La Vivident si difende: “nessun giudizio sulle trans”

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Un lettore ci scrive indignato per la pubblicità delle Vivident Blast. Sarebbe "offensiva verso le transessuali". L'azienda risponde: "Nessuna ridicolizzazione nello spot. Il mondo gay lo apprezza".

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Un lettore ha inviato una lettera in redazione nella quale si dice indignato e offeso per il nuovo spot dei chewing gum Vivident Blast nel quale compare un padre che in realtà sarebbe una madre e un figlio che rivela di essere una marionetta.

Gentile Signor Direttore,

la pubblicità ha le sue regole delle quali la prima è fare in modo che il cliente ricordi il prodotto e lo acquisti. Sulla strada di questo enunciato "stupire" è stato il mantra di molte campagna pubblicitarie, non ultima quella che promuove la gomma da masticare Vivident Blast. Nello spot più recente realizzato per questo prodotto si vedono infatti un uomo che si avvicina a suo figlio, si sbottona la camicia, espone un grosso seno contenuto da un reggiseno e gli confida: "io non sono tuo padre, sono tua madre". Il ragazzo per tutta risposta si trasforma in una marionetta e dal cielo cade un cetaceo sul tetto di un palazzo. Effetto stupore ottenuto, obiettivo raggiunto. Peccato che una regola semplice del vivere comune scandisca che la libertà di ognuno finisce dove ha inizio quella degli altri. E questo spot se ne dimentica.

 

In Italia esistono alcune centinaia di migliaia di cittadini transessuali. Sono persone come noi, che vivono la vita come tutti ma che più degli altri sono obbligati a fare i conti con quella assurda forma di violenza sociale che è la transfobia. Si tratta di persone comunemente rese macchiette degli sketch dei comici in tv, persone che generalmente non si vorrebbe incontrare, si tratta di gente che consideriamo depravate, perverse e dedite alla prostituzione. Sulle persone transessuali se ne sentono di tutti i colori e si dimentica, più o meno innocentemente, che per arrivare alla transizione loro hanno già dovuto lottare con se stessi e con la propria immagine riflessa dallo specchio, hanno dovuto parlarne con la famiglia, con gli amici, con il datore di lavoro… e se qualcuno ha conosciuto accoglienza e affetto, molti altri si sono accontentati di emarginazione, rifiuto, incomprensione.

 

Approfondire la questione transessuale significa gettare la maschera ed accettare che la loro sia una minoranza umana come le altre e che come tutti i gruppi umani merita rispetto.

 

Lo spot della Perfetti trascura completamente tutto questo: hanno scelto di rappresentare delle cose sorprendenti e poco importa se due di queste situazioni siano fantasione e irreali (in questo del tutto corrette), mentre una terza sia la reale vita di tante e tante persone costrette da tutti alla solitudine, all’abbandono, alla prostituzione e spinte spesso al suicidio o alla morte per omicidio come la cronaca riferisce frequentemente.

 

Sono certissimo della buona fede dell’azienda che ha commissionato la pubblicità ma sono anche sicuro che in buona fede si possono fare errori gravissimi, si può per esempio alimentare un pregiudizio e quindi contribuire al moltiplicarsi di una situazione di sofferenza. Dopo tutto lo spot non racconta di un disabile che abbandona la sua carrozzina e si mette a giocare alla cavallina in un campo; non mostra le vittime dell’Olocausto uscire vive dai forni crematori per prendere a bastonate gli aguzzini; non rappresenta un africano felice di diventare bianco a furia di candeggina. Lo spot giustamente non scherza con la vita di alcune minoranze che riteniamo dignitose e rispetto alle quali pare a tutti volgare fare della grossolana ironia. Ebbene, è ora di imparare che tutti i gruppi umani meritano la stessa delicatezza e attenzione che Perfetti ha tributato ai disabili, agli ebrei e agli africani. Per questo mi chiedo se non sia il caso di ritirare quello spot volgare e offensivo, correggerlo, ed eventualmente diffonderlo nuovamente badando a non offendere la sensibilità di nessuno.

 

Distinti saluti,

Roberto Mauri

Interpellata da Gay.it, l’azienda Perfetti Van Melle Italia che ha realizzato la pubblicità difende le sue intenzioni "assolutamente non ridicolizzanti". Ecco la risposta:

Gentile Signor Direttore,

con riferimento alla segnalazione del suo lettore, precisiamo di seguito la posizione della nostra Azienda in merito all’ultimo telecomunicato attualmente in onda.

L’intento dello spot è quello di mettere in evidenza le caratteristiche distintive del prodotto Vivident Blast ed in particolare, l’obiettivo è di focalizzare l’attenzione sull’inaspettato e sorprendente ripieno del confetto di chewing gum. Di conseguenza, abbiamo visualizzato un crescendo di situazioni inaspettate.

La prima di queste, che prende spunto da soap opera e serie TV, presenta una "rivelazione" inattesa (seppur possibile nella realtà) di un padre che svela un segreto tenuto per anni. Proprio nelle soap opera, questi colpi di scena e cambi di ruolo sono frequenti e oltremodo sorprendenti per lo spettatore. Per accentuare il tema centrale dell’inaspettatezza, le scene successive del film sfociano nell’irreale: il figlio diviene marionetta, fino ad una iperbole assoluta con un cetaceo che cade dal cielo.

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