The OA Parte 2, Ian Alexander condivide la sua esperienza di attore trans: la clip in esclusiva

Da oggi su Netflix dopo 3 anni d’attesa, The OA 2 presenta anche un attore transgender: Ian Alexander, protagonista di una video-intervista.

826 giorni dopo la prima folgorante stagione, Brit Marling, protagonista assoluta, e Zal Batmanglij, co-sceneggiatore, tornano su Netflix con la seconda attesissima stagione di The OA, da oggi in onda con otto nuovi episodi.

Al fianco della Marling ritroveremo Jason Isaacs, negli abiti dell’antagonista Dottor Hap, con Emory Cohen nei panni di Homer e Patrick Gibson in quelli di Steve Winchell. Spazio poi a Phyllis Smith, Brendan Meyer, Ian Alexander, Brandon Pere e Sharon Van Etten, Kingsley Ben Adir e Chloe Levine.

Al termine della prima stagione avevamo lasciato Prairie Johnson deviare un proiettile verso il proprio cuore. Tre anni dopo la ritroviamo in una nuova dimensione, dove la aspetta una vita completamente diversa, negli abiti di un’ereditiera russa ma ugualmente prigioniera del malvagio dottor Hap.  Nei nuovi episodi debutta Karim Washington, detective privato incaricato di ritrovare Michelle Vu, una ragazza scomparsa. Il suo percorso si incrocia con quello di OA, insieme indagano sul mistero della sparizione di Michelle e sulla scoperta di una casa a Nob Hill legata alla scomparsa di diversi ragazzi. Nel frattempo, nella prima dimensione, i personaggi BBA, Angie e i ragazzi continuano a ricercare se stessi in un viaggio alla scoperta della verità che si nasconde dietro OA e le incredibili realtà da lei raccontate.

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Oggi, in esclusiva per Gay.it, ecco arrivare una clip sottotitolata in italiano interamente centrata su Ian Alexander, che ha condiviso la sua esperienza di attore trans nel mondo dello spettacolo e l’importanza di Internet nella scoperta della sua identità.

E’ fondamentale scritturare dei trans per dei ruoli trans. Ho iniziato a esplorare la mia identità di genere quando ho iniziato a usare Internet, ho scoperto altri uomini trans su Youtube. E’ importante che la gente si veda rappresentata sullo schermo. Significa molto per altri giovani trans che sono alla ricerca di un punto di riferimento. Di qualcuno a cui ispirarsi, perché non pensino di essere soli.