UN POMERIGGIO CON CATERINA

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Un volto fresco, giovane e sorridente. Caterina Balivo conduce Festa Italiana, programma del primo pomeriggio di Raiuno. Racconta storie sociali e di umanità. Ma fin'ora niente gay in...

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Napoletana doc, della sua città natale conserva tutta la spontaneità e la solarità. «È uno schifo» ci dice riferito a chi scambia i gay con i pedofili. Per niente bigotta, anche se profondamente cattolica. Ed è per questo che alle domande sulla Chiesa la bella Balivo si mostra un pò reticente nel rispondere. Qual è la paura del suo migliore amico gay?
Caterina, come ti spieghi il grande amore del mondo omosessuale per le donne dello spettacolo?
Perché veniamo viste come persone che non hanno pregiudizi. Noi, in effetti, abbiamo un contatto molto più stretto con gli omosessuali, di cui il mondo dello spettacolo è pieno. Il primo gay che le donne della televisione conoscono è, quasi sempre, il loro truccatore o il loro parrucchiere.
E tra una pettinata e l’altra di cosa ti parlano?
Spesso mi raccontano che rimangono malissimo quando viene usata contro di loro la parola frocio. È un atteggiamento che mi indigna. Quando si parla di ‘diverso’ non ci si dovrebbe riferire al mondo omosessuale. Il diverso è altro, il diverso è l’incivile.
Ti parlano delle loro paure?
Si, io ho un amico gay che mi confessa tutta la sua angoscia nell’ipotesi in cui al compagno succedesse qualcosa. Se gli capitasse una disgrazia non avrebbe il diritto di stargli vicino e di assisterlo. Questa mancanza di tutela è tremenda ed è giusto che i PaCS vengano regolamentati.
Traguardo difficile se si pensa che ancora oggi, purtroppo, la diversità sessuale è fatta oggetto di violenze inaudite ed ingiustificate. Cosa c’è alla base di questa barbarie?

Il vero problema è che c’è violenza in generale. Certo, colpisce ancora di più quando la violenza viene esercitata perché l’altra persona è ‘diversa’. Oggi la gente ha il coraggio di fare outing, di confessare la propria omosessualità, ma anche di denunciare episodi di discriminazione subiti. Secondo te, le violenze sulle donne non sono mai esistite prima d’ora? Ci sono sempre state, l’unica differenza è che oggi se ne parla, oggi si ha il coraggio di denunciarle.
E c’è anche chi identifica, erroneamente, omosessualità e pedofilia. Una tesi che indigna profondamente il mondo gay…
No vabbè, è uno schifo! Una tesi del genere non può che nascere dall’ignoranza della gente.
Anche la Chiesa ha un attegiamento di profonda chiusura nei confronti del mondo omosessuale, perchè secondo te?
Guarda io sono molto cattolica…
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Anche la Chiesa ha un attegiamento di profonda chiusura nei confronti del mondo omosessuale, perchè secondo te?
Guarda io sono molto cattolica e questa risposta non te la so dare.
Non me la sai dare o non me la vuoi dare?
Non ho mai chiesto ad un prete o ad un confessore il motivo di tanta avversità nei confronti del mondo gay. L’omosessualità è sempre esistita, anche nell’antichità del mondo greco. Sinceramente non lo capisco.
E allora, come si fa a conciliare il proprio credo considerando le posizioni ingiuste da parte della Chiesa su alcuni argomenti, ad esempio l’uso proibito del preservativo?
Appunto, qui si torna proprio al dibattito sul perché la Chiesa vieta l’uso del preservativo. Secondo me, perché la Chiesa non è ancora pronta ad accettare determinati cambiamenti. Ma sono convinta che il mondo ecclesiastico poco alla volta cambierà idea.
Secondo te il nostro paese è pronto ad accettare le Unioni civili?
Non dimentichiamo che l’Italia non è fatta solo di grandi città, dove la gente è più aperta mentalmente e dove è più facile venire a contatto con diverse realtà. Il nostro paese è fatto, soprattutto, di piccoli comuni, di piccole cittadine, dove la gente non ha mai conosciute determinate realtà. Io, ad esempio, non credo che mio nonno abbia mai conosciuto una persona omosessuale in vita sua.
Il tuo programma, Festa Italiana, va in onda su Raiuno alle 15, quindi in fascia protetta. Subito mai limitazioni dalla direzione della Rai nella possibilità di raccontare storie gay? Nno te le abbiamo mai viste raccontare…
Assolutamente nessun divieto, ci mancherebbe. Non le abbiamo mai raccontate perché nella nostra trasmissione ci occupiamo di storie che hanno un messaggio estremamente sociale, indipendentemente dunque dall’orientamento sessuale dei soggetti.
Prima di arrivare a condurre Festa Italiana, hai fatto per due anni Unomattina. Che ricordo hai di quel periodo?

È stata un’esperienza magnifica, che mi ha lasciato tanto. Un programma bello, pulito, ripeto: molto importante per me. Però dopo due anni avevo bisogno di avere un contatto diretto con la gente. Sentivo l’esigenza di raccontare delle storie umane, e Festa Italiana mi dà questa possibilità, raccontando delle importanti storie sociali. Diciamo che Unomattina è stata una palestra importantissima, ed anche il mio programma attuale lo considero una palestra, perchè sono giovane ed ho bisogno ancora di crescere.
Fare Unomattina vuol dire svegliarsi alle 4 tutti i giorni. Fisicamente immagino sia stato massacrante…
Fisicamente sono stata molto male. Ho avuto problemi di nausea e sono andata a lavorare anche con la febbre. Ero brava a non farlo vedere, fingendo con un sorriso ma certo non è stato facile.
Sei una conduttrice giovanissima, hai avuto una donna dello spettacolo come modello?
No, nessun idolo o modello. Mi piace vedere brave conduttrici come Maria De Filippi, la Bignardi, la Clerici, ma non c’è nessun a cui mi ispiro.
Quest’anno è stato un anno decisamente negativo per i reality. Siamo alla fine di un genere televisivo?
Non lo so, io parlo della mia trasmissione.
Ma non pensi mai che anche chi venga a raccontare la propria storia nella tua trasmissione lo faccia solo per apparire?
Non credo che nella mia trasmissione chi viene abbia voglia di apparire. La gente, più che altro, ha voglia di comunicare, di portare la sua testimonianza, di raccontarsi attraverso questo importante mezzo di comunicazione che è la televisione.
In questo momento della tua vita sei felice?
Si, perchè sono serena, e per me la serenità è uguale a felicità.
Cosa che ti mette di pessimo umore?
Il non essere capita, la cattiveria e l’ignoranza della gente.
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di Michele Sabia

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