Marcello Foa, l’anti-gender che diventa Presidente Rai

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Lega, 5 Stelle e Forza Italia hanno tramutato Marcello Foa, anti-gender, pro-family Day e sovranista fan di Putin, in nuovo presidente della Rai.

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Quasi due mesi dopo la prima bocciatura, l’inciucio ha partorito un Presidente.

Marcello Foa, 55enne italo-svizzero che ritwitta Francesca Totolo, ovvero la patriota delle fake news finanziata da Casa Pound, sovranista estimatore di Vladimir Putin, spesso ospite di Russia Today, anti-gender, anti-vaccini e pro-family Day, è ufficialmente diventato il nuovo presidente Rai. A pochi giorni dal suo 56esimo compleanno Foa, fortemente voluto da Salvini (il figlio lavora nel team social del vicepremier), ha potuto festeggiare quell’incoronazione in piena estate affossata grazie ad un accordo di pura spartizione politica tra il leghista Ministro dell’Interno e Berlusconi, con l’ovvio e colpevole consenso del Movimento Cinque Stelle. La commissione di Vigilanza, con i voti di Lega, M5S e Forza Italia, ha avallato la sua contestata e discutibile elezione, mentre il Partito Democratico prepara ricorsi su ricorsi, visto l’inedito caso di una 2° votazione in commissione dopo l’iniziale bocciatura.

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«Uno dei miei obiettivi prioritari sarà quello di far recuperare alla Rai rapidamente il terreno perso sul web che oggi è il punto debole di questa grande azienda». Svolgerò un ruolo di garanzia». «Sono una persona che ha le sue opinioni ma anche la capacità di riconoscere i propri errori e di correggerli». «Mi batterò sempre contro le false informazioni». «Pluralismo, meritocrazia, indipendenza», le prime parole di Foa, a dir poco opinabili visto il suo passato, il suo utilizzo della rete, i suoi attacchi social al presidente Sergio Mattarella, le sue estremiste prese di posizione.

Tre anni fa, sul blog de Il Giornale da lui portato avanti, il giornalista sparava a zero sulla ‘cosiddetta ideologia gender, che a suo dire ‘impone norme di comportamento ed educative estreme‘. Nel giugno dello stesso anno difese il Family Day, mentre nel 2017, a sostegno di Donald Trump, attaccò Barack Obama e quei ‘bagni transgender’ dall’ex presidente pretesi.

Con Foa a viale Mazzini prenderà poi vita una vera e propria spartizione da vecchia Repubblica, che nulla ha a che fare con quel presunto cambiamento che da mesi il Governo Giallo-Verde dichiara di voler attuare. A parole. Al Tg1 andrà molto probabilmente Alberto Matano, in area 5 Stelle, mentre a dirigere la prima rete Rai vedremo Marcello Ciannamea, 53enne assai gradito alla Lega. Ancora Lega per quanto riguarda il Tg2 con Luciano Ghelfi, mentre Rai 3 rimarrà ‘intatta’, con Luca Mazzà e Stefano Colletta confermati ai rispettivi posti. E Berlusconi? Garanzie totali sulle sue ‘aziende’, evidentemente, tanto da tramutare i ‘no’ in vigilanza di due mesi fa in totale appoggio. Marcello Foa neo presidente Rai. Prepariamoci a tutto, perché ha inizio la stagione della Resistenza.

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