Giancarlo Magalli: “Non sono omofobo, ma..”

Quasi venticinque mila persone l’avrebbero visto bene al Quirinale, ma Giancarlo Magalli, almeno alla politica, non direbbe mai ‘sì’. Non ama i compromessi, detesta i raccomandati e non ha un bel rapporto con le ‘volpi’. A settembre tornerà alla guida, per la diciannovesima volta, de ‘I Fatti Vostri’ e a pochi giorni dal suo settantunesimo compleanno passato dall’altra parte dell’Oceano, il conduttore arrivato in tv più per caso che per vocazione, si racconta, senza peli sulla lingua, come solo lui sa fare.

Innanzitutto auguri. Non ama ricordare l’età, ma è fresco di compleanno.

Ho festeggiato a New York, come ogni tanto faccio, con una delle mie figlie e con degli amici che vivono nella Grande Mela. Lì il 4 luglio è festa nazionale e così, in una volta sola, ci godiamo due feste: la loro, e la mia. Gli anni, ahimè, passano per tutti.

Gli anni passeranno per tutti, ma non per I Fatti Vostri che resiste granitico da ben ventotto anni. Qual è il segreto per far si che un programma duri così a lungo?

Il segreto sta nella freschezza del contenuto. Noi, in quella ‘piazza’, commentiamo l’attualità e raccontiamo, ogni giorno, nuove storie e fatti di cronaca. Il nostro impegno quotidiano è quello di far in modo che il pubblico da casa non smetta di interessarsi a noi, alle storie che raccontiamo e a tutto quello che il nostro contenitore offre.

E a lei quell’interesse non comincia a venire meno?

La verità? No!

Non vorrà farmi credere che non l’ha stancata nemmeno il gioco del camioncino, vero?

Sono un creativo, sono uno che ama mettersi in gioco, ma allo stesso tempo che si annoia facilmente a fare sempre le stesse cose. Sarei un bugiardo se non le dicessi che certe situazioni mi hanno stancato, ma questo non vuol dire che voglio fermarmi. Ho sempre fatto più cose contemporaneamente ed ora che faccio solo questo, a dirla tutta, comincio ad accusare un po’. 

Vorrebbe fare altro?

Mi piacerebbe fare anche altro. A me ‘I Fatti Vostri’ piace, ma sarei contento se la Rai mi proponesse anche un quiz, un game show o un qualcosa da mandare anche nel primo pomeriggio, che somigli a me e al mio modo di lavorare.

E perché mamma Rai è così reticente nel darle un altro programma? In fondo, lei, è una colonna della Tv di Stato..

È che tutti questi direttori, che appaiono e scompaiono così velocemente nella nostra vita artistica, non hanno mai il tempo, o il coraggio, di puntare su qualcosa di diverso. Alla fine preferiscono andare sul sicuro facendo lavorare sempre le stesse persone.

Possibile che non abbia ricevuto altre offerte nel frattempo?

Quello che mi frega è che ho questa immagine di uomo fedele alla Rai. La verità, sentimenti a parte, è che per noi artisti da quando è stato fatto questo dannato tetto sui compensi è diventato davvero difficile lavorare. Ha notato quanti colleghi sono emigrati altrove?

Quindi non se ne sono andati per dissapori come hanno dichiarato?

Ma quale dissapori! Se ti dicono che non puoi guadagnare più di duecentomila euro l’anno e fai un programma di duecento puntate, alla fine andrai a prendere a puntata quello che prenderesti, normalmente, con un’ospitata e a quel punto diventa più che normale guardarsi attorno. Ad ogni modo anche a me, ogni tanto, qualche proposta arriva. Mediaset, ad esempio, ultimamente mi ha fatto delle avances garbate.

Tipo?

Si trattava di un programma di appena quattro mesi con una compagnia simpatica e divertente, ma non mi faccia dire di più. L’offerta, economicamente parlando, era molto vantaggiosa, ma non prevedeva, almeno per il momento, altre prime serate o un qualcosa di quotidiano.

La spaventa il salto nel vuoto?

Più che il salto nel vuoto, mi spaventa l’idea di andare per poi tornare. Quando si cambia si deve tener conto anche del pubblico che non sempre vede e vive bene i cambi di ‘casacca’. E prima di fare un certo tipo di passo bisogna pensarci bene. Molto bene.

Quel che è certo e che dopo la Volpe e la Forgia, al suo fianco arriverà Roberta Morise. Quest’ultima ha già parlato di ‘scintille positive’ tra voi due. 

( ride, ndr) Con questi presupposti non vedo l’ora di iniziare. Ahimè sono ancora vittima di certe voci messe in giro dalla Volpe, ma tutte le donne che hanno lavorato con me possono tranquillamente testimoniare, anche se in molte l’hanno già fatto, quanto non sia misogino o prepotente sul lavoro.

La storia della Volpe non l’ha proprio superata, eh?

La pazienza ha un limite. L’ho persa dopo otto anni, non dopo otto settimane, ma oramai è una storia passata. Mi è dispiaciuto per la Forgia perché era una ragazza davvero in gamba, ma in parte la capisco: guadagnava poco e aveva altre ambizioni. 

Ad onor del vero, c’è chi ha scritto che anche la Forgia ebbe dei problemi di convivenza con lei..

Cazzate! Siamo andati sempre d’accordo e l’ha raccontato anche lei in diverse interviste, mentre con Roberta sono più che certo che andrà tutto bene. Mi è bastato guardarla negli occhi per capire chi è.

Le basta uno sguardo?

Per riconoscere quelle che sono disposte a tutto, sì. 

E ce ne sono tante?

Questo non glielo so dire. L’importante è riconoscerle e guardarsene bene..

Morise a parte, se avesse la possibilità scegliere, con quale figura femminile le piacerebbe condividere lo studio di Via Teulada?

Non conosco le new entry in circolazione perché non seguo il mondo dei reality, ma non le nascondo che mi piacerebbe tornare a lavorare con la Leofreddi o con Roberta Lanfranchi. Anche Stefania Orlando, con la quale ho fatto una sola stagione de I Fatti Vostri, mi ha lasciato un bel ricordo e mi dispiace davvero tanto vederla solo nelle televendite. Non c’è nulla di male a farle, ci mancherebbe, ma lei è davvero molto brava e meriterebbe sicuramente qualcosa in più. 

Il più lontano possibile, tra cent’anni, quando Michele Guardì non ci sarà più, che fine faranno tutti quei personaggi che lui continua a tenere a galla?

Michele dice sempre una cosa: “Io sono fedele: vengo lasciato, ma non lascio mai!”. Cosa vuole che le dica? I più bravi riusciranno senz’altro a trovare la loro strada anche senza Guardì. Provi a pensare a Timperi, o ai tempi, all’indimenticato Frizzi. 

Quando il suo “regista’ dichiara: “mi piace fare esperimenti mescolando personaggi alla conduzione”, lei, in tutta sincerità, quanto ci crede?

Molto. Se calcola che spesso li prende da una parte, per metterli da un’altra, direi che non ha detto una balla.

Guardì è un uomo potente?

In Rai ci sono due tipi di potere: quello politico, e quello del risultato finale. E Michele, in tutta sincerità, è uno dei pochi che da anni porta sempre ottimi risultati. Poi che abbia degli amici anche in politica, almeno in questo caso, non vuol dire niente..

E lei, Giancarlo?

Io non ho nessun potere! Mi limito a portare all’azienda per la quale lavoro dei risultati che, grazie al cielo, sono sempre più che soddisfacenti.

In passato ha dichiarato che, almeno in tv, è più opportuno essere di sinistra. Lo pensa ancora?

Non propriamente. Dissi solo che quelli di ‘destra’ erano più disposti a far lavorare quelli di ‘sinistra’, che il contrario. Detto tra noi, quelli di sinistra hanno sempre avuto più persone da sistemare e ricordo ancora certi colleghi che, al primo venticello di cambiamento, iniziavano ad andare con una copia de L’UNITÀ in tasca, pur avendo idee totalmente diverse. Stessa cosa che accadrà ora con i 5 Stelle e Lega al potere.

Una sua ex ‘valletta’, Mara Carfagna, ora è Vicepresidente della Camera, nonché deputato di Forza Italia. 

Era entrata come tutte le altre e nessuno sapeva della sua passione per la politica. La leggenda che vede il suo ingresso a ‘I Fatti Vostri’ per fare un piacere a Berlusconi prima delle elezioni è totalmente priva di ogni fondamento. Credo che il Cavaliere nemmeno la conoscesse prima di vederla in tv. 

Ha più incontrato Berlusconi?

Sì, è capitato e ogni volta mi parlava solamente di quanto fosse brava la Carfagna. Mi diceva: Magalli lei non sa quanto è brava la sua ex collega. Si scrive tutti i discorsi da sola!”. Un genio.

Lei alla politica ci ha mai pensato?

No, assolutamente. Per fare il politico bisogna avere una tendenza al compromesso e alla flessibilità che io proprio non ho.

Anche se in un certo periodo della sua vita sembrava che potesse, in qualche modo, varcare la porta rossa, per amor di battuta, del Quirinale. Se qualche mese fa si fosse trovato al posto di Mattarella, dall’alto della sua sincerità, come si sarebbe comportato?

Diciamo subito che era un gioco nato da un sondaggio de ‘Il Fatto Quotidiano’. Ricevetti 24.000 voti, il doppio di Rodotà, e il succo era: meglio Magalli che tutti gli altri. 

Si ma sta tergiversando sulla domanda di Mattarella..

Guardi: ho ringraziato Dio di non essere al suo posto.

È preoccupato per il futuro del Paese?

Non del tutto. Voglio essere fiducioso, in fondo non abbiano un contratto a tempo indeterminato con il nuovo Governo. Mal che vada, dopo questi cinque anni, torneremo al voto e, come sempre, in Italia, vincerà l’opposizione. 

Nonostante due mogli e due figlie, in più interviste, ha ribadito che lei è rimasto ‘senza famiglia’. Sono così indiscreto se le chiedessi cosa è successo?

Non è successo nulla. Le figlie sono cresciute e, com’è giusto che sia, non hanno più bisogno della figura paterna sempre intorno. Mentre le mogli hanno preso altre vie.

Tornasse indietro, quei ‘no’ a favore della sua famiglia, li direbbe ancora?

Vede: se avessi accettato Don Matteo sarei dovuto andare a vivere otto mesi l’anno a Gubbio, con un solo giorno libero a settimana, perdendomi gli anni migliori di mia figlia. Probabilmente dal punto di vista lavorativo ho fatto una scelta sbagliata, ma alla fine sono contento così. E poi ho fatto una buona azione nei confronti di Terence Hill, non trova?

Andiamo sul pop. Lei piace a tutti: dalle nonne, ai nipoti.

Ho la fortuna di avere un carattere che si sposa bene con tutte le generazioni. So essere bravo, serio e professionale, ma anche sarcastico come pochi. Le nonne mi guardano per un motivo, le figlie per un altro e i nipoti per un altro ancora. 

E, per non farsi mancare nulla, piace molto anche al mondo gay. Si è mai chiesto il perché?

Non sono un omofobo, ma neanche un’icona! Le icone gay vivono una sorta di ‘wannabe’ da parte della comunità lgbt e nessun gay, dotato di buon senso e buon gusto, vorrebbe essere Giancarlo Magalli. Sembreranno cliché, lo so, ma è innegabile che i gay abbiano una genialità fuori dal comune. 

E io che pensavo mi rispondesse canticchiando ‘Fatalità’..

(ride, ndr) Troppe ne ho scritte per Raffaella. Anche ‘Rosso’, ricantata anche da Mina.

Come ogni personaggio che si rispetti, anche lei sarà pieno di leggende sul suo conto. Ne conosce qualcuna che avrebbe voglia di smentire?

Dicevano fossi il figlio Renato Rascel. Una volta raccontai ad un giornalista che quando ero piccolo tutti notavano questa forte somiglianza e sa cosa scrisse? “Giancarlo Magalli il figlio segreto di Rascel!” Roba da pazzi. 

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