TV: fine dei fantastici 5 occhi gay

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Il reality-cult “Queer Eye for the Straight Guy” chiude i battenti dopo tre stagione e i Fab 5 cercheranno ognuno altre strade per sopravvivere nel mondo dello spettacolo.

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LOS ANGELES – Vanno in pensione i 5 gay che hanno movimentato le 82 puntate del reality show americano “Queer Eye for the Straight Guy”, che chiude i battenti dopo tre anni. L’innovativo programma, nato per il canale via cavo e satellitare Bravo, non è stato rinnovato per un’altra stagione e tutti e cinque i membri del cast originale hanno progetti indipendenti, in vari campi. Jai Rodriguez, l’“esperto” di cultura popolare e interazione sociale, sostiene che sono passati solo tre anni ma che per tutti loro del gruppo dei Fab 5 è come se fosse trascorso molto più tempo visto il balzo di popolarità che una trasmissione di nicchia come “Queer Eye” ha significato per tutti loro. Rodriguez stesso sta lavorando sul progetto di un film e di una nuova serie televisiva. In una delle ultime puntate i Fab 5, solitamente alle prese con ragazzi etero piuttosto trasandati e bisognosi di un ritocco di look, hanno prestato la loro assistenza anche a Miles, un transgender.
La trasmissione aveva debuttato nell’estate del 2003, diventando subito un programma culto nella nicchia dei prodotti dell’offerta dei canali satellitari e via cavo, molto più avanzata e innovativa delle tradizionali reti generaliste. Giocando in modo ironico con gli stereotipi dei gay modaioli e effeminati ha stabilito un ponte tra questi 5 inviati “speciali” ed eterosessuali di ogni credo, razza ed estrazione sociale, facendoli interagire (di solito in modo proficuo) offrendo al tempo stesso un show leggero, simpatico, divertente e comunque promotore di un messaggio di interazione-integrazione che non è stato gradito in certe aree. In Italia, ad esempio, quando ne è stata lanciata su La7 la versione italiana, “I fantastici 5”, l’immancabile Moige ha sentenziato preventivamente, senza neanche aver visto neanche una puntata, che lo show era diseducativo perché faceva parte di quel “tipo di trasmissioni in cui i gay sono mostrati come persone felici, perfettamente integrati e punto di riferimento per gli altri sono estremamente dannose sia per i bambini che, soprattutto, per gli adolescenti.”
Ammuffiti moralismi a parte il “Queer Eye” più che fare ascolti record è stato accolto in giro per il mondo con la curiosità che le persone dalla mente aperta riservano a trasmissioni che sono, in qualche modo, innovative e originali. Ne sono state realizzate, con vario successo, versioni locali in vari paesi, come Italia, Gran Bretagna, Australia, Spagna, Finlandia, e anche versioni alternative come “Queer Eye for the Straight Girl” e parodie, ma nessuna di queste ha avuto la risonanza della serie originale le cui puntate si possono vedere, con sottotitoli in italiano, via satellite sul canale Paramount Comedy. (Roberto Taddeucci)

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