Intervista a Pierluigi Diaco: dall’Isola alla difesa di Dolce&Gabbana

“Domenico Dolce? Un gentiluomo. Su certi argomenti c’è una dittatura gaia”

Reduce dall’Isola dei Famosi, Pierluigi Diaco è tornato in Italia e alla vita di sempre tra televisione e radio.

Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua esperienza di naufrago in Honduras. Leggete cosa ha da dire sull’affaire Dolce & Gabbana.

Bentornato, Pierluigi! Come è andata quest’Isola dei Famosi?

È stato molto bello, è stato divertente, è stato anche un privilegio: essere pagati per farsi una vacanza, soprattutto in un periodo di crisi economica è un privilegio assoluto e l’ho vissuto con la consapevolezza di vivere appunto un privilegio.

Beh, era una splendida location ma vi trovavate in condizioni non esattamente agiate…

Non esageriamo! La fame è un’altra faccenda, un argomento serio. C’è chi la vive veramente nel mondo. Per noi è stata una condizione circoscritta: quando accetti di fare una cosa di questo genere sai che comunque tornerai in una condizione di normalità. Non ce l’ha ordinato il dottore di andarci: lo abbiamo scelto, sapevamo che avremmo mangiato poco.

Come è andata con la fame?

Devo dire che io non l’ho sofferta particolarmente. Tra il riso, il cocco, il pesce crudo che pescavamo con Alex, Andrea e le Gemelline, si poteva fare assolutamente.

Sushi appena pescato, insomma…

Sì. [ride] Lo chiamavamo proprio “sushi fai da te”.

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Alla fine però sei stato eliminato. Secondo te cosa potrebbe aver spinto il pubblico a condurti all’uscita?

Innanzitutto ringrazio quel 14% che mi ha sostenuto, mi ha votato, che ha preso le mie parti. Sono solito stare comodo nelle minoranze. Preferisco ringraziare quel 14% che mi assomiglia.

Ora che sei tornato, hai avuto occasione di rivedere alcuni video sulla tua permanenza sull’Isola?

No, faccio questo mestiere da 22 anni, non sono proprio abituato a riguardarmi. Poi, essendo anche giornalista, sono abituato a pensare sempre alla notizia della giornata. Inoltre, sono più curioso della vita degli altri che della mia.

Come hai deciso di partecipare al reality?

In passato mi è stato chiesto altre volte e non ho accettato. Questa volta a convincermi è stato il fatto che un po’ tutte le persone con cui ho condiviso la proposta che avevo ricevuto erano contrarie. Perfino il mio caro amico Maurizio Costanzo.

Ad un certo punto mi sono detto: se tutti mi dicono di no, forse devo dire io di sì.

Vladimir Luxuria aveva preannunciato il coming out di un concorrente. Ora che sei uscito, c’è qualcun altro che potrebbe fare coming out?

La sessualità è un atto normale, perché va dichiarata? È una notizia?

No, però molte persone si sentono a proprio agio dichiarando un aspetto della propria vita…

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Io credo che la sessualità sia un dettaglio della personalità di un essere umano e credo che ogni tipo di sessualità sia, non solo legittima, ma libera e sacrosanta. Il solo fatto di dichiararla è un’ammissione di colpa.

Non c’è bisogno di comunicarla, c’è bisogno di viverla.

Tu ti senti di viverla appieno?

Io ho sempre vissuto appieno la mia sessualità e, più che la mia sessualità, i miei sentimenti. Mi spiace che quando si parla di questi argomenti l’attenzione è sempre legata all’aspetto fisico e non all’aspetto sentimentale. Io penso che i sentimenti siano molto più importanti però credo anche nel pudore dei sentimenti.

Non appartengo a quella schiera di personaggi pubblici che raccontano i propri sentimenti: credo che il pudore, la riservatezza e la sobrietà siano ingredienti per preservare e onorare gli amori che uno vive nella sua vita.

Ultima domanda: hai seguito il caso Dolce & Gabbana? Cosa ne pensi delle reazioni scatenatesi dopo l’intervista a Panorama?

Ho trovato patetica la risposta di Elton John perché tutte le opinioni vanno rispettate. Domenico Dolce è un gentiluomo, ha espresso una sua riflessione e penso che attorno a questi argomenti ci sia una dittatura gaia. L’associazionismo gay propone su questi argomenti una chiave di lettura rispettabilissima ma che è una posizione a senso unico. Io credo invece che su questi argomenti esistano delle sensibilità e delle posizioni molto diverse che vadano rispettate.

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Credo che il boicottaggio nei confronti di Dolce & Gabbana sia inelegante, irrispettoso, patetico e anche volgare.