telecamere?

Per restaurare la loro immagine. 

I tuoi ospiti come si rapportano a te?

Con grandissima fiducia. Insieme scendiamo nell’inferno del loro passato. 

Anche se certe interviste li rendono persino ‘umani’. Tu crei dei miti, Franca?

Io faccio una perquisizione nell’anima di queste persone, ma non creo in alcun modo miti o personaggi.

Prendiamo Sabrina Misseri. 

Le sentenze si rispettano ed io non faccio mai capire quello che penso, ma di una cosa sono convinta: al di là della verità, il suo non era un reato da ergastolo. 

Cosa?

L’ergastolo ha bisogno di due fondamentali: la premeditazione e il vilipendio del corpo. 

Difficile credere che non ci fosse alcuna premeditazione..

Sara mentì ai genitori per raggiungere Sabrina. Se avesse avuto un solo sospetto, o qualche riserva mentale, molto probabilmente non ci sarebbe andata. Ad ogni modo, qualunque sia la verità, quello non è un delitto da ergastolo. Vent’anni sarebbero stati anche troppi.

Le sentenze si rispettano?

Certamente, ma si possono anche discutere..

C’è qualcosa che ti spaventa, Franca?

Più che spaventarmi, non mi rassicura la differenza di valutazione dei giudici a parità di reato. Per un omicidio volontario vengono dati quattordici anni, mentre alle due Misseri viene dato l’ergastolo. Dov’è il criterio? C’è un libero convincimento del giudice che ‘pesa’ un po’ troppo nella valutazione delle condanne. 

Non temi che a parlare così tanto di ‘omicidi’ si rischi una sorta di emulazione sociale?

Le vicende giudiziarie, almeno per me, non sono mangime per gossip e gossippari, e l’informazione non deve conoscere censura.

A proposito di gossip, ogni persona particolarmente esposta ha tante leggende sul proprio conto. Tu ne conosci qualcuna?

Ho sentito così tante chiacchiere sul mio conto che neanche mi interessa smentirle.

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