Marina, i gay e Roma

Marina Ripa di Meana “Dico no al matrimonio egualitario“; “Mi piacerebbe vedere una donna come la Raggi al potere”.

Inutile girarci troppo intorno: se dici Marina Ripa di Meana pensi soprattutto ad una vita piuttosto borderline, a dei look bizzarri, a tanti carlini e a delle idee, talvolta, al limite della censura. Quando la chiamo è nella sua casa romana, a due passi dal Vaticano. Il tutto parte dalla sua ultima apparizione televisiva al Maurizio Costanzo Show dove, assieme all’avvocato Carlo Taormina, ha preso le distanze dal mondo gay. Mondo del quale si è sempre circondata e mondo che l’ha sempre fatta sentire una vera e propria icona. Ma com’è possibile che la Ripa più famosa d’Italia, da sempre vicina alle minoranze, butti così tanta benzina sulle tematiche LGBTQI? E com’è possibile che una donna che ha fatto della trasgressione il suo cavallo di battaglia, sia ancora così convinta che i gay siano tutti promiscui? Al grido di: “Il gay pride fa schifo” la marchesa più famosa d’Italia parla di adozioni, matrimonio egualitario, di Luxuria, Cecchi Paone, Virginia Raggi e della sua passione segreta per Marco Pannella.

Pochi giorni al Gay Pride romano. Pensa di andarci quest’anno?

Manco morta. Non ci penso proprio.

Eppure lei in passato c’è stata, o sbaglio?

Si, ci sono stata, quando era giusto esserci e, soprattutto, quando era, a tutti gli effetti, una novità.  A me, oggi, queste ghettizzazioni non piacciono. Lo stesso vale anche per il femminismo, sia ben chiaro.

Che ricordo ha di quella giornata?

Pensavo fosse una cosa unica, interessante e anche divertente.

E invece?

E invece l’ho trovata una cosa al limite della volgarità, anzi, corregga: l’ho trovata una manifestazione volgarissima. Poi, tra la folla, c’era un po’ di tutto.

In che senso?

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C’erano persone carine, altre meno, altre veramente volgari. Quando andai io c’era davvero bisogno di farsi sentire; oggi, ad onor del vero, non capisco dove si voglia arrivare. Ai tempi, i gay, erano una minoranza e c’era bisogno di far vedere la loro esistenza, ma oggi pensa davvero che ce ne sia ancora bisogno? Poche sere fa ero da Costanzo: solo io, Sgarbi e Taormina eravamo contro certe idee, segno che qualcosa è davvero cambiato, non trova?

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Pierluigi Diaco, in un’intervista al sottoscritto, disse: “non sopporto quelli che fanno i gay di professione”. Lei ne conosce qualcuno?

Non vorrei far nomi, ma certamente qualcuno c’è. Il nuovo conduttore del Tg4 (Alessandro Cecchi Paone, ndr) è uno di questi. Dopo tanti anni è uscito allo scoperto, quando tutti lo sapevano, ed ha occupato, per un lungo periodo copertine, servizi  e prime pagine. Anzi, seconde o terze, pagine.

Cosa pensa, ad esempio, di Vladimir Luxuria?

La verità? Luxuria è diventata “caruccia”. L’ha vista ultimamente? Sta molto bene. E’ una donna molto intelligente, arguta, solo che, se posso esser sincera, non mi piace questo suo nuovo look. Sembra una signora borghese, con quel filo di perle al collo e non mi piace che la faccia troppo lunga con la storia dei gay da tutte le parti. Essere gay non è una tragedia: mettiamocelo tutti bene in testa!

Due domeniche fa, al Maurizio Costanzo Show, nella puntata dove c’era anche lei, pare che Belen Rodriguez abbia fatto il diavolo a quattro per non avere in studio Luxuria. Lei ne sa qualcosa?

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Non ne sapevo niente e mi sembra molto strano. Belen è di una bellezza disarmante e l’ho trovata preparata, consapevole e soprattutto composta.

E’ ancora dell’idea che i gay siano tutti promiscui?

Certo e beati loro. Il fatto che non abbiano inserito l’obbligo di fedeltà nella legge sulle unioni civili, la dice lunga.

Ed è per questo che l’altra sera ha ripetuto più volte il suo dissenso al matrimonio egualitario?

Non solo, ma sicuramente anche per questo. Che poi mi scusi: a me questa clausola della legge Cirinnà sembra un’ingiustizia per le coppie etero che, a differenza dei gay, hanno l’obbligo di fedeltà.   

Parla così male del matrimonio che mi verrebbe da chiederle: qual è stato il suo segreto per farlo durare così a lungo?

L’avere tanti impegni, in modo da non starci a pensare troppo, può andar bene come risposta? Il mio matrimonio, scherzi a parte, dura da trentacinque anni. La coppia, ad un certo punto, quando finisce la passione, si ritrova se ha dei programmi e degli interessi in comune.

Marina Ripa di Meana e Sandra Milo
Marina Ripa di Meana con Sandra Milo.

Suo marito, piuttosto, era molto amico di Marco Pannella. Lei come ha vissuto la sua scomparsa?

Era anche un mio amico, per la cronaca. E’ stato molto doloroso per mio marito, anche per il fatto che sono, più o meno, coetanei. Era una persona davvero perbene e ha fatto la storia del nostro Paese. Alcune delle sue battaglie hanno cambiato e cambieranno le sorti di molti di noi.

Eppure lei, per certi versi, è così lontana dal mondo dei Radicali, o sbaglio?

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Non condividevo tutte le sue lotte, ma era una persona meravigliosa. Lo siamo andati a trovare fino a pochi giorni prima che si spegnesse. E le posso raccontare una cosa che forse nessuno sa?

Certo..

Io avevo una passione segreta per Marco. Ero innamoratissima. Era appena stata approvata la legge sul divorzio, se non erro, e lo aspettavo, tutti i giorni, sotto l’Hotel Minerva. Lo chiamavo, cercavo di farlo uscire e sa cosa mi disse una volta? “A Marì, ma vedi d’annà affanculo!” E ogni volta che lo incontravo, anche recentemente, glielo ricordavo.

Pensa ancora che due persone dello stesso sesso non possano essere dei buoni genitori?

Io non sono nessuno per dire che qualcuno non può essere un buon genitore, dico semplicemente che a me non piace l’idea che due persone dello stesso sesso abbiano dei bambini. E’ un’idea che non mi piace. Nelle famiglie succedono le peggior disgrazie e non voglio pensare a cosa potrebbe succedere in una famiglia gay, dove la promiscuità farà da padrona. Hanno avuto pari diritti, ora basta. Lasciamo in pace i bambini!

La sua Roma è divisa di nuovo in due. Chi voterà al ballottaggio?

Non lo so. Non ho idea. Mi piacerebbe vedere una donna come la Raggi al potere, ma non ne sono così convinta. Sono certa che il voto a Virginia sia stato dato per protesta e mi chiedo, da giorni, se sarà mai in grado di risollevare le sorti di una città come Roma. Vedremo.

14 commenti su “Marina, i gay e Roma

  1. Ma perché mai andare a chiedere a Marina Ripa di Meana un parere su pride e matrimonio egualitario? Che c’entra lei con le nostre vite, chi è e che competenze ha lei per dire se uno deve o non deve essere autorizzato a sposarsi? Tra l’altro, a me dà molto l’impressione di essere uno di quei personaggi che sparlano ogni volta in maniera sempre più orrenda sulle questioni lgbt per cercare di fare un po’ di clamore, di notizia, avere uno straccettino in più di visibilità mediatica. Un personaggio alla Sgarbi mi vien da dire… non a caso Sgarbi era al suo fianco al maurizio costanzo show… Le parole di questa donna mi fanno semplicemente schifo e le trovo un ennesimo motivo in più per essere dalla parte del pride e della fine dell’esclusione dei gay da matrimonio, genitorialità e, guarda un po’, anche impegno reciproco alla fedeltà, che trovo sia una cosa sacrosanta e che assieme a altre cose è stata tolta dalla disciplina dell’unione civile proprio per stigmatizzare i gay e trattare i nuclei che formano come nuclei meramente amicali, instabili, non seri.

    1. Negare la promiscuità è controproducente, e non capisco neppure perchè farlo. Mi sembra frutto della pruderie protestante/cattolica non voler ammetter una vita sessuale attiva e diversificata. Sarebbe come voler negare la preoccupante incidenza di violenza domestica nelle coppie lesbiche. Questi sono i dati di fatto, alla luce dei quali una persona che non volesse mistificare ma ragionare razionalmente, potrebbe tranquillamente dedurre che forse una coppia promiscua (in una relazione “aperta”) e una coppia dove i partener si prendano a schiaffi ogni due per tre, non siano le condizioni ideali in cui crescere della prole. Questa spinta all’acquisto di essere umani per sentirsi risolti è biasimevolissima.

      1. Ma tu che ne sai ti come passano le giornate i fidanzati che ci sono in giro, che ne sai tu per dire che si tradiscono, che non devono poter fare questo o quello… Ci sarà anche gente che si tradisce o si prende a schiaffi, e allora…? Tizio e caio o tizia e caia possono benissimo essere fidanzati che non si tradiscono e non si prendono a schiaffi, persino fidanzati modello, con buona pace dei tuoi discorsi astratti e generalizzanti. L’ultima tua frase poi credo sia semplicemente incommentabile. Saluti

        1. Spero ti renderai da solo conto che per ragionare bisogna per forza cercare di fare il discorso possibile, piuttosto che focalizzarsi sulle eccezioni che confermano la regola. Se vuoi negare che ci siano studi che confermano sia la promiscuità nelle coppie omo sia l’incidenza della violenza domestica nelle coppie lesbiche fai pure, ma a questo punto non ha nessun senso discutere perchè come un bambino ti tappi le orecchie per non sentire quello che non ti piace. Detto questo, chiunque compri un essere umano è da galera, immediata, per parecchi anni. Una decina. Non stiamo parlando di adozione, ma di gente che si compra esseri umani su ordinazione: se non vedi il delirio nazista, egoista, irrisolto in una tale pratica (etero e omo) non so proprio cosa dirti, perchè le visioni a questo punto sono inconciliabili, e tra il medioevo barbaro (ma manco guarda, peggio) e la civiltà e la salvaguardia degli indifesi, scelgo la seconda. Per fortuna (o purtroppo, per te), la natura dona parecchio alle coppie omosessuali – o a quelle etero sterili-, ma una delle cose che di certo non dona è la capacità di generare prole. Chiunque punti i piedi e pretenda di accampare un immaginario “diritto” ad avere un figlio, è solo una persona irrisolta, ipso facto quindi inadatta a crescere chicchesia, al netto sempre della promiscuità e della violenza domestica. In generale, se mi posso permettere di darti un consiglio, negare la realtà non fa un bel servizio alla causa.

          1. Per ragionare occorre innanzitutto rendersi conto delle cose di cui si sta parlando, e questo scusami ma non mi sembra il tuo caso: matrimonio e adozioni sono cose che riguardano le singole coppie, i singoli individui, che desiderano sposarsi e avere figli non generiche categorie… se tizio si sposa è lui che contrae matrimonio non la categoria degli etero piuttosto che dei gay, idem sulle adozioni; e tizio può benissimo essere una persona fedele e che non tira schiaffi. Per quanto riguarda il resto del tuo discorso, mi pare la solita riproposizione di discorsi contro la surrogazione, cioè una cosa di cui, comunque la si pensi, non stiamo neanche parlando; discorsi che tra l’altro non distinguono nemmeno tra surrogazione con o senza compenso. Già, non ha nessun senso che discutiamo… con uno che in un discorso su pride e matrimoni tra gay si mette a parlare di promiscuità, schiaffi, acquisti di esseri umani, eccetera francamente non mi interessa parlare. Ciao

          2. CVD, tappati le orecchie come i bambini, vai pure avanti a vomitare la tua propaganda controproducente. Non ti do neppure i link agli studi perchè tanto non ti andrebbero bene: molto meglio continuare a sostenere a caso diritti immaginari e proporre particolari come generali. Discussione sterile -come le coppie omo-.

            P.S. Ah, non pensi che se la si smettesse con le carnevalate magari in prima fila ai pride ci sarebbero Dolce&Gabbana, Valentino, Armani o tutti quelli che adesso come adesso (giustamente) di farsi associare a certe baracconate non hanno nessuna intenzione? La butto lì, pensaci…un abbraccio

          3. Diritti immaginari, propaganda, carnevalate, baracconate… certo, come no… 🙂 Ahah

          4. la tua palese incapacità di sostenere un contradditorio all’acqua di rose la dice lungaa..su tante cose. In altri ambiti si potrebbe parlare di stereotipie. In ogni caso è ovvio che questa discussione non porterà a niente, quindi buona serata, un abbraccio e in bocca al lupo

          5. Io vorrei proprio avere i link di questi “studi”. Sa nel mio di studio quante sono le notizie abilmente manipolate.
            Poi, sulla base di cosa questa presunta migliore promiscuità? L’interesse sessuale dipende in primo luogo dal tasso di testosteroni (nei maschi). Forse i suoi studi dicono che i gay ne hanno a livelli esagerati? Ricorda gli studi eugenetici nazisti, i quali credevano l’esatto opposto. La verità è che non c’è alcun livello di ormoni correlato alla omosessualità. Quindi che resta? Quali sono le motivazioni scientifiche a tesi di questa promiscuità? Non vale aver chiesto il numero di partner sessuali a ragazzi single che escono da una discoteca. Il campione deve essere randomizzato (e visto che non esiste uno stereotipo gay universale come non esiste uno stereotipo etero universale…).
            Che poi, davvero? Maternità surrogata? Ancora a comprare un bambino? Le adozioni costano fino a 100’000 euro in alcuni paesi sa? Un parto cesareo svariate migliaia di euro in altri. Sono comprare bambini anche queste metodologie? E per la maternità surrogata altruista, dove non c’è il pagamento della donna ma soltanto dell’operazione? Allora li non essendo compravendita lei smetterà di uscirsene con sciocchezze buoniste?

  2. Il Movimento 5 stelle a Roma sta facendo il pieno di endorsement. Dopo quello di Salvini, ora quello di Marina RIpa di Meana. Vediamo il trombatissimo (0.6%) omofobo Adinolfi che indicazioni di voto darà ai suoi amici e parenti (che son più delle preferenze che ha preso).

  3. Indipendentemente dal fatto che questo articolo è scritto con i piedi e che, in altri tempi, un sedicente articolista che avesse scritto “Pierluigi Diaco, in un’intervista al sottoscritto” sarebbe stato preso a pedate in culo, vorrei dire che è indecente che una testata gay dia voce a simili personaggi che promuovono odio e discriminazione. Secondo l’anziana vip saremmo stati noi gay a voler togliere l’obbligo di fedeltà e non il partito di Alfano. Il problema non è lei che può essere libera di dire le baggianate e di crogiolarsi nella disinformazione, ma l’intervistatore che non gli fa notare l’errore e che ha come unico interesse quello di creare lo scoop per chiedere poi agli amici di intercedere per la pubblicazione sul sito di Dagospia. Esiste il buongusto e soprattutto l’etica per chi, gay, dovrebbe rappresentare e sostenere la comunità anziché dare voce a personaggi discutibili che sanno solo alimentare pregiudizi e omofobia. Da una persona che ha basato la sua carriera sul pescato a strascico io non mi faccio dare lezioni morali e di vita. Se lei può allevare cani e adottare figli gay noi possiamo fare altrettanto. Voi di Gay.it dovete solo vergognarvi

  4. Indipendentemente dal fatto che questo articolo è scritto con i piedi e che, in altri tempi, un sedicente articolista che avesse scritto “Pierluigi Diaco, in un’intervista al sottoscritto” sarebbe stato preso a pedate in culo, vorrei dire che è indecente che una testata gay dia voce a simili personaggi che promuovono odio e discriminazione. Secondo l’anziana vip saremmo stati noi gay a voler togliere l’obbligo di fedeltà e non il partito di Alfano. Il problema non è lei che può essere libera di dire le baggianate e di crogiolarsi nella disinformazione, ma l’intervistatore che non gli fa notare l’errore e che ha come unico interesse quello di creare lo scoop per chiedere poi agli amici di intercedere per la pubblicazione sul sito di Dagospia. Esiste il buongusto e soprattutto l’etica per chi, gay, dovrebbe rappresentare e sostenere la comunità anziché dare voce a personaggi discutibili che sanno solo alimentare pregiudizi e omofobia. Da una persona che ha basato la sua carriera sul pescato a strascico io non mi faccio dare lezioni morali e di vita. Se lei può allevare cani e adottare figli gay noi possiamo fare altrettanto. Voi di Gay.it dovete solo vergognarvi

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