L’ANGELO MARCO LIORNI

Intervista all’inviato speciale del Grande Fratello

Marco è un ragazzo speciale: poche persone, come lui, riescono a mettere a proprio agio l’interlocutore che hanno di fronte. Un freddo, umido e anonimo lunedì si è trasformato in un’occasione di piacevoli chiacchiere, grazie all’intervista che mi ha immediatamente concesso per i lettori di Gay.it. La sua presenza solare e tranquilla ha reso la nostra conversazione più piacevole che mai.

Il Grande Fratello: evento dell’anno, enorme successo. I dieci ragazzi hanno espresso la massima stima e simpatia nei tuoi confronti. A te cosa è rimasto di loro?

"Innanzitutto il rapporto umano. Con alcuni di loro si è creata una buona intesa, anche se magari sarà difficile rivedersi. Spesso andavo nell’ ‘acquario’, la parte buia della casa dietro gli specchi per vederli in modo diverso: attraverso le telecamere non riuscivo a rendermi conto della loro fisicità, avevo paura che diventasse anche per me qualcosa di virtuale, di televisivo".

In questi anni sei sempre rimasto al di fuori del classico gossip: all’improvviso molte riviste ti hanno attribuito una storia d’amore con Marina. Il pettegolezzo fa parte delle regole del gioco o ti ha infastidito?

"Non è un caso se non ero mai stato nel gossip. Secondo me se non vuoi, non ci stai. Marina? Hanno preso delle foto di scena, si vede anche il microfono sul mio giaccone, e le hanno spacciate come un incontro segreto in Via Veneto. La cosa mi ha divertito ma anche infastidito: mi è sembrata un po’ una violenza. Mi sono reso conto che se la situazione fosse stata diversa, se mi avessero attribuito qualcosa di grave, sarebbe stato difficile difendersi. In Italia nessuno da più credito a nessuno, chi nega ottiene l’effetto contrario, e tutto questo mi ha fatto riflettere. Il pettegolezzo è un’arma potentissima e da questo punto di vista non l’avevo mai vissuto".

Cosa ne pensi di tutto il gran parlare che si è fatto sulla sessualità di Rocco?

"È la domanda che in assoluto mi hanno fatto di più. Sinceramente, a me non è mai interessato sapere quale fosse la sessualità di Rocco, e credo che lui abbia dato delle risposte molto belle a riguardo".

Questo prova che in Italia la sessualità di una persona, soprattutto se tende all’omosessualità o alla bisessualità, è ancora oggetto di curiosità morbosa.

"Infatti! Scordiamoci che in Italia l’omosessualità sia stata sdoganata perché non è assolutamente così, purtroppo. Sicuramente cambia molto a secondo del luogo: soprattutto nelle grandi città del Nord il fatto di essere gay è una cosa quasi normale o comunque interessa meno. Più vai verso i piccoli centri o verso sud e più la cosa viene vissuta in modo morboso, questa è una realtà. In questo paese dovranno passare delle generazioni prima che ognuno possa vivere la sessualità come gli pare".

Qual è l’atteggiamento dell’ambiente della Tv nei confronti dei gay?

"Molto tollerante, perlomeno rispetto al comune sentire. Oltretutto nel mondo dello spettacolo ci sono molti omosessuali. Sono convinto che tra i gay sia più facile trovare persone creative, soprattutto tra quelli dichiarati, proprio perché sono persone che hanno superato delle barriere mentali e vinto qualcosa di difficile da vincere. All’interno della stessa persona c’è la femminilità e la mascolinità, un’unione che crea".

Sapevi di essere il sogno di molti ragazzi della comunità gay?

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"Qualcuno me l’ha detto".

Beckham, il calciatore inglese, è stato eletto il più desiderato dai gay britannici, e se ne è dimostrato molto lieto. Per lui l’essere ammirati e desiderati va al di là del genere. Tu che ne pensi?

"Perfettamente condivisibile. Questa cosa non mi disturba affatto, anzi, mi fa piacere"

C’è qualcosa che non apprezzi nel mondo omosessuale?

"Capita a volte che, nel mondo dello spettacolo, o anche all’esterno, si creino delle lobbies, dei gruppi. È un fenomeno che esiste: se non sei gay non puoi lavorare o accedere a determinati eventi".

E dal punto di vista personale?

"Come ti ho detto, a me non importa nulla della sessualità delle persone. Ho molti amici gay e con loro, spesso, il rapporto è molto più proficuo che con gli altri: di solito sono di vedute più aperte, più creativi. Quanto alla mia sessualità, me la tengo per me. Penso che la sfera sessuale sia la più intima. Credo infatti che anche l’esternare troppo la propria sessualità da parte di alcuni omosessuali non sia bello. Capisco che forse è una reazione all’essere stati "schiacciati", repressi; allora bisognerebbe anche ostentare l’essere etero, o bisessuali… ripeto, credo che sia una cosa intima e parlarne troppo le fa perdere quell’alone di fascino, di segreto, quasi di sacro".

Sei stato al Gay Pride la scorsa estate?

"No, ero fuori Roma".

Cosa pensi delle critiche che sono state mosse contro la manifestazione?

"Al momento mi viene un po’ difficile parlarne: sono stato lontano a lungo e questo mi ha tenuto al di fuori dello scambio di opinioni. Complessivamente il Gay Pride mi sembra una cosa politicamente positiva, soprattutto nell’anno del Giubileo e soprattutto a Roma. Credo però che i gay potranno sentirsi completamente liberi solo quando non ci sarà più bisogno di fare le marce".

Qual è il tuo rapporto con Internet?

"Passionale. Strumento di libertà straordinario, e secondo me la libertà è la cosa più importante della vita".

Attualmente stai conducendo la trasmissione "Medici". Come ti trovi con un argomento così serio e importante?

"Sono stato contento di farlo, per un equilibrio psicologico di autostima; il Grande Fratello non ti da nell’immediato il senso di fare qualcosa di molto utile all’umanità, anche se poi su questo ci sarebbe da discutere".

È il tuo lato di giornalista che emerge!

"Sì. Programmi come questo, o ‘Angeli’, o ‘Eroe per caso’, ‘Verissimo’, sono accomunati da storie di persone, esperienze particolari, il carico emotivo di situazioni limite. È importante vedere le reazioni emotive, affettive e reali delle persone. Anche quando entriamo nel pianetà sanità, non lo facciamo mai in modo polemico o distruttivo: si rischia di dare solo un’idea di sfiducia nel pubblico quando in realtà ci sono professionisti che danno il massimo per salvare la vita delle persone" .

Come sempre, Marco è stato gentile e disponibile. La fama non lo ha reso una persona "inavvicinabile", anzi. E forse è proprio questo il segreto del suo successo.

di Lily Ayo

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