TV: quasi 5 milioni per l’AnnoZero sugli scandali vaticani

Alla fine è andato in onda e lo hanno visto quasi 5 milioni di italiani. Il documentario della BBC “Sec Crimes and the Vatican” ha sollevato un velo su un tema che si voleva rimanesse nell’ombra.

ROMA – Ascolti eccellenti ieri sera su Rai Due per “AnnoZero”, che ha trasmesso il documentario BBC “Sex Crimes and the Vatican”. È stato visto da 4.781.000 spettatori con uno share del 21,01%, risultando secondo solo all’ennesimo varietà canzonettaro di Rai Uno, che ha dilettato oltre 6 milioni di spettatori. Per Michele Santoro si è trattato del migliore ascolto in assoluto sin da quando il giornalista è tornato in video dopo gli anni di ‘esilio’ nel corso della precedente legislatura. Visti gli appelli a censure preventive da parte di molti esponenti politici e il gran tiro del fango sul documentario messo in atto dal plotone degli atei atei-devoti e degli ultras-clericali che abbondano sulla scena culturale italiana, per Santoro è stato un successo già andare in onda.

«Ieri sera abbiamo avuto una prova di civiltà» ha commentato il giornalista questa mattina su Radio Città Futura, aggiungendo che «ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Ho sempre sostenuto che il servizio pubblico è ciò che il mercato non riesce a fare spontaneamente. Quindi il servizio pubblico deve essere più informazione, più dibattito, più polemica, più spregiudicatezza e più creatività altrimenti non ha senso parlare di servizio pubblico. Ogni volta che si verifica un episodio tutti si schierano soprattutto per un pregiudizio politico invece noi dobbiamo dibattere, discutere e parlare. Non devono esserci tabù riguardo a questo.» Il conduttore ha poi lodato monsignor Rino Fisichella, che «ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto, ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti.»

Ma ha saputo il Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense dare risposte esaurienti ai tanti angosciosi interrogativi (“falsità” e “deformazioni” per l’Avvenire) sollevati dal documentario? A noi sembra proprio di no. Fisichella ha puntato soprattutto a ribadire che il diritto canonico a cui fanno riferimento i documenti presi in esame nell’inchiesta non interferisce col codice penale dei singoli stati, tuttavia non ha saputo minimamente giustificare quello che poi, alla fine, è la vera grande questione sollevata da Colm O’Gorman: perché l’autorità ecclesiastica suprema (ovvero la Congregazione per la Dottrina della Fede guidata per oltre un ventennio da Joseph Ratzinger) non è intervenuta di fronte a casi di accuse di abusi sessuali provenienti da diverse parti del mondo (Irlanda, Stati Uniti, Brasile) e ha consentito che i sacerdoti accusati di tali crimini venissero semplicemente spostati, per anni e anni, da una parrocchia all’altra? Nessun chiarimento (anzi, questo aspetto del documentario è stato totalmente ignorato) neanche sui casi come quello di Joseph Henn, il prete americano rimasto intoccabile e al sicuro in Italia, lavorando per anni proprio a due passi dal Vaticano, fino a scomparire proprio mentre gli veniva recapitato un mandato di estradizione verso gli USA. Alla fine del can can mediatico il legittimo sospetto è che i vertici della Chiesa Cattolica quel (poco) che hanno fatto lo hanno foto solo a seguito dell’uscita degli scandali sui giornali e che ora, dispensando a piene mani bontà e perdono, siano già pronti alla piena assoluzione, soprattutto nei confronti delle proprie – peraltro neanche ammesse – responsabilità. (Roberto Taddeucci)

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