Milly D’Abbraccio: “Moana? Sono io la vera regina del porno”

Sex symbol per decenni, la pornoattrice adesso vuole lasciare il mondo dell’hard e prepara un manuale sul sesso. E racconta: “A letto Siffredi è arrogante e maschilista. Sa solo fare sesso”.

Ironica, appariscente, eclettica, e con una gran voglia di rimettersi in gioco. Milly D’Abbraccio dice, anzi vorrebbe dire, addio al mondo hard. Ed in questa intervista spiega perché oggi è così difficile reinventarsi in Italia. Ci parla dei pregiudizi che l’hanno sempre accompagnata, del rapporto a volte difficile con i suoi figli, di quando sul set incontrò Rocco Siffredi, e di quell’ombra ancora tanto presente che è Moana Pozzi. Eccovi la vita di Milly D’Abbraccio, che annuncia: ‘vi stupirò prossimamente con il mio manuale sul sesso!’

Dopo anni di vita dedicata ai film a luci rosse ha dichiarato di volere abbandonare la carriera da pornostar. Perché?

Sento il desiderio di tornare alle origini. Forse non tutti lo sanno, o non lo ricordano, ma io ho iniziato facendo l’attrice di teatro. Ho interpretato diversi film e sono stata anche prima ballerina della Rai. Ma la mia carriera da attrice pornografica ha annientato la mia carriera artistica.

Rimpianti dunque?Nessun rimpianto. Ma mi piacerebbe che accanto alle mie qualità come pornostar, venissero fuori anche le mie doti artistiche. In Italia però esistono troppi pregiudizi e cliché, per cui è impensabile che una attrice di film hard si possa cimentare in altre cose.

E le pare così strano che la gente faccia fatica a riconoscerla in vesti diverse da quella della pornodiva?

Credo che un artista, lo dice la parola stessa, debba essere per sua stessa natura una persona eclettica, capace di cambiare e di trasformarsi. E la gente, come gli addetti ai lavori, dovrebbero riconoscere ed apprezzare queste caratteristiche in un artista. Basta con tutti questi pregiudizi.

Un passato di ‘normalità’ tra teatri e studi televisivi. Poi il passaggio al mondo dei film a luci rosse. Come è diventata una pornostar?

Ho fatto teatro, cinema, e televisione, con ruoli da protagonista e non da comparsa. Eppure mi mancava la grande popolarità.

Vuole dirmi che la mancanza di popolarità l’ha spinta ad intraprendere la strada dell’hard?

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Unita al fatto che gli addetti ai lavori mi apprezzavano meno per la professionalità, e molto di più per la mia fisicità. I ruoli poi che mi davano erano o quelli dell’amante o quelli della prostituta. Dunque l’amarezza e la mancata realizzazione delle mie aspettative mi hanno spinto verso la carriera dell’attrice pornografica.

Come ha accolto la proposta di entrare a far parte del mondo a luci rosse?La prima reazione è stata di grande stupore. Mi ero resa conto che gli altri mi vedevano erotica, mentre io non mi riconoscevo questa grande dose di erotismo.

Quando ha interpretato il suo primo film hard ha provato imbarazzo?

Ho sorpreso tutti sul set, perché è venuta fuori subito, non solo la mia sensualità, ma anche la mia preparazione come attrice. E’ stata questa la marcia in più che mi ha consacrata come regina dell’hard, come sogno erotico degli Italiani.

E’ così è nato il mito di Milly D’Abbraccio, una donna che a letto sottometteva i suoi uomini.

Diciamo che sul set mi sono scoperta una grande dominatrice. Sono riuscita anche a soggiogare Rocco Siffredi, famoso perché dominava tutte le donne con cui aveva rapporti sul set. Quando l’ho incontrato per girare il nostro primo film insieme gli ho detto: “ Rocco, stai tranquillo, mettiti giù sdraiato, che intanto io entro, e poi tu vai a braccio!”.

Com’è Siffredi quando fa sesso?Arrogante, maschilista e molto convinto. 

Lui arrogante. Lei dominatrice. Una dura lotta a letto… vinta da?

Da me, ovvio! Io, all’epoca, ero una femminista convinta, una che lottava per l’emancipazione della donna, che tutto ad un tratto si trovò ad interpretare il ruolo della donna ‘oggetto’ del desiderio di milioni di maschi italiani. Da qui è nata la mia esigenza di inventare la figura di una donna nuova anche a letto, la figura della femmina che dominava l’uomo. E’ stato Siffredi a farne le spese, e per questo credo che mi abbia sempre odiata, perché avevo messo in dubbio la sua forza sessuale.

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Lei ha fatto sesso con Siffredi, famoso per le misure del suo pene. E’ vero o no che con Rocco si gode più che con gli altri?

E’ bravo, perché effettivamente è nato per fare solo quello! Non penso che sappia fare altro. Non l’ho mai trovato un ragazzo troppo intelligente e profondo, anzi credo sia abbastanza limitato. Le uniche cose che ha avuto sempre in testa sono state il sesso e le donne.

Effettivamente quando si pensa a Rocco Siffredi si pensa inevitabilmente al sesso

E confermo che a fare sesso era davvero bravo. Poi, quando l’ho conosciuto io, era davvero un bel ragazzo, ben dotato, e con un gran fisico. Tecnicamente era il più bravo, e poi era sfacciato, qualità determinante per chi deve fare sesso su un set mentre altre dieci persone che lo guardano.

Camminando per strada sente ancora oggi che gli uomini la vedono come un oggetto di desiderio sessuale?

A me va bene essere considerata un sex-simbol, ma non amo essere relegata nel ruolo della porno attrice, perché io sono e so essere anche altro.

Conta molto la voglia di apparire quando si sceglie la strada del porno?

Certo! Io volevo apparire, volevo piacere ed essere favolosa. Mi piaceva l’idea di essere il desiderio di milioni di persone! E ci sono riuscita, perché ho fatto dei film che sono dei capolavori, a metà tra il cinema anni ’70, modello Fenech, e quello hard.

Spero proprio che i miei film un giorno vengano rivalutati da una certa critica, come è stato per i film della Fenech.

 

Perché definisce i suoi film capolavori?

Perché ho sempre curato i dettagli. Accanto all’erotismo, nei miei film ho sempre messo classe e stile. E’ per questo che non rinnego ciò che ho fatto, anzi il mondo del cinema hard mi è servito per tirare fuori tutto il calore che avevo dentro. Se non avessi fatto la pornostar magari sarei diventata una moglie che, per scaricare tutto questo bollore, si sarebbe trovata l’amante, come tante altre donne per bene e dell’alta società.

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Ed i suoi figli come hanno vissuto il fatto di avere una mamma pornostar?

Ovviamente ne hanno risentito, soprattutto a causa dei commenti sciocchi dei loro compagni di scuola. Che poi io mi chiedo come fanno ragazzi di quell’età a conoscere i miei film? Davvero sono sconvolta se penso che per gli adolescenti sono già un icona sessuale.

Le hanno mai rinfacciato qualcosa?

Una volta, uno dei miei due figli mi ha rinfacciato il mio lavoro di attrice hard, dicendomi che mi avrebbe preferita brutta, grassa e con i baffi, e a lavare i piatti in un ristorante.

A proposito di icone sessuali, cosa ne pensa del mito Moana Pozzi?Dico basta. Lasciamola stare poveretta. Non esiste più. L’unica vera regina vivente  del porno sono io. Si parlasse dei vivi, e non dei morti. Sono io il desiderio sessuale degli italiani. Gli adolescenti di 16 anni conoscono i miei film, non quelli di Moana.

Milly D’Abbraccio vuole essere altro, vuole fare altro. Cosa?

Sto scrivendo il ‘Galateo del sesso’, un manuale ironico e divertente.

Ma non le pare che sia un modo per rimanere comunque legata alla sfera dell’hard?

Ma d’altra parte io sono una professoressa del mestiere, ed imparata l’arte mi è rimasta! C’è tanta gente che parla di sesso, senza davvero saperne nulla.

Un consiglio agli amici di Gay.it: quali sono le tre regole fondamentali da seguire per non deludere a letto?

Essere imprevedibili, tenere conto che a letto non esistono i ruoli ma i piaceri, e poi mai dire mai.

di Michele Sabia

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