Inizia Drag in Talent, primo show italiano con le drag: è polemica

Presentato durante Lucignolo da Platinette, che lo condurrà, il primo talent italiano dedicato al mondo delle Drag Queen fa già discutere. L’associazione degli artisti en travestì si schiera contro.

Presentato domenica scorsa, dopo una lunga e silenziosa preparazione, e non ancora andato in onda, il primo talent show per Drag Queen tutto italiano, “Drag in Talent”, ha già scatenato non poche polemiche.

E non tra i soliti personaggi sempre pronti ad alzare la voce appena in TV arriva qualcosa che ha a che vedere con il variegato universo queer. No, la polemica è scoppiata tra la produzione del programma, che sarà condotto da Platinette, e l’Associazione Culturale Italiana Drag Queen Affini e Sostenitori.

Agli artisti en travestì di casa nostra, infatti, non è affatto piaciuta la presentazione fatta da Platinette all’interno della trasmissione Lucignolo durante un’intervista rilasciata ad Enrico Ruggeri. Secondo l’associazione delle Drag quello che è trapelato da quell’intervista, lascia immaginare un talent che poco e male rappresenterebbe il lavoro artistico che c’è dietro ogni performance e dietro ogni personaggio “non rispecchiando il principio su cui si fonda l’arte, il bagaglio culturale ed artistico delle Drag Queen – si legge in una nota dell’associazione firmata dal segretario Gilberto Fumarola e dal presidente Giorgio Pitteri -. e soprattutto il trascorso degli artisti chiamati a concorrere al talent”.

Quello che l’associazione chiede è autori e regista “operino per restituire e dare prestigio artistico, culturale e lavorativo alle Drag Queen, tutelando i concorrenti da affermazioni diffamatorie”. Secondo l’Acidqas, “il contesto in cui il talent è calato (…) contribuisce a creare una sorta di alone sensazionalistico con connotazioni più vicine al “caso sociale” o di “malaffare” piuttosto che di spettacolo e intrattenimento”.

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Un attacco frontale, dunque, che potrebbe compromettere la riuscita del talent durante il quale, davanti ad una giuria, si esibiranno 12 Drag Queen dalle quali uscirà la vincitrice del programma. E se Platinette nel trailer del programma promette faville, l’associazione delle Drag avanza perplessità anche sul sistema di voto riservato al pubblico che sembrerebbe essere basato sui “mi piace” di Facebook, metodo certo poco controllabile e facilmente manipolabile con una buona campagna di reclutamento di “amici”.

“L’immagine, la professionalità e il lavoro delle Drag Queen vanno tutelati a tutti i costi – continua l’associazione – in un programma che dopo tanti anni di assoluto silenzio ha deciso di dare spazio a degli artisti e alle loro performance (…) evitando di dare in pasto al pubblico un reality show dove predominano i soliti stereotipi legati alle figura en travestì e la mercificazione mediatica dei loro vissuti personali”.