TV: Anno Zero sui gay, Mastella se ne va

Una volta tanto ampio spazio sui diritti dei gay in prima serata su Rai Due, ma Mastella si offende e lascia la trasmissione. Attacchi politici verso il conduttore Santoro.

ROMA – Nuovo inizio con polemiche per la nuova serie di “Anno Zero”, la trasmissione condotta da Michele Santoro che ieri sera ha affrontato il tema politicamente rovente dei diritti delle coppie omosessuali. Erano presenti in studio Antonio D’Amico, il compagno dello stilista Gianni Versace, il vignettista satirico Vauro e molte coppie gay e lesbiche tra il pubblico. Il giornalista Marco Travaglio, presenza fissa del programma, ha attaccato il senatore a vita Giulio Andreotti (ricordando tra le altre cose che per quanto lo riguarda il reato di associazione per delinquere commesso fino alla primavera del 1980 esso risulta estinto per prescrizione). Ospite era il Ministro della giustizia Clemente Mastella (Udeur), che non sembrava essere particolarmente a suo agio e che ha ripetuto la propria totale contrarietà a ogni legislazione simile a quelle sulle coppie gay già presenti in molti altri stati europei. Quando nella seconda metà della trasmissione Vauro ha sparato una delle sue graffianti e politicamente scorrette battute («Sapevo, fino ad oggi, di essere in una trasmissione di pericolosi comunisti, ora so anche che si tratta di comunisti pure froci…») Mastella si è offeso, si è alzato e ha abbandonato lo studio, senza dare troppe spiegazioni agli spettatori, dicendo solo «Vi saluto». Santoro si è allora lasciato andare a uno sfogo in diretta, rivolgendosi direttamente ai politici, lamentandosi della loro arroganza e dicendo loro: «Dovete abituarvi di nuovo a discutere con la gente». L’ultima parte della trasmissione si è svolta senza il ministro ospite, la cui uscita di scena è stata evocata da un’altra battuta di Vauro: «Se “Madre Mastella di Calcutta” mi avesse ascoltato fino in fondo avrebbe sentito che io lo difendo: mi dispiace che non ci sia più…».

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Questa mattina sono arrivati i dati Auditel, che hanno rivelato che il programma ha avuto ottimi ascolti ed è stato visto da oltre tre milioni di spettatori (12.7% di share), e sono arrivate anche i prevedibili strascichi polemici…

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L’onorevole Mastella ha detto che «Questo non è il modo di fare servizio pubblico» e secondo il capogruppo del suo partito alla Camera, Mauro Fabris, «Grave deve essere il degrado del servizio pubblico se un ministro della Repubblica è costretto ad abbandonare un programma per impraticabilità del campo.» Anche Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei valori, ha espresso solidarietà a Mastella e ha chiesto che il fatto sia portato «all’immediata attenzione della Commissione di Vigilanza», commissione di cui egli stesso è membro dal settembre scorso. Per Gianfranco Zambelli, segretario romano Udeur, «desta preoccupazione il fatto che il leader dei Popolari Udeur sia stato attaccato duramente durante tutta la trasmissione dai rappresentanti delle associazioni gay presenti in studio», questo sebbene il fatto che i gay e le lesbiche in studio erano lì a rappresentanza di se stessi e non parlassero a nome di associazioni GLBT e che Mastella se ne sia andato a seguito della battuta di Vauro.

Attacchi a Santoro anche da molti esponenti del centro-destra, mentre dalle file del centro-sinistra a difesa del giornalista si schiera il senatore Gianpaolo Silvestri (Verdi) che esprime «piena solidarietà a Santoro e a tutta la redazione di Anno Zero. È davvero triste che per una volta che si fa del vero giornalismo il politico di turno si alzi, se ne vada e, come una Cassandra violata, urli al complotto. Tanto più triste in una tv pubblica che, contro ogni dettame deontologico, apre ogni sera i tg con una non notizia (la Chiesa contro i Pacs, la Chiesa contro i Dico, la Chiesa contro i gay) e che lascia offendere pesantemente la comunità omosessuale, senza mai dare ai diretti interessati il diritto di replica. D’altronde – conclude Silvestri – quando, per far vedere il proprio tasso di democrazia e tolleranza, si premette sempre “non ce l’ho con i gay, ho tanti amici gay” non resta che la pena (e il conteggio degli amici che ormai avranno superato i milioni).» (Roberto Taddeucci)

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