UNA RAI CONTRO GLI OMOSEX

Sul caso Presta, il sindacalista ucciso in Calabria, il servizio publbico ha parlato di “squallidi ambienti gay”. Intervista a Beppe Giulietti, membro della commissione vigilanza RAI.

MILANO – Lunedì 7 luglio, Michele Presta, sindacalista, segretario generale della Flai-Cgil calabrese viene ucciso con un colpo d’ascia da Gianfranco Palermo, conosciuto dalla polizia come sfruttatore degli omosessuali. Il ceffo assassino viene consegnato alle patrie galere e oggi, anche la sinistra, si interroga davanti allo squallore omofobo e alla cecità di chi non vuol vedere e accettare che altre sessualità hanno pari diritto di vita e cittadinanza.

In mezzo al dolore, il cannibalismo informativo capitanato dal servizio pubblico Rai, crea sensazioni che credevamo smarrite dal tempo della civiltà e invece emergono come fantasmi atteggiamenti pericolosamente omofobi quando i servizi mandati in onda dai GR e telegiornali della Rai propongono l’efferato omicidio del sindacalista Cgil, come “un episodio maturato negli ambienti gay”. Che vergogna per un servizio che dovrebbe tutelare con maggiore attenzione le minoranze sessuali. Le associazioni degli omosessuali protestano, e Franco Grillini in Parlamento presenta una interrogazione sulle modalità con cui la Rai ha dato informazione sulla vicenda. E, caso più unico che raro, ottiene risposta. Ne parliamo con Beppe Giulietti, capogruppo Ds in Commissione vigilanza Rai

Giulietti, dopo la giusta protesta di Franco Grillini, hai chiesto l.’acquisizione dei servizi sull’omicidio di Presta.

Era il minimo che potessi fare. Mi è sembrata sacrosanta e giusta la protesta dell’onorevole Grillini e anche delle principali associazioni del movimento omosessuale su due cose. Una motivazione è la rappresentazione del delitto di Catanzaro, visto che si è parlato di squallida storiaccia maturata negli ambienti del vizio.

La seconda?

E’ stata meno ripresa, che invece trovo più delicata e riguarda le leggi Zapatero in Spagna. In Rai, hanno parlato teologi, moralisti, passanti per strada, gente al mercato, ma guarda caso sono stati escluse le associazioni degli omosessuali e i loro rappresentanti.

Desideriamo ringraziarti per questo. Perché l’informazione pubblica è così omofoba, off limits per la politica omosessuale?

Perché risente di un clima dominante che è conformista; un clima di ossequio e di fastidio per i diritti civili e quelli di libertà.

Credo sia anche una mancanza all’educazione al rispetto e alla verità.

Sì, hai perfettamente ragione, c’è un problema di questa natura ma poi ve ne è un altro. Mentre stiamo tutti attenti al pluralismo politico violato, cioè quando un partito o un politico viene cancellato, c’è molta meno attenzione quando viene cancellata una minoranza, qualunque essa sia, di qualunque tipo. Ad esempio la discriminazione verso i Valdesi, altre volte verso questioni come i temi della pace e non violenza e su quest’ultima che riguarda l’omosessualità c’è discriminazione, pigrizia, censura, indecenza e ignoranza. Non ci si rende conto che quando mancano le voci della minoranza la prima a essere mortificata è la democrazia di un intero Paese, oltre a violare un pluralismo che è vita.

La tua è stata una protesta multipla.

Sì; altre volte quando Grillini o le associazioni omosessuali protestano, talvolta la protesta termina nella solidarietà di pochi parlamentari; ieri, oltre al mio intervento e a quello dell’onorevole Giordano, c’è stata un’attenzione di alcuni parlamentari della Lega. Vi è anche stato un impegno immediato del presidente Petruccioli, ecco la novità, che si è impegnato a metterci in contatto con i vertici Rai per segnalare quanto era accaduto, esprimendo la condivisione alla protesta avvenuta in commissione. Mi auguro, nelle prossime ore, di avere risposte dall’interno del servizio pubblico.

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Questo succede nonostante il nuovo consiglio di amministrazione.

La Rai è un’azienda dominata dalla figura del direttore generale e dei gruppi dirigenti.

Ma lì ci sta uno dalle forti credenziali di credibilità come Sandro Curzi.

Stiamo dimenticando di ricordare che la Rai, per la prima volta nella sua storia, ha avuto quattro anni di amministrazione monocolore, senza più dialettica, è evidente che questo ha contribuito a ridurre il pluralismo e la sensibilità a tutti i livelli. Il problema va posto non solo al consiglio ma in particolare al direttore generale che, in questo momento, ha il dominìo assoluto sulle reti e sulle testate.

Così Cattaneo continua a fare il bello e il cattivo tempo.

Non solo. Si è creato nel Paese, e la Rai ne è lo specchio fedele, un clima ostile nei confronti di temi che riguardano anche l’omosessualità. Se posso approfittare: io credo che sarebbe importante che le grandi organizzazioni dei giornalisti, movimenti come “Schiena dritta” che sono positivamente nati all’interno della Rai, coordinamento di autori e programmisti, anche loro, come hanno fatto altre volte in passato, facessero sentire la loro voce e protesta contro questo tipo di atteggiamenti, di linguaggi e comportamenti che non offendono solo gli omosessuali ma anche coloro che credono nella verità, nella libertà e in una comunicazione seria e rispettosa.

Beppe, c’è un modo per bloccare definitivamente l’omofobia nell’informazione?

Intanto non dobbiamo rassegnarci e far sentire immediatamente la propria voce; di fronte a ogni violazione non piegare mai il capo. Poi, chiedere un incontro col consiglio di amministrazione e la direzione della Rai, da parte delle associazioni omosessuali per rappresentare la gravità dell’offesa che è stata portata. La terza, che potrebbe essere un elemento di novità, con le organizzazioni professionali e sindacali dei giornalisti, non porre solo una questione di provvedimenti disciplinari, ma chiedere la promozione di corsi di formazione professionale e culturale misti, su questi temi.

Almeno si crea una nuova cultura e nuovi linguaggi.

Perfetto! Perché c’è anche il problema di costruire nuova cultura e nuovi linguaggi, proprio come tu dici, per togliere questo virus dell’intolleranza che nuovamente si respira e che se non fermato per tempo, potrebbe determinare contagio. E’ bene tentare di bloccare sul nascere la diffusione di questo virus.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Mario Cirrito