MA CHE STRIP OLTRAGGIOSO!

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E' arrivato di soppiatto su La7: è The Strip, telefilm scatenato e sexy. In un locale di spogliarello maschile gestito da una donna lavora uno sfacciato stripper gay.

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La sorpresa della nuova stagione televisiva la dobbiamo a La7, emittente grazie alla quale anche in Italia possiamo vedere gli episodi della serie televisiva “The Strip“, proposti in tarda serata, si spera quindi senza i tagli bigotti che recentemente hanno rifatto capolino tra i comportamenti dei direttori di rete e che si speravano tramontati (si veda il caso delle censure alla serie Dawson’s Creek da parte di Italia 1, clicca qui). La7 si è già distinta in questo campo per aver proposto “Sex and the city” ma nel caso di “The Strip” il coraggio appare doppio, visti i toni brillanti ma senza ipocrisie ed il fatto che non si tratta di una serie americana bensì neozelandese, peraltro già trasmessa con successo sia in Francia che nel Regno Unito.

La pazza decisione di aprire un locale di spogliarello maschile la prende Melissa (interpretata dalla brava e ironica Luanne Gordon). A metà strada tra i trenta e i quaranta Melissa è un avvocato dalla carriera ben avviata, lasciata dal marito che la molla per… un muscoloso istruttore di palestra. A completare in quadretto ci si mette la figlia sedicenne Paige (Renée Ellwood) che rischia di cadere vittima della bulimia. Insomma è un momento quantomeno delicato nella vita della donna ma niente paura: Melissa è una donna piena di risorse.

Non solo rimane in buoni rapporti con l’ex marito ma si circonda lei stessa di muscoli a non finire nell’aprire il Man Alive, primo locale di strip tease maschile di Wellington gestito da una donna. La serie ne racconta in modo brillante e spiritoso le avventure, sia sul versante lavorativo che su quello familiare, complice un padre bugiardo e truffaldino ed una mamma un po’ svagata e decisamente anticonvenzionale, che le procureranno più di un grattacapo.

Un ruolo di primaria importanza chiaramente lo ricoprono anche gli spogliarellisti che si mettono a lavorare per lei. Un bel repertorio di maschi palestrati e muscolosi, meritevoli al punto che le clienti non ci pensavo due volte a pagare per vederli in azione.

Il gruppo è piuttosto variegato e assortito ma non possiamo non parlare subito del gay della squadra, il biondo Ian (interpretato da Mark Sant, foto). Grande curatore della propria immagine Ian è arguto e intelligente, sempre con la risposta pronta e assai difficile da intimidire. E’ appassionato di palestra, perfezionista per quanto riguarda le performance sul palco e molto dedito al lavoro. La sua gayezza è aperta e vissuta con grande voglia di vivere. Diventa ben presto uno dei favoriti spogliarellisti assunti da Melissa e nel corso delle puntate conosceremo anche di più della sua vita privata, che non è per certi aspetti molto meno complicata di quella del suo datore di lavoro!

Tra gli altri stripper del gruppo ci sono Daniel, grande e grosso, capelli lunghi e cuore romantico, e Finn ex insegnante di recitazione nella scuola frequentata da Paige. E poi c’è il solo ed unico Clint (Craig Hall, foto), forse non il più intelligente e sveglio del gruppo ma certamente dotato di un grosso… “talento” misurabile in centimetri che gli procura immediatamente un posto di primo piano sul palco. Infine c’è Adam (Robbie Magasiva, foto sotto), moro, simpatico e non certo privo di fascino. Con lui Mel avrà anche una relazione non prettamente professionale e rimarrà comunque una persone importante anche quando (nelle puntate della seconda stagione) deciderà di aprire lui stesso un locale di strip… ma femminile.

La serie, creata da Alan Brash con Chris Ellis, ha debuttato sugli schermi neozelandesi nel marzo 2002 ed ha ottenuto subito un grande successo, vincendo diversi premi tra cui quello dei lettori della rivista TV Guide come Migliore Nuova Serie dell’Anno. L’idea di base è stata quella di avere una serie ambientata nel distretto a luci rosse di una grande città, ma invece di affrontare in tono drammatico il problema legato allo sfruttamento della prostituzione, gli autori hanno invece deciso di affrontare in modo leggero e anticonvenzionale quello di un posto di lavoro come un altro, con le varie relazioni che si intrecciano tra i colleghi. Il tutto trattato con umorismo e senza troppe inibizioni, con risvolti che talvolta sconfinano nel grottesco. Anche la musica ha un ruolo assai importante e propone un vasto assortimento di canzoni, opportunamente selezionate tra la migliore produzione di artisti kiwi (e raccolte anche in un CD edito dalla Loop Records). La produzione ha ottenuto anche finanziamenti da parte dello stato che, tramite il fondo pubblico NZ ON Air, ha permesso anche la realizzazione di altri nuovi episodi.

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