Nata Femmena, su Rai 3 il riscatto dei moderni femminielli napoletani – trailer

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Da una parte la prima sposa trans d'Italia, e dall'altra una drag queen delle tv private napoletane. In onda su Rai 3 il 19 luglio alle 00:10.

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Andrà in onda in prima tv su Rai3 il 19 luglio alle 00:10 per il ciclo Doc3 – Il cinema del reale, Nata Femmena, documentario di Pasquale Formicola e Elisabetta Rasicci che indaga la trasformazione del “femminiello” napoletano, sdoppiatosi attualmente nella figura globalizzata della transgender e della drag queen.

Una figura che, nella Napoli bersagliata dai media e trasformata in una moderna Gomorra, sopravvive al passare dei secoli. Attraverso gli occhi di due personaggi viene raccontato come oggi la città affronti il tema della tolleranza nei confronti della comunità LGBT.

Il documentario, prodotto da VeridisQuo, viaggia su due linee di narrazione: ad Aversa c’è la 29enne Alessia Cinquegrana, nata come Giovanni e dal 2017 moglie di Michele con rito religioso, diventando così la prima sposa trans d’Italia. La voglia di riscatto sociale di Alessia passa dal mega matrimonio all’inizio di un’attività imprenditoriale. Con la possibilità, offerta dallo stato italiano, di usufruire di fondi di sviluppo per le imprese giovanili, Alessia ha aperto un negozio di abbigliamento femminile. Eppure manca ancora qualcosa. Davanti al Santuario della Madonna dell’Arco, Alessia prega per ottenere un’ultima grazia: il suo ultimo desiderio è quello di poter diventare madre, adottando una bambina.

La seconda storia segue Alessandro Saggiomo, 25enne piastrellista di Scampia che di notte si trasforma in Mamy O’Hara, drag queen difficile da non notare. La forza di Alessandro sono i genitori che lo hanno sempre appoggiato e seguito facendogli quasi da assistente. Mamy non ha alcuna intenzione di diventare una trans perché si sente maschio, ma il suo sogno è quello di diventare una star alla RuPaul e per questo partecipa ad un talent show che va in onda su di una tv privata napoletana.

A fare da fil rouge uno dei più influenti drammaturghi napoletani, Enzo Moscato, che negli anni ’80 ha utilizzato nel dramma “Scannasurice” il personaggio di un femminiello come simbolo della globalizzazione della cultura napoletana.

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