Vittoria Schisano: “Sono una donna, non sono una trans!”

La nuova storia d’amore, il desiderio di maternità e gli impegni cinematografici. Fermi tutti: parla la Presidentessa della Repubblica delle Donne

Vittoria Schisano ha da sempre le idee chiare su tutto. Voleva cambiar sesso, e l’ha fatto. Voleva essere un’attrice, e c’è riuscita. Voleva vivere una favola come Julia Roberts in Pretty Woman, e la sta vivendo, ma voleva anche diventare una una ‘prima donna’ della Tv e, da qualche settimana, ha realizzato anche questo sogno. Infatti, stasera, andrà in onda in seconda serata, su Canale 5, la terza puntata del fortunato ‘Matrix Chiambretti’ dove Vittoria ricopre il ruolo di Presidentessa della Repubblica delle Donne al fianco dell’irriverente Piero Chiambretti. Una doppia rivincita per una donna nata nel corpo sbagliato.

Come ci si sente ad essere la Presidentessa della Repubblica delle Donne?

Sono ancora emozionata, inorgoglita e orgogliosa, perché Piero mi ha dato un ruolo molto importante. Non le nascondo che quando mi vedevo, in passato, come prima donna al fianco di un uomo, ho sempre pensato a Chiambretti. Nessuna piaggeria, mi creda, ma quest’uomo è realmente dotato di una grande intelligenza e di una grandissima sensibilità. Allo stesso tempo sono felice perché sto ricevendo tantissimi messaggi da donne che si sentono rappresentate al meglio.

Davvero?

Sì, sono felici che io sia lì a rappresentare l’universo femminile, perché quando non nasci donna, ma decidi di esserlo, lo vuoi così tanto che finisci per essere donna due volte. E le donne se ne accorgono.

Faccio fatica a credere che abbia ricevuto solo apprezzamenti..

Il 99% del pubblico femminile mi ha fatto un grande applauso. A quell’1% che ha storto il naso per invidia, o perché più semplicemente avrebbe voluto essere al mio posto, consiglio di cambiare sesso. Così potranno diventare uomini, senza rompere gli zebedei.

Chiambretti, poco prima di presentarla, mostra sempre orgoglioso la sua foto da uomo. Possibile che non le dia fastidio questo continuo ritorno al passato?

Vuole la verità? In generale mi dà fastidio, ma quando lo fa Piero, no! Mostrando il mio passato racconta la storia di una donna che si chiamava Giuseppe e che oggi è a dir poco felice di essere quello che ha sempre sognato, e son certa, che tra le righe, voglia evidenziare il fatto che non si è donne solo perché nate con la patata. 

E non la disturbano neanche certe battute come: “Vittoria, tiri fuori gli attributi”, “Vittoria, lei è alta come un alpino” o “Ambasciator non porta pene”?

(ride, ndr) Quando mi chiede di tirar fuori gli attributi ha ragione, perché io ne ho da vendere ora che li ho tolti. Quando ironizza sulla mia altezza, rispondo con la stessa ironia, ricordandogli che lui è basso come uno gnomo, e quando mi dice: “Ambasciator non porta pene”, sbaglia. L’ho tagliato, è vero, ma l’ho messo da parte per qualcuno di mia conoscenza.

Ironia che perdona a Chiambretti, ma non a tutti..

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Certo, soprattutto quando scrivono ‘ex trans’ o ‘ex transgender’ sui titoli per vendere qualche copia in più del giornale. Piero, ironizza sempre in modo elegante, e lo fa con tanto affetto, sia davanti le telecamere che dietro le quinte. È lui che mi ha fortemente voluta nel suo programma. Ricordo ancora una frase che mi disse tempo fa: “Tu sei una donna così tanto bella, elegante e femmina che mi permetterai, involontariamente, di fare qualsiasi battuta senza risultare mai volgare!”. Ed ha ragione. Con la sua ironia vuole dare esattamente il messaggio opposto, poi c’è chi lo coglie e chi rimane legato ad una parola. 

Quindi, è dell’idea che l’ironia e il sarcasmo salveranno il mondo?

Sì, certo.

Ironia che finisce quando sente quel continuo trans-trans vicino al suo nome..

Guardi: capisco che faccia notizia, ma io non sono più una transessuale! Sono una donna a tutti gli effetti e lo sono per tutti, stampa esclusa, visto che nonostante tutto continua a chiamarmi così. Non c’è nulla di male, ovviamente, ma è un po’ come chiamare delfino, uno scoiattolo. 

Nella scorsa stagione, al suo posto, c’era Eva Robin’s. Ha avuto modo di sentirla per il passaggio di consegna?

No, non l’ho sentita. È una mia amica e le dirò di più: appena finirò con lei, le farò una telefonata.

Quindi nessuna rivalità tra di voi?

No, e perché mai? Del resto prima di lei c’era un’altra donna, e il prossimo anno ce ne sarà un’altra ancora. Lei è così intelligente che dubito possa esserci rimasta male. Le nostre storie sono molto simili, ma noi siamo due persone molto diverse.

Sempre Eva, in una recente intervista, ha dichiarato: “La tv ti esalta, ma ti fa perdere il contatto con il mondo reale. Il cinema è un’ebbrezza a singhiozzo: lavori, poi trascorri settimane in attese della telefonata successiva, mentre il teatro è faticosissimo. Guadagni poco, ma ti tieni coi piedi per terra.” Lei, invece, come si muove in mezzo a tutta questa precarietà?

Io, invece, ci sto benissimo. La tv, al contrario di quello che dice Eva, ti dà la possibilità di avvicinarti alle persone. E in un periodo così delicato dove se sei bella, sei scema, se fai l’attrice, sei una potenziale zoccola e se fai il mio stesso percorso, sei Satana, la tv ha contribuito ad istruire il telespettatore. La bellezza aiuta a conquistare il pubblico maschile, è vero, ma quello femminile, il più ostico, lo conquisti mostrando la normalità. E solo mostrando la famiglia che hai alle spalle, un bel cervello e il corretto utilizzo dei condizionali, ti percepiranno per quella che sei davvero, e non per quella che uno stupido pregiudizio ti potrebbe portare a pensare.

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Lei nasce attrice, ma non ha paura che tutta questa tv possa nuocere gravemente alla sua carriera?

E perché mai? Le confido, in anteprima, che a luglio inizierò a girare, come protagonista, un film (Nati due volte, ndr) per il cinema con la regia di Pierluigi Di Lallo, e che sarò una delle protagoniste di uno degli episodi della fiction di Rai1 ‘I bastardi di Pizzofalcone’, accanto al grande Alessandro Gassman. 

Non ha mai ceduto al fascino dei reality show. Le fanno così schifo? 

Li guardo da casa, mi divertono, ma non parteciperei mai perché credo di non poter dar molto a quel mondo televisivo lì. Mi sono stati proposti sia L’Isola dei Famosi, che il GF Vip, ma li ho rifiutati entrambi dopo aver fatto, comunque, dei colloqui. 

E perché li ha fatti se già sapeva che non avrebbe mai accettato?

Perché una persona educata non rifiuta mai un incontro di lavoro a priori. L’unico reality che farei molto volentieri, nonostante non sia proprio un reality show, è Ballando con le stelle.

Le piace il ballo?

Molto. Da bambino feci un anno di danza, ma poco dopo mia mamma mi ritirò dalla scuola perché il ballo era una cosa da femminucce. Partecipare ad un programma come quello di Milly potrebbe farmi recuperare quell’amore per la danza, ahimè, perso.

Nel salotto di Chiambretti ha dichiarato: “L’amore ha un’età ben precisa: 40, massimo 50. Prima sa di latte, dopo di naftalina”. Quindi lei è una di quelle più per il ‘daddy’, che per il ‘toy boy’, o sbaglio?

Certamente! Il mio attuale fidanzato ha 47 anni. E sono fortemente convinta che non potrei mai fidanzarmi con un mio coetaneo. 

E chi è quest’uomo con il quale condivide pruriti e sentimenti?

Non mi faccia parlare di lui perché si sta separando! Quello che posso dirle è che sono fortemente innamorata.

L’idea di diventare madre l’ha mai sfiorata?

Sì, poco prima di incontrare il mio attuale compagno. Per me essere madre è prima di tutto essere moglie. Il mio compagno ha già un figlio, e non ne vuole altri. Sono dell’idea che i figli si facciano in due e quindi ho eliminato, almeno per il momento, il mio desiderio di maternità. E le dirò di più: lui riesce ad appagare anche il mio istinto materno. Una vera donna riesce ad essere madre anche del proprio compagno, e zoccola sotto le lenzuola. Io appago entrambe le cose.

Il mondo trans viene da sempre accostato a quello della trasgressione. Lei, invece, ne è sempre rimasta fuori anche quando stava transitando…

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Cosa vuole che le dica? Io già faccio fatica a fare tutte queste distinzioni, visto che per me esiste il mondo, e basta. Quello che lei appella come ‘mondo trans’ è da sempre accostato a quello della prostituzione. In parte è anche vero, ma questo vale anche per quello che qualcuno chiamerebbe mondo eterosessuale. Purtroppo non tutti siamo fortunati: c’è chi lo fa per necessità e chi perché conscio che è uno dei pochi modi per fare soldi velocemente. Se una transessuale, piuttosto che un uomo x, a prescindere dal lavoro che svolge, si comporta e veste in un certo modo, non dovrà meravigliarsi se poi verrà appellato in un modo poco carino. Anche io se vado al supermercato con una minigonna inguinale e con un rossetto rosso fuoco, rischierei di passare per una poco di buono.

Qualcuno le darà della democristiana con questo discorso…

Qui si parla di buongusto e di qualità, non di politica. Io non direi mai a nessuno come vestirsi, ma non dovrà neanche meravigliarsi di un pensiero, per quanto indubbiamente fastidioso, da parte degli altri. Anche io da Chiambretti vado con lo spacco e la scollatura,  ma a fare la spesa no!

Le cose più trasgressive che si sanno di lei, sono un passato con un giocatore della Juventus, un matrimonio saltato con il broker Fabrizio Vannucci e un breve flirt con Cecchi Paone. Posso dirle che quest’ultima è forse la più trasgressiva di tutte?

Alessandro, nonostante il suo orientamento sessuale, è quello che mi ha fatto sentire più femmina di tutte. È un uomo generoso che mi ha trattata davvero come una prima donna. Mi versava da bere e mi apriva, sempre, la portiera della macchina.

Qual è la critica che le viene mossa più spesso?

Forse quella di essere un po’ ‘civettina’, di sentirmi la più bella del reame e di prendere le distanze da certe cose. E in tutta onestà le confesso che lo faccio più che volentieri. La mia è una questione di buongusto e di eleganza, di intelligenza e di sensibilità, perché ci sono cose nella vita che proprio non mi piacciono. 

Non faccio fatica a capire quali. Alla politica, invece, ci pensa mai?

In realtà mi è stata proposta più di una volta, ma ho sempre declinato. Non escludo nulla a priori, perché sarebbe sinonimo di stupidità, ma penso che la politica si possa fare anche lontana dai Palazzi del potere.

Sono così indiscreto se le chiedessi quale partito gli ha proposto una candidatura?

Sarebbe poco elegante svelarle il nome del partito e come ben saprà: non è da me.