Gayality, non semplici reality

A proposito di reality: fra naufraghi e finti etero ecco cosa ci aspetta in tv. In USA, invece, uno scuolabus gira il paese in cerca di gogo boys.

Estate, tempo di vacanze, anche per i palinsesti televisivi che si riorganizzano in vista dell’autunno. Com’era prevedibile, soprattutto dopo i problemi di Gay.Tv, di una programmazione dalla parte dei gay non si parla granchè.

Ironicamente di programmi "con omosessuali" non sentiremo certo la mancanza, ma probabilmente si tratterà del solito pretesto per riaffermare la "superiorità" del modello eterosessuale. Basti pensare a due reality che partiranno fra qualche mese.

La versione italiana di Gay, straight or taken? (Gay, Etero o impegnato?), ad esempio, in cui i gay che parteciperanno vinceranno nella misura in cui riusciranno a fingersi etero e a ingannare la concorrente di turno… Quale messaggio finirà per veicolare questo show? Forse che l’unico gay vincente è quello che non si dichiara e si finge etero? Allo stesso modo anche un reality "storico" come L’Isola dei famosi quest’anno sembra voler giocare la carta dei concorrenti gay, ed è ormai confermata la partecipazone di Alessandro Cecchi Paone mentre su diverse riviste si mormora del naufrago Cristiano Malgioglio.

Forse per dare maggior visibilità e dignità al mondo GLBT? A leggere le suddette riviste lo spirito della trovata non sembra esattamente questo. Ecco cosa scrive DiPiùTV: Sicuramente sarà divertente vedere i duetti fra Cecchi Paone e Malgioglio. Negli ultimi anni il giornalista ha cambiato giudizio sui reality, anche se il suo cambiamento più "vistoso" è un altro: ha riveleato di essere gay o, per usare la sua stessa espressione, "omoaffettivo", ed è diventato un paladino degli omosessuali. Ugualmente trasgressivo è Malgioglio: con i suoi abiti sempre vistosi e la sua ciocca bianca, il cantante e conduttore è un personaggio a dir poco "alternativo". Perciò vedere lui e Cecchi Paone sull”isola tra cocchi e palme si annuncia uno spasso. Ogni commento sembra sinceramente superfluo, ma articoli come questo danno la giusta misura di come l’omosessualità viene ancora considerata (e peggio ancora presentata) da buona parte della tv italiana. D’altra parte se qualcuno la presenta in modo troppo diverso, magari come un possibile modello, in Italia le pressioni sfavorevoli sono ancora molto forti.

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Eppure altrove le cose vanno diversamente. Negli USA, ad esempio,  per la prossima stagione televisiva è previsto il docureality Nardicio’s Great Gay American Roadtrip: prendete un tipico pulmino scolastico americano, riempitelo con quindici personaggi caratteristici dei locali GLBT della downtown newyorkese e spediteli in un viaggio in cui dovranno reclutare i migliori aspiranti go go boys che incontreranno nel tragitto, per portarli alla festa che si terrà nell’ultima tappa del viaggio. La puntata pilota si concludeva a Baltimora, ma a quanto pare ne sono previste molte altre, anche perchè al progetto si stanno interessando i canali gay americani. Promotore del tutto è Daniel Nardicio (già ideatore della community gay DList), ma della surreale comitiva fanno parte anche altri nomi più o meno noti, come gli attori hard Ben Andrews e Aaron King.

Qualcuno storcerà il naso pensando che anche qui la rappresentazione del mondo gay è molto parziale, però in questo caso sono i gay stessi che scelgono come presentarsi, senza contare che nei palinsesti USA praticamente tutte le tipologie GLBT hanno già i loro spazi. Forse in Italia non avremo tanti reality on-the-road, ma di certo siamo noi quelli che hanno più strada da fare.

 

di Valeriano Elfodiluce