CERCASI MISS DRAG QUEEN

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Dopo tre anni di successi, l'edizione di Miss Drag Queen 2006 si preannuncia carica di emozione e colori. Abbiamo parlato con Regina Miami, direttore artistico e con La...

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Mancano poche settimane alla proclamazione della “reginetta” drag italiana. Il concorso di Miss Drag Queen, alla sua quarta edizione, è un appuntamento imperdibile, colorato che mette in moto la fantasia di tanti aspiranti ragazzi che vogliono avvicinarsi al mondo dell intrattenimento in maschera. Abbiamo parlato con Regina Miami, ideatrice e art director del concorso, e con La Berta, vincitrice della passata edizione.
Ogni edizione è caratterizzata da un tema diverso per le serate di semifinale e per la finalissima del Mardi Gras torrelaghese. Quale sarà il tema di quest’anno? Lo scorso se non sbaglio furono gli elementi della natura e i musical.
I temi di quest’anno saranno il circo, le icone, Hollywood, e per la serata finale verranno rappresentate le star del cinema. Abbiamo pensato in grande insomma.

In tutta Italia si stanno svolgendo le selezioni. Dove e come?
Per essere selezionate è possibile iscriversi sul sito www.gay.it/missdragqueen. Inoltre potranno partecipare le vincitrici dei concorsi locali: Miss Drag Queen Lazio e Miss Drag Queen Piemonte. Inoltre può partecipare la vincitrice del Sanremo Drag di Roma e Miss Drag Queen Sud. In questa prima fase le prove sono essenzialmente due: prima c’è una sfilata con abito a tema e poi lo spettacolo vero e proprio con la valutazione della sincronizzazione della voce su brano, il playback tanto per capirci.
Chi può partecipare? Sono richiesti requisiti particolari?
Possono partecipare tutte le drag queen, basta che siano di origine italiana e abbiano lavorato da almeno un anno nei locali GLBT.

A quali prove sottoporrai le candidate miss?
La cosa fondamentale è che siano assolutamente a tema. Le prove saranno strutturate in modo da poter misurare la loro fantasia, dote che per una drag è assolutamente essenziale.
Cosa consigli alle miss in concorso?
Essere drag queen vuol dire essere delle artiste complete, quindi consiglio loro di misusrare le loro capacità a tutto campo e di esibirle al meglio nel momento dello spettacolo.
Sei rimasta in contatto con le “colleghe” che hanno partecipato alle scorse edizioni?
Con La Berta, la vincitrice della passata edizione, ho un grande rapporto di amicizia. Ma anche con le altre ci sentiamo, a volte mi chiedono consigli, ci scambiamo opinioni e ci teniamo informate sui locali, le serate e le novità in fatto di vestiti e trucchi naturalmente.

Quali aspirazioni può avere la vincitrice?
Molte. Pensa che La Berta ha una rubrica fissa su LUI magazine e ha fatto molte serate in giro per l’Italia. L’occasione è unica per farsi consocere e apprezzare dagli altri.
Fare la drag è una vita di sacrifici: depilazione, barba, trucco perfetto. È disincentivante, non credi?
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Fare la drag è una vita di sacrifici: depilazione, barba, trucco perfetto. È disincentivante, non credi?
No, è stimolante invece, perchè ti spinge ad essere splendida e favolosa ogni giorno di più.

Cosa non porteresti dalle edizioni precedenti?
Sono state tutte divertentissime. Ognuno con la sua formula vincente. Ogni anno ci sono state un sacco di cose nuove, personaggi strani. L’edizione con la mezza cieca che si mise a recitare rischiando di cadere dal palco. Lascerei tutto quanto così insomma. Anzi, sarebbe bello portare il concorso in teatro o addirittura in televisione.
Ora non ti allargare
Miss Drag Queen Gran Canaria viene tramesso sulla tv nazionale. Ci pensi fare una cosa del genere su Rai Uno?
Hai parlato di formula vincente. Quale pensi che sia l’elemento che rende questo concorso di successo?
Io, prima di tutto. A parte gli scherzi, alla gente piacciono le drag queen, gli spettacoli, i colori, la fantasia, i copricapi, i trucchi. La differenza fra l’Itaia e l’estero è che altrove essere una drag è un mestiere. Ti prendono più in considerazione, mentre in Italia ci vuole ancora un po’ affinchè si arrivi a quei livelli. Ma noi ce la metteremo tutta.
Fare la drag queen quindi è solo un secondo lavoro?
All’estero come ti dicevo fanno solo le drag queen. Ci sono locali di soli spettacoli drag, ristoranti gestiti da drag, quindi è un lavoro vero e proprio. Noi dobbiamo fare altri lavori.
E tu che lavoro fai?
La vetrinista.
Cioè il manichino?
No pulisco i vetri agli incroci… dai sciocca, faccio gli allestimenti per le vetrine.
Riecco la fantasia
Esatto, apprendi velocemente.
Grazie Regina
Grazie a te gioia

Berta Bertè è la vincitrice della scorsa edizione. Sentiamo quale è stata la sua esperienza.
Cosa consigli alle candidate di quest’anno?
Gli consiglio di provare tutti gli aspetti del proprio personaggio e non solo la parte scenica. Manca ancora qualcosa, devono formarsi, non hanno la completezza che serve: bel trucco, bell’abito, personalità.
Di base, per avere successo, non serve essere solo divine. Nei confronti del pubblico c’è bisogno di una dose di aggressività complice e non aggressività padrona.
cosa hai gudagnato dalla vittoria?
A parte i duemila euro? Ho consciuto Regina Miami e posso reputarla una mia amica. È stata una delle estati più belle della mia vita. Mi fermavano le persone e i giornali, il mio nome è andato su internet e sulla stampa di mezza Italia. Da lì ho presentato i vari Miss Drag Queen Puglia, Lazio e altri. Ho fatto diverse serate. Insomma l’agenda si è magicamente riempita di impegni.
Come reputi questo consorso? Facile o difficile?
Lo reputo una bella vetrina, facile se si è professionisti e difficile se si è improvvisati.

Cosa ha detto la tua famiglia quando ha visto le foto del concorso?
L’abito l’ha fatto mia madre, quindi piena complicità. Mio padre non era molto felice mentre mio fratello era presente e si è addirittura commosso.
Tuo fratello è gay immagino
Molto.
Descrivici quei momenti a Torre del Lago.
Dietro c’era un’aria carica di tensione e questo è bello perchè ti sprona e ti fa capire che se vinci sarai odiata. Devi combattere come una iena perchè per i gay non c’è via di mezzo: o sei vincitore o sei fallito.
In bocca al lupo per tutto
Grazie mille, ciao.
(foto: Carlo Baldacci)
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