Patty Pravo: “Ho amici uomini con bimbi, sono incredibili!”

La Divina e i diritti civili: “Non canterei di politica, la musica deve essere musica”

Un flash. Mille flash. Ed è subito Patty. Arriva con tre quarti d’ora d’anticipo, spiazzando i giornalisti, subito conquistati. Perché Patty è Patty. E non è solo eleganza senza tempo, un carisma eccentrico tra l’aristochic e il divinamente distaccato, e la sua stupenda voce. C’è altro. Con la comunità queer c’è una sorta di affinità elettiva, impalpabile, e glielo abbiamo detto. E lei ci ha sorriso, Divina. Ai mille ringraziamenti risponde sempre: ‘De Nada’, guarda altera qui e là, gli ammiratori in deliquio si perdono in complimenti infiniti. Ma lei non è una bambola. E’ una delle massime artiste melodiche italiane, la seconda per successo di vendite dopo Mina, è un Pensiero Stupendo, una Pazza Idea, colei che ti consola con una nota, ne basta una, o con Dimmi che non vuoi morire.

Come vive la sua nona volta a Sanremo?

Per me è sempre un debutto. Non ho voluto essere ospite. E non ho mai detto che non volevo vincere Sanremo. È un fatto vitale. Ho uno splendido tour da fare e delle sorprese di cui non posso parlare. È una rinascita. Se trovo la concentrazione non ce n’è per nessuno! Ho Vessicchio che è meraviglioso, un’orchestra di musicisti che mi amano. È bello fare una bella figura, poi pensiamo al resto…

Il suo nuovo cd di inediti prodotto da Michele Canova, Eccomi, esce il 12 febbraio. Ci saranno dodici tracce nuove e il duetto di Tutt’al più col rapper torinese Fred Palma. È un cd in cui si ritrova?

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È un cd fortunato, ha firme di amici che mi hanno fatto vestitini a pelle, è importante che ci siano angeli che s’incontrano. Ci sono due o tre signori e due o tre ragazzi più giovani, speriamo bene. Sono tutti contenti. Ho sempre cercato nuovi autori e ragazzi giovani. Ho avuto tra i collaboratori Giuliano Sangiorgi, Emis Killa, Palma e Tiziano Ferro…

Com’è stato collaborare con Tiziano Ferro per il pezzo ‘Difenderti da me’?

Mi ha colpito la sua sensibilità. Si è commosso.

Il suo ricordo più bello di Sanremo?

Con Una bambola: era tutto molto perfetto. Non c’era nessun tipo di tensione e me ne stavo in barca piuttosto che in albergo.

Che cosa significa per lei essere Diva?

Lo dicono i giornalisti, non vuol dire nulla. Si nasce o non si nasce. Sono quel che sono. A me piace fare sette, otto chilometri a piedi. Dove vivo io ci sono bancarelle e posti simpatici.

Com’è nata la collaborazione con Gianna Nannini che ha dato vita a Possiedimi?

È nata telefonicamente. Gianna stava facendo un trasloco, ci si sentiva spesso. Lei mi ha detto: “Cerchiamo di fare un Pensiero Stupendo, una cosa sensuale”. Io le ho risposto: “Intanto mettiti a scrivere!”. Poi c’era sua figlia Penelope che cantava il mio pezzo che si chiama come lei!

E Penelope l’ha sentito, Possiedimi?

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Bisogna chiederlo a Gianna!

Qual è la canzone che preferisce, in assoluto?

Dovrei fare mente locale… Forse Un senso di Vasco Rossi. Tra quelle presentate a Sanremo, Vita spericolata.

Potendo fare una grande festa con tre o quattro amici importanti quale luogo sceglierebbe?

L’Arena di Verona, molto confortevole. Inviterei De Gregori con Emma, Sangiorgi, Tiziano Ferro e uno straniero: Robert Plant.

Ha mai pensato di fare il giudice in un talent show?

Non mi piace giudicare. Vengo a Sanremo, canto, mi cambio e torno in albergo!

Lei è da sempre in sintonia col red carpet…

Penso che sia una cosa naturale, non puoi imparare: viene da solo.

Si è parlato molto dell’arrivo di Elton John con conseguenti polemiche. È giusto che a Sanremo si parli anche di diritti civili?

È giusto che una donna possa adottare un figlio. Ho due amici uomini che vivono insieme a New York, hanno due bambini incredibili che parlano tre lingue. Ma io non mi sognerei mai di ‘cantare politica’, la musica dovrebbe essere musica e basta, dopotutto di diritti civili si parla in continuazione.

I suoi cinquant’anni di carriera coincidono con la reunion dei Pooh…

Ho piacere di rivedere Riccardo (Fogli, n.d.r.). Auguro loro ogni bene, faranno ancora concerti.

Lei è un’icona indiscussa di stile. Chi ha influenzato di più il suo modo di vestire?

Sono arrivata al Piper passando da Londra. A Londra c’era Biba. Il mio stile viene da me, tra gli stilisti bravi oggi ho Luca Saitto, mi fa piacere che sia un giovane.

Perché a pochi giorni dall’esibizione con Anna Oxa rinunciò a cantare con lei Donna con te?

Credo di aver fatto un favore ad Anna Oxa!