Happy new hard year!

Tra le migliori copertine del 2009, il Time mette quella di “The Advocate” dedicata al porno gay, i calendari omoerotici abbondano e i porn performers sono star e nel 2010 ne vedremo delle belle.

La prestigiosa rivista americana Time è diventata famosa per le classifiche che redige ogni anno, e che fanno testo a livello internazionale. Quest’anno, nella classifica delle migliori copertine utilizzate dai vari magazine in giro per il mondo, spicca – alla settima posizione – la copertina che la rivista gay The Advocate ha dedicato ad un suo servizio sulla pornografia gay. Essere arrivati alla settima posizione di una classifica di Time è già notevole per una rivista gay, ma esserci arrivati grazie ad una copertina incentrata sulla pornografia gay è un segnale importante dei tempi che cambiano e di come la pornografia gay stia acquisendo una valenza diversa rispetto a qualche anno fa. Questo potrebbe davvero significare che, al volgere del primo decennio del 2000, la pornografia gay (e per estensione la sessualità gay) in alcuni contesti ha iniziato ad essere davvero sdoganata? A giudicare dal crescente numero di momenti di intimità omosessuale che compaiono in varie produzioni televisive in tutto il mondo (e che rasentano il porno soft), la risposta sembrerebbe affermativa.

Allo stesso modo il crescente numero di calendari dal taglio vagamente omoerotico, le scelte di alcune campagne pubblicitarie e il trattamento che i media riservano all’omosessualità e ai suoi sex symbol sembrerebbero confermarlo (perlomeno al di fuori dell’Italia). Probabilmente un po’ di merito va riconosciuto anche alla stessa industria dell’hard, che negli ultimi dieci anni (grazie anche a internet) ha raggiunto un livello di popolarità e di compenetrazione della realtà omosessuale internazionale davvero senza precedenti, mettendo in moto una sorta di meccanismo virtuoso che lentamente, ma inesorabilmente, sta portando allo sdoganamento di certi argomenti. Basti pensare al numero crescente di ragazzi con esperienze nell’hard gay che hanno partecipato ai reality show di mezzo mondo nell’ultimo anno, che si sono fatti intervistare in vari talk show senza problemi o che addirittura hanno finito per animare dei dibattiti sulla libertà di espressione. Senza contare i porn performers di prima grandezza, che stanno diventando parte integrante dell’attivismo e della cultura gay. Questa, però, è stata solo la punta dell’iceberg, tant’è vero  che l’eco di questo clima è giunto persino da noi.

Ti suggeriamo anche  Colleghi sul set porno, dopo 12 anni insieme ecco l'unione civile

Infatti, pur mancando in Italia riviste che trattano questo argomento, l’edizione italiana di Vanity Fair ha recentemente parlato di un porn performer cult degli ultimi anni, Francois Sagat, in occasione di una mostra fotografica parigina che lo vedeva ritratto da Pierre et Gilles. Una decina d’anni fa tutto questo sarebbe potuto accadere? Probabilmente no. E allo stesso modo sarebbe stato alquanto improbabile che si potesse dedicare senza problemi un porno gay alla vita di Levi Jonhson, genero dell’ex candidata repubblicana alla vicepresidenza americana Sarah Palin (in cui compare anche una sosia della stessa )… Eppure non solo "Getting Levi’s Johnson" vedrà la luce l’anno prossimo (con il performer-sosia Casey Monroe nei panni di Levi), ma Levi Jonhson in persona – ormai diventato un sex symbol per i gay americani – ha già posato per un servizio di nudo su Playgirl, mentre diversi siti hard sono arrivati a proporgli fino a 100.000 dollari per una scena esplicita! Riusciranno a farlo cedere? In ogni caso questo episodio dimostra che l’industria dell’hard ha iniziato a tirare il fiato dopo l’affanno dovuto alla crisi economica che ha caratterizzato quest’ultimo periodo.

D’altra parte, anche nei momenti più scoraggianti, questo settore si è sempre rimboccato le maniche cercando di compensare la crisi del mercato con maggiori investimenti di tipo qualitativo, anche nei soggetti. Giusto per fare un esempio la Massive Studio, per realizzare la sua nuova serie "Bad Cops", ha scritturato il famoso scrittore di romanzi omoerotici A.J. Llewellyn, mentre anche case affermate come la Raging Stallion hanno iniziato a dare più spazio alle trame e alle parti recitate dai loro performers (al punto da organizzare delle "prime" in cui i suoi video vengono proiettati senza le parti esplicite, riuscendo comunque ad essere fruibili). Probabilmente non è un caso se, proprio in quest’ultimo periodo, in America stanno avendo un forte rilancio i classici del regista francese J.D. Cadinot, noto per i soggetti dei suoi video, che per la prima volta saranno messi a disposizione come VOD (Video On Demand) su internet, mentre alcuni  studios – come quello del performer/regista Michael Lucas – stanno iniziando a sfruttare la telefonia mobile di ultima generazione. Cosa ci riserverà il 2010? Difficile dirlo, ma sicuramente ne vedremo ancora delle belle.

Ti suggeriamo anche  Mulan, primo trailer italiano del live-action Disney

di Valeriano Elfodiluce