La Cuccarini: No ai matrimoni gay

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Sul numero di Vanity Fair in edicola, l'icona gay per eccellenza si scaglia contro matrimoni e adozioni gay. "Solo fra uomo e donna", dice. Scalfarotto: "All'estero i gay...

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E’ stata la regina della televisione negli anni ’90 tanto da

guadagnarsi il titolo di più amata degli italiani", per parafrasare lo slogan di una pubblicità di cucine di cui era testimonial. Oggi continua ad essere la regina delle piste nei locali gay. Lorella Cuccarini, da anni, è l’icona incontrastata della musica che più fa scatenare gay e lesbiche. La emulano, cantano e ballano i suoi brani, si divertono in sua "compagnia". Ma la Lorella nazionale sembra distante dalle posizioni delle uniche persone che ancora continuano a sostenerla – anche economicamente, grazie ai diritti d’autore dei brani suonati dai Dj nei locali gay -. In un’intervista a Vanity Fair la soubrette si dichiara "contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre".

Delusione in rete sui siti e i blog dedicati al mondo lgbt. Questa proprio non se l’aspettava nessuno. "L’icona gay italiana per eccellenza sembra sputare nel piatto dove mangia", è il senso dei post pubblicati un po’ ovunque. Una riflessione più analitica, però, la fa Ivan Scalfarotto dalle pagine del suo blog. In un post intitolato proprio "Il piatto dove mangi", il presidente del PD fa dei paragoni: "E’ come se un politico dell’UDC sparasse a zero sui cattolici o un sindacalista della CGIL prendesse a pesci in faccia i metalmeccanici". E un’ultima considerazione: "In un paese diverso dal nostro, uno di quelli dove dove la coesione della comunità GLBT ha attribuito alla stessa forza e autorevolezza, i gay e tutte le persone che li amano e li sostengono (padri e madri, fratelli e sorelle, parenti, amici e colleghi) farebbero una cosa molto semplice: cesserebbero con effetto immediato di svolgere qualsiasi attività che induca a Lorella Cuccarini un qualsivoglia ritorno economico. E la carriera di icona gay della Cuccarini finirebbe qui. Semplicemente."

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