Mika parla del compagno e rivela: “vorrei tanti bambini”

Il cantante libanese, giudice a X Factor, parla della sua vita privata a Vanity Fair: “Essere gay non è un reato. Chi dice il contrario è un povero sciocco”.

Mika si apre a Vanity Faiur e parla della sua vita privata, del compagno acui ha dedicato molte canzoni e dei figli che un giorno vorrebbe avere. “Se la teoria di Kinsey è valida – dice Mika alla rivista – cioè se davvero esiste una scala degli orientamenti sessuali che va da zero a 6, dove 0 indica un eterosessuale al cento per cento e 6 un omosessuale convinto, chi può dire dove mi trovo io in questa scala?”.

Un matrimonio? “Se intende il matrimonio classico in chiesa, no – dice -. Ma se la domanda è: voglio avere gli stessi diritti di una coppia sposata? Sì, al cento per cento. Voglio prendermi un impegno? Sì, al cento per cento. Voglio affrontare le conseguenze del rompere quell’impegno? Sì, al cento per cento. Penso sia giusto che io abbia dei figli? Sì, al mille per cento. Penso di essere in grado di dare a un figlio amore e una buona educazione, un ambiente accogliente e libero? Sì, al mille per cento. Non ho alcun dubbio. E chi dice che ho torto non sa cosa dice, è un povero sciocco”.

“Se mi proietto nel futuro mi vedo con un sacco di bambini», rivela il cantante che si appresta a pubblicare nei prossimi giorni un best of dal titolo Songs Book Vol. 1 – I più grandi successi -. “Il numero giusto è quattro o cinque, vengo da una famiglia numerosa e vorrei crearne una simile. In realtà non escludo di sposarmi, un giorno. Il punto è che un impegno l’ho già preso, sto con il mio compagno da sette anni”. E a proposito del suo coming out, che per alcuni fu un’operazione pubblicitaria, dice: “chi insinua che sia stata un’operazione di marketing dice una stronzata e la verità è che ho aspettato tanto tempo perché non ero pronto. L’ho fatto quando mi sono sentito felice. E poi, dovevo sistemare tante cose, prima. Dovevo parlarne con la mia famiglia e con la famiglia del mio compagno. Non era una cosa che riguardava solo me”.

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