Loredana Lecciso: “Non sono un’icona, ma ho il Gay Factor”

I reality show, il matrimonio con Al Bano, il ‘ciclone Lecciso’, il Pride, ma anche le adozioni e le (sue) serate nei locali gay.

In un momento storico dove tutte si spacciano per icone gay, o pseudo tali, ad aggiungersi ad una lunga lista, capitanata da Carmen di Pietro e Flavia Vento, arriva anche la biondissima Loredana Lecciso, conosciuta ai più per essere l’attuale compagna di Al Bano Carrisi.

Peccato che la first lady di Cellino San Marco, da sempre soggetta a critiche e ad occhi indiscreti, non si senta un’icona gay come le altre, ma piuttosto una vera e propria privilegiata per questo rapporto speciale con il mondo LGBT. Ma da dove nasce questo folle sentimento tra colei che venne definita la regina indiscussa e incontrastata di un certo tipo di Tv e il popolo arcobaleno? Sarà forse merito della sua ‘hit’ Si vive una volta sola? O sarà merito di quel famoso ‘ciclone Lecciso’ iniziato nel 2004 grazie alla sua partecipazione alla prima edizione de La Fattoria?

In questi giorni stanno facendo discutere alcune foto da lei pubblicate sui suoi social…

In verità non ne sapevo nulla. Mi crederebbe se le dicessi che non ho letto e visto niente?

Perché non dovrei? L’accusano di aver fatto delle foto un po’ troppo sensuali…

Non credo di aver fatto nulla di così sensuale. Non sono una di quelle che sta sempre a pubblicare e non c’è mai nulla di volgare in quel che faccio. E poi, detto tra noi, vedo così tante foto in giro…

Ma gli italiani son davvero così bigotti?

No! In tutti questi anni, nonostante le tante critiche, non ho mai pensato che gli italiani siano bigotti, anzi. 

Una come lei, prima di pubblicare uno scatto, pensa mai alle possibili conseguenze?

Ogni azione, in generale, ha sempre le sue conseguenze. Ed io sono una persona molto responsabile.

Scusi la domanda retroattiva: ma quanto c’era di autobiografico nella sua hit Si vive una volta sola?

Non scrissi io quella canzone, ma appena l’ascoltai capii subito che era perfetta per me. E pensare che non volevo neanche inciderla!

E perché mai?

Perché credevo di essere stonata. Invece, un giorno, quando ero nel cast di Buona Domenica, con Costanzo, venne a trovarmi il grande Gianni Belfiore. Voleva farmi ascoltare a tutti i costi il demo che aveva scritto pensando a me. Aveva così tanto insistito che mi sembrava poco carino dire di no. Invece, una volta ascoltato, capii subito che il brano era giusto per me. Due giorni dopo ero a Milano a firmare il contratto con la Sony davanti a Rudy Zerbi. Che ricordi…

Piuttosto, perché ha smesso di cantare?

In realtà non smisi subito. Cantai anche una pizzica molto carina che si chiamava Balla anche se non sai ballare, Canta anche se non sai cantare. Peccato che non venne promossa come avrebbe meritato. La presentai solamente nel salotto della mia amica Barbara d’Urso. 

Quanto si sente responsabile per avere dato il via ad un certo tipo di televisione?

Non penso di aver dato via a nulla. Ne parlavo poco tempo fa con Mara Venier. Analizzavamo assieme quel periodo televisivo lì. Ai tempi non ero molto in confidenza con i meccanismi televisivi e non mi capacitavo di tutto quel seguito. C’era gente che non aspettava altro che vedere il balletto che facevo con mia sorella, poco prima del Tg1, nella trasmissione domenicale della Rai. Se ripenso a quel periodo mi faccio quasi tenerezza.

Tenerezza?

Beh, c’era tanta ingenuità, abbinata ad un’ironia che non tutti avevano capito. Sembravo molto aggressiva, pur non essendolo mai stata. 

Oggi sembra che abbia preso le distanze da quel tipo di Tv, o sbaglio?

No, non ne ho affatto prese le distanze, anzi. Fisiologicamente un ciclone ha sempre un inizio e una fine. Era impossibile e impensabile restare in video con quella frequenza. Oggi faccio anche più cose, se vogliamo, ma con più ordine. 

I reality?

Me li hanno offerti tutti. Ultimamente Pechino Express e il Grande Fratello Vip, entrambi due programmi carini e divertenti nel loro genere, ma ho già fatto l’Isola dei Famosi e non vorrei ripetermi.

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Lei è un’icona di bellezza, ma va forte anche tra il pubblico gay. Si sente un po’ icona ?

Non mi sento un’icona ma, in tutta sincerità, confesso di avere da sempre una forte empatia con il mondo gay. C’è un qualcosa che ci lega da molto prima che diventassi un personaggio popolare. Ogni tanto mi chiama qualche amico, in piena notte, per farmi ascoltare da una discoteca gay qualsiasi, il mio pezzo in qualche serata. Quando andavo nei loro locali per fare una serata non lo vivevo mai come un lavoro perché mi creda: mi divertivo come una vera pazza. Pensi che a me basta una stretta di mano per capire se uno è gay o meno.

Ah, ha il Gay Factor?

(ride, ndr) Si chiama così? Ad ogni modo, in molti mi dicono di essere un’icona gay, ma io mi definirei piuttosto come una vera e propria privilegiata.

Prego?

Sì, ha capito bene. Io ho la fortuna di avere questo rapporto speciale con i gay, senza che abbia fatto nulla in particolare. I miei migliori amici son due e sono entrambi gay. Lo definirei come un vero e proprio dono, anche se cominciano a farmi paura tutte queste etichette. 

Quali sono le sue posizioni nei confronti del mondo omosessuale?

Non ho posizioni e sa perché? 

No…

Perché sono una liberale convinta e per me l’omosessualità è normalità. Sì, ai diritti, no, alle discriminazioni e ai pregiudizi. Questo è un pensiero che può apparire in modo semplicistico, ma è un pensiero pieno di buon senso.

E le sue posizioni sono le stesse di Al Bano?

Non saprei, lo chieda a lui! Non sono mica il suo ufficio stampa. Io vivo la mia realtà.

Il Gay Pride, ad esempio, le piace?

Non lo capisco, ma non per questo mi permetto di giudicarlo. Ognuno, in fondo, lotta come meglio crede. Personalmente non mi piace neanche la festa della donna, ma è ovvio che credo nelle donne e che lotto assieme a loro contro il femminicidio e a favore delle pari opportunità. 

Lei è anche mamma. Riterrebbe giuste le adozioni alle coppie omosessuali?

Le adozioni, sì, ovviamente valutando sempre caso per caso. Mi spaventano un pochino le famiglie troppo allargate e glielo dice una che conosce bene molto le nuove realtà, pur venendo originariamente da una famiglia molto tradizionale. Diventa tutto un po’ troppo complicato e ho solo paura che venga a mancare la serenità generale.

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Non si è stancata di questo continuo voler spiare nella sua serratura?

Quando uno cerca la visibilità sa a cosa va incontro, e a me non dispiace. Fa parte del gioco e nessuno mi ha mai obbligata ad espormi.

Ad esempio, in questi giorni, non si parla d’altro se non del suo matrimonio con Al Bano…

Sorrido. Tanto.

Ma non smentisce mai. Perché?

Io abito la mia realtà, tutto il resto fa colore. Smentirei solo se dicessero che mi hanno dato un Nobel, quello sì. 

E si è mai chiesta perché la stampa fantastichi continuamente sulla sua vita più privata?

Al Bano è amatissimo e la gente vuol sempre essere aggiornata sulle sue vicissitudini. Non ci dimentichiamo che si è sempre dato al suo pubblico con assoluta sincerità e la gente si è appassionata alla sua musica, ma anche alla sua persona. Poco tempo fa lessi un trafiletto dove c’era scritto che lui è il personaggio più amato in Italia, ma anche dagli italiani all’estero.

Ultimamente ha lavorato in Radio con Rita Dalla Chiesa e Monica Setta. Strana come comitiva, non trova?

Stranissima direi, ma abbiamo più obiettivi e passioni in comune di quanto non si possa immaginare. E poi con loro, che sono due grandi professioniste, ho imparato davvero molto. La Radio, poi, è un mezzo meraviglioso che ti consente di evadere dalla realtà.