“NO A GAY FELICI IN PRIMA SERATA”

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Il Moige contro I Fantastici 5. Condanna "preventiva" di un programma non ancora trasmesso. Ma si può? Abbiamo chiesto lumi alla responsabile dell'Osservatorio sulla TV.

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ROMA – Di “I Fantastici 5” ancora non è andato in onda neanche un minuto e già infuriano polemiche e controversie. Ieri da agenzie di stampa sono state riportate dichiarazioni che lasciavano quantomeno perplessi: “A guardare la tv sembra, in questi ultimi tempi, che essere gay sia un titolo di merito (….) Questo tipo di trasmissioni in cui i gay sono mostrati come persone felici, perfettamente integrati e punto di riferimento per gli altri sono estremamente dannose sia per i bambini che, soprattutto, per gli adolescenti.” Parola di Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio TV e che segue le attività socio pedagogiche del Moige, il Movimento Italiano dei Genitori. L’abbiamo contatta per cercare di capire meglio i motivi dietro tali farneticanti parole.
Signora Scala ma voi del Moige il programma lo avete già visto?
No, il programma ancora non lo abbiamo visto. Diciamo che per noi è stata una cosa preventiva per come è stata presentata. Se si rivelasse essere qualcosa di diverso vedremo, ma sinora è stato messo molto l’accento sul fatto che al centro del programma ci siano cinque persone gay. Non ci sta bene una caratterizzazione di questo tipo, soprattutto in prima serata.
Perché non si devono vedere i gay in prima serata?
No, non è che non si devono vedere… Probabilmente ci sono tanti gay che fanno programmi in prima serata. Il problema è che si ponga l’accento sul discorso che essere gay possa essere un di più, un essere meglio. Se ha notato sul fatto che abbia vinto questo personaggio nel Grande fratello non abbiamo posto nessun accento, perché la cosa non era stata posta in questi termini. Ognuno è libero e fa quello che gli pare ma se un giornalista televisivo mi viene a dire che è bravo perché ha una vita sessuale molto libera e me la descrive in prima serata quando ci sono dei minori all’ascolto allora non mi sta bene. Del resto ci lamentiamo quasi quotidianamente contro un certo modo di mettere in mostra la donna e di mercificarla, perché non è un buon esempio educativo. A questo proposito c’è un codice di autoregolamentazione a salvaguardia del minore, che non deve avere la possibilità di essere messo in contatto con un certo tipo di discorsi che possono non essere adatti alla sua età. Questo codice non lo abbiamo scritto noi, chiediamo solo che venga rispettato. Noi non diciamo che certe cose o certi argomenti non debbano andare in TV, ma è bene che non ci vadano in prima serata quando ci possono essere dei bambini all’ascolto.
Ma i cinque gay che sono al centro del programma non sono “migliori” in quanto omosessuali, sono persone che sono state scelte perché hanno alle spalle carriere ed esperienze di rilievo ognuno nel proprio ambito e che sono ANCHE omosessuali…
Be’, no se la cosa è detta in questi termini, ovvero sono ANCHE omosessuali, allora già è diverso, sono stati scelti per delle caratteristiche professionali, per le loro qualifiche. Forse il programma è stato pubblicizzato nel modo sbagliato, forse è stata messa l’attenzione su qualcosa per creare scandalo. Ripeto, io non l’ho ancora visto quindi può essere che sia più normale di quello che sembra e allora è tutto tranquillo e non succede niente. Purtroppo siamo ormai abituati a vedere di tutto in televisione, quando la cosa ormai è avvenuta è più difficile tornare indietro e quando viene fatta un certo tipo di pubblicità ad un programma allora mettiamo avanti le mani. Se le regole verranno rispettate non avremo nient’altro da dire. Di recente La7 ha trasmesso “Angels in America” alle nove e mezzo e non era adatto ai minori, ora La7 ci presenta un’altra cosa e allora noi ci premuniamo…
Mi ha colpito in particolare della sua dichiarazione l’attacco a “trasmissioni in cui i gay sono mostrati come persone felici, perfettamente integrate e punto di riferimento per gli altri…”. Mi spiega cosa c’è di pericoloso in un gay felice e perfettamente integrato?
No… no, ma infatti… per carità… ci siamo espressi male, la preoccupazione nostra è sempre legata ad un certo tipo di discorso. Nella vita poi ognuno fa quello che crede. Non è che uno vuole che una categoria di persone sia infelice e l’altra felice. È stato espresso male, mi dispiace perché tante volte… sa… non è facile, con l’ufficio stampa o magari quello che riporta un’agenzia giornalistica. A volte mettere per iscritto certi concetti non è facile. Io quello che avevo intenzione di dire era che il discorso potesse legarsi più all’esagerazione. Quello che a noi del Moige interessa è la tutela del minore, il rispetto dei suoi tempi di crescita. La comunicazione sull’educazione sessuale è sempre meglio che venga dalla famiglia, non dalla TV.
Come Moige vi siete mai trovati a dover interagire con dei genitori che hanno figli gay e lesbiche? Hanno anche una loro associazione, che si chiama Agedo…
A livello di associazione no, anche perché poi è giusto che ognuno segua i suoi ambiti, abbiamo tante cose da seguire per cui poi ognuno si “specializza”. A livello personale mi sono confrontata con questa realtà e mi è sempre sembrato che tutti in questo campo apprezzassero la riservatezza. Non è vergogna, sia ben chiaro, è diverso, è il poter vivere certe cose in famiglia senza che vengano messe in piazza. Ma guardi che a me danno anche molto fastidio tutte quelle trasmissioni TV nelle quali si parla delle coppie che scoppiano, che si riaccoppiano, i tradimenti, sono molti i programmi che fanno audience su questo. Secondo me è sbagliato, non sono argomenti da trattare, soprattutto in orari nei quali ci siano dei bambini davanti alla TV. Lo stesso vale forse per questo programma, dove sono stati scelti appositamente cinque omosessuali perché si vuole mettere l’accento su questo.
Ma la trasmissione non riguarda la vita sessuale dei cinque conduttori…
Eh, vabbe’… per carità, io comunque finché non l’ho vista… Forse ci stiamo preoccupando per un problema che non esiste. La guarderò e poi potrò dire se è un programma che ritengo adatto a far vedere a mio figlio.

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