Paola Michelini: “Io, mia sorella Giulia, Rosy Abate e il Gay Pride”

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"Sono andata al Gay Pride di Roma perché non se ne può più di tutte queste disparità."

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«Se sente tutti questi rumori, mi scusi, ma sto preparando le valigie per andare a Firenze ed ho come l’impressione che sto dimenticato qualcosa di molto, ma molto importante.» Non è dato sapere cosa manchi nel trolley dell’attrice Paola Michelini, ma quel che è certo è che non andrà in ferie. Infatti a breve inizieranno le riprese della fortunatissima serie ‘Rosy Abate’ dove per la seconda volta, l’attrice romana sarà Regina Mainetti, nonché ‘nemica giurata’ della famosa Regina di Palermo interpretata da quella che nella vita di tutti i giorni è sua sorella Giulia Michelini.

È pronta?

Prontissima! Stiamo per cominciare a girare ed è tutto top secret! Posso limitarmi a dire che saranno passati circa cinque anni da dove eravamo rimasti e che Leonardo avrà diciassette anni. Tra me e Rosy, invece, si instaurerà un rapporto ‘molto diverso’ da quello andato in onda fino ad ora.

Che risvolti avrà, questa volta, Regina Mainetti?

La ritroveremo, per lo meno all’inizio, molto più debole di come l’avevamo lasciata. Ma poi, puntata dopo puntata, le cose torneranno tutte al loro posto. 

Interpretare il ruolo di una donna così cattiva non deve essere facile per una così carina come lei..

Trova? Regina, in fondo, non è così cattiva come la dipinge lei. È una donna apparentemente forte, quello sì, ma allo stesso tempo è molto più fragile di quel che si può pensare. Non è mai riuscita a superare il trauma di non potere avere figli e la sua unica colpa, se vogliamo, è quella di amare troppo il piccolo Leo.

Lei, in fondo, è un’attrice di teatro, un ambiente ben diverso da quello della tv e delle fiction..

Ad essere diversi sono sia l’ambiente che il mezzo. A teatro si fanno tantissime prove, ma poi te la ‘giochi’ sul palco, mentre sul set hai la possibilità di ripetere la scena tutte le volte che vuoi.

E a lei cosa l’ha spinta ad accettare questa sfida televisiva?

La verità? Volevo divertirmi!

Senza offesa, ma la vostra serie non è di certo comica..

È vero, ma io e Giulia, sul set, ci siamo ‘ammazzate’ dalle risate. Pensi che ci siamo così divertite che delle volte era difficile contenere l’entusiasmo.

Posso chiederle com’è stato recitare con sua sorella?

È stato bello, anzi: bellissimo. All’inizio avevamo un po’ paura di non trovarci, ma poi, per fortuna, non è stato così.

Che poi non era proprio la vostra primissima volta assieme, o sbaglio?

Esattamente. Abbiamo girato una serie pilota che ci siamo prodotte assieme e che per ora rimane nel cassetto, e in più stiamo preparando uno spettacolo teatrale che porteremo in scena nella prossima stagione. 

In verità si parlava anche di un progetto televisivo. Una commedia dark..

Stiamo lavorando anche a quello e siccome siamo di origini napoletane preferirei non parlarne. Sa: la superstizione..

Siete mai state antagoniste nella vostra vita? In fondo siete due donne, due sorelle e due attrici.

No, mai. I nostri cinque anni di differenza ci hanno sempre tenute un po’ lontane: mai gli stessi amici e mai la stessa scuola. Come tutte le sorelle abbiamo anche noi i nostri ‘scazzi’, ma niente di così sconvolgente. Anche se poi, ripensandoci, siamo state molto unite e complici quando dovevamo andare contro i nostri genitori nei momenti importanti dell’adolescenza. 

Il fatto di essere sempre associata a sua sorella che effetto le fa?

Nessuno. È mia sorella e non potrebbe mai darmi fastidio.

Sua sorella ha ripetuto più volte che per strada la gente la chiama: “Rosy”. 

Tutto dipende dal personaggio con il quale ti identificano e da quanto sei fiero di interpretarlo. A Giulia questo continuo accostamento sta cominciando a dar fastidio. Lei ha amato follemente la sua Rosy, ma vorrebbe riprendersi la propria identità..

E se vivesse la stessa situazione di sua sorella?

Le dirò: se recitassi in una delle mie serie preferite e la gente mi chiamasse con il nome del mio personaggio, ora, su due piedi, le direi: “che fico!”. Poi, un domani, rischierei di vivere la stessa situazione di Giulia.

Poche sere fa, invece, ha recitato davanti al pubblico del Gay Village. Che effetto fa portare uno spettacolo teatrale in un contesto come quello..

È stata una serata bellissima. U.G.O. è un contenitore di satira femminile con monologhi e racconti ironici, davvero esilaranti. Sono stata molto contenta e sarei poco carina se non le parlassi dell’ottima accoglienza che ci è stata riservata. E poi, al Gay Village, io mi sento sempre a casa.

Ci va spesso?

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