Ivan Cattaneo: “Il mondo gay non mi ha mai aiutato!”

Il Grande Fratello Vip, la rivalità con Malgioglio, i soldi facili, la popolarità e la voglia di riscattarsi.

Ivan Cattaneo è proprio come me lo immaginavo e, molto probabilmente, come se lo immaginava anche tutta la squadra autoriale del Grande Fratello Vip, visto che han fatto (e promesso) di tutto per averlo nel cast.

Ma Ivan, il cantante della trasgressiva Polisex, ai soldi facili e ad una popolarità garantita, ha detto no, preferendo (a suo dire) arte e serenità. Tra una domanda e l’altra Ivan Cattaneo si sbottona alla grande e parla, senza paura, di quanto gli sia costato quel ‘no’, ma anche della rivalità con Malgioglio, del trash, del poco supporto dal mondo gay, delle sue posizioni (strane) sui diritti LGBT, della cattiveria delle icone gay in circolazione e di quel riscatto che oggi pretende.

Partiamo dal GF VIP. Ti davano per certo, ma poi…

Infatti non me ne capacito! Ho fatto un solo colloquio, a Roma, quest’estate. Era andato molto bene, gli autori erano palesemente ‘impazziti’ per me, ma poi ho desistito, nonostante le grandissime proposte economiche che mi erano state fatte. 

Perché uno come te prende in considerazione l’idea di partecipare ad un reality come quello?

Un’artista prende in considerazione tutte le proposte che arrivano, poi sta a lui fare una selezione. Io personalmente ci ho pensato tanto prima di dire di no. Sono contenitori che danno tanto da un punto di vista economico e di popolarità, ma che artisticamente non danno un bel nulla, anzi. Avevo iniziato a leggere dei commenti cattivi sul web, quando venne fatto il mio nome assieme a quello di Malgioglio, ed ho capito che io, con quel trash, non c’entro proprio nulla. 

Però avresti ampliato la tua popolarità facendoti scoprire anche dalle nuove generazioni, no?

Sì, ma sarei stato ricordato per esser stato lì dentro, e non per la mia vera natura. Guarda la Marini, piuttosto che la Prati. Una volta uscite cosa han combinato? Nulla! La vincitrice, poi? Sparita ancor prima di entrare. Quando dovevo decidere se entrare, o meno, non dormivo più ed ho subito ripensato a quello che mi diceva sempre mia mamma.

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Posso chiederti cosa?

“Se una cosa non ti fa dormire la notte, vuol dire che di quella cosa non ne hai affatto bisogno!”.

Ma è vera la storia della rivalità tra te e Malgioglio?

Nessuna rivalità, nonostante lui dica di non aver colleghi in circolazione. A me sta davvero tanto simpatico. Ogni qual volta che ci incontriamo ci ammazziamo dalle risate. Ma poi chissà se ci sarà realmente anche lui nella casa…

In che senso?

Mi continuano a dar per certo, quando non ci sarò. E lo stesso vale anche per Marco Predolin che ho sentito in questi giorni. A questo punto mi chiedo se ci sarà realmente anche Cristiano. Prima di decidere se accettare o meno, chiedevo agli autori di dirmi almeno qualche nome, ma loro mi dissero che li avrei scoperti solamente una volta entrato.

Il mondo gay si è diviso in due quando ha appreso dell’ingresso nella casa del cantautore siciliano. Pensi davvero che un personaggio gay debba realmente rappresentare una comunità intera?

Io penso che ognuno debba rappresentare se stesso, e basta. Accomunano, a me e lui, la storia del coming out, ma non c’è partita. Io l’ho fatto quarantacinque anni fa, mentre lui l’ha fatto, sì e no, un anno fa. 

E che ricordo hai del tuo coming out?

È stato difficilissimo, quanto facilissimo. Difficile perché, quarantacinque anni fa, ero davvero l’unico. Facile perché non potevo mentire a me stesso visto che la mia personalità artistica si amalgamava perfettamente con quella sessuale. Erano due realtà parallele che non potevano essere in alcun modo scisse. Io non sono mai stato come i ragazzini del talent che devono far finta di essere etero per contratto, anzi. 

Tu ti senti un po’ icona gay?

Io sono stato il primo, ma non per questo voglio fare il paladino dei gay a tutti i costi. Non ambisco ad essere un’icona. Sono stato, volente o nolente, un modello. Incontro tanta gente che mi ringrazia per avergli dato la forza di uscire dal proprio guscio. La maggior parte delle icone gay, poi, sono le prime ad odiare i gay stessi. Per carità…

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Il mondo gay ti ha mai supportato?

Mai. Sono stato sempre trascurato e questo non mi rende felice

E ti sei mai chiesto il perché?

No, non me lo son chiesto perché ho smesso di aspettarmi qualcosa dagli altri. Me ne dispiaccio, quello sì. Non pretendo tappeti rossi, ringraziamenti o quant’altro, ma almeno un invito al Gay Pride nazionale, penso di meritarmelo. Invece idolatrano icone anti gay. Speriamo rinsaviscano.

Ne hai mai conosciuta qualcuna?

Di icone gay? Certo! Ricordo che una sera una nota cantante, si lamentava di piacere solo a quel tipo di pubblico lì. Sostenendo addirittura che io non ero gay, o che quantomeno non lo ero come il suo pubblico. Poveretta.

Ed esistono icone che amano realmente il popolo gay?

Sì: Viola Valentino e Sabrina Salerno.

Quali sono le tue posizioni nei confronti del mondo omosessuale?

Allora: dal punto di vista politico e sociale, son favorevole e continuerò a battermi per i diritti di tutti, ma personalmente trovo ridicolo che due persone dello stesso sesso debbano imitare una famiglia eterosessuale già franata di suo. Quando mi dicono ti auguro una vita canonica come quella etero, a me prende un colpo. Mi sembra una maledizione! 

Saresti favorevole alle adozioni per una coppia dello stesso sesso?

Son favorevole, seppur consapevole che i bambini non sono bambole! Meglio due gay che adottano un bambino e che lo fanno star bene, che una coppia etero che magari non lo rende felice e che lo fa fumare a sette anni. Questo, però, non vuol dire che io sia contrario. Io non lo farei, tutto lì, ma non impedirei mai a nessuno di farlo. Tutti dobbiamo dare avere la possibilità di scegliere se farlo, o meno, anche se penso che dovremmo innamorarci di noi stessi e non degli altri. 

Tu, ad esempio, ci pensi mai all’idea di diventare padre?

No, assolutamente! Non mi piacciono i bambini e penso da sempre che siano una responsabilità troppo grande. Prima di adottare, bisognerebbe sempre porsi una grande domanda: “Perché ho tutta quest’esigenza di adottare un bambino?” Che poi che ben vengano tutte le persone che vogliono farlo, e che salvano bambini meno fortunati da destini incerti e poco sereni.

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Al momento sei single?

Sì.

E ti manca l’amore?

No, sono stato in una coppia per molti anni e quello che mi mancava era l’amore verso me stesso. L’uomo della mia vita sono io! Non ho mai convissuto, così come non lo facevano neanche Sandra e Raimondo. Avevano lo stesso commercialista e da quello che ho saputo e capito era quello il segreto del loro amore. Poi, se uno riesce a vivere in simbiosi con un’altra persona, che lo continui pure a fare.

Oggi Ivan Cattaneo che uomo è?

Un uomo combattuto, che vuole il suo riscatto. Voglio far conoscere a tutti la mia arte.

Fiordaliso, in un’intervista al sottoscritto, disse: “Se non avessi i concerti, vista la crisi generale, mi sarei già sparata!”. Tu come vivi questo snobismo nei confronti dei cantanti di un tempo?

Nessun snobismo, ma la penso esattamente come lei. I concerti di piazza, nonostante siano ripetitivi, son l’unico contatto che abbiamo con il pubblico. Una sorta di verifica per attestare il nostro lavoro e la nostra arte. Oggi i dischi, nei negozi, piuttosto che nelle piattaforme digitali, non si vendono e per guadagnare bisogna solo far concerti, vedi anche Vasco Rossi. A gennaio, invece, farò una tournée teatrale. Una sorta di one man show dove porterò musica e pittura sullo stesso palco. Non vedo l’ora.

Nelle nuove leve vedi qualcuno che possa essere un tuo possibile erede?

Ce ne sono tanti, ma non hanno nessun senso. 

Prego?

Uno come me aveva senso quarantacinque anni fa, essendo unico nel suo genere. Oggi, tutto sommato, essere gay, avere i tatuaggi e i piercing fa parte dell’ordinario.