CHIUSO IL GAY VILLAGE

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L'appuntamento estivo romano ha chiuso i battenti per protesta contro l'orario di chiusura alle 1 e 30. "Guardate cos'è successo coi tassisti - dice Imma Battaglia - noi...

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Problemi per il Gay Village, lo spazio ricreativo che ogni anno rappresenta il punto di incontro della comunità GLBT romana. L’evento estivo ha chiuso i battenti fino a domenica. Un colpo sia per i gay della capitale che per i turisti che affollano ogni settimana il Parco delle Fontane, il luogo che ospita la manifestazione. Il motivo ce lo spiega Imma Battaglia, esponente del mondo GLBT romano e presidente dell’associazione Di’Gay Project.
Imma cos’è successo?
È successo che abbiamo deciso di mettere in piedi una protesta contro gli abusi della polizia.
Abusi? Spiegati meglio

Allora, noi siamo vincitori di un bando di gara che ci ha concesso di allestire il Gay Village all’Eur, e precisamente al Parco delle Fontane. Adesso vogliono farci chiudere alle 1:30, una cosa impensabile per chi viene a divertirsi al Village. Non possiamo rimandare tutta quella gente a casa così presto. Ma se non lo fai arriva la Polizia, ti fa una multa che va anche nel penale e ti costringe a chiudere nel giro di mezz’ora. E tu come gestisci 2000 persone in fila che stanno facendo il biglietto per entrare?
La notizia è giunta così all’improvviso? Nessuno vi aveva avvertito dell’orario a cui dovevate sottostare?

Nel progetto che abbiamo presentato per la gara tutto è descritto nei dettagli. L’orario di apertura in quel progetto va dalle 19 alle 3:00. Quindi abbiamo vinto ma la proroga non ce l’hanno data. Siamo quindi costretti a chiudere alle 1:30 come tutti gli altri eventi dell’ “Estate romana”. Tutti devono chiudere a quell’ora. Le cose si devono far bene all’inzio. Non è che ci dai l’autorizzazione del progetto e poi non ci dai la proroga dell’orario.
Ma allora la chiusura è imposta o volontaria?
Abbiamo deciso di chiudere preventivamente, altrimenti sarebbe venuta la Polizia in mezzo alla serata facendo sgombrare tutte le persone. Purtroppo sei sempre esposto al vigile di turno che ti può levare la licenza con ogni escamotage e in un modo che è inattaccabile. Il metodo è lo stesso del “World Pride” del 2000
Sarebbe?
Continua in seconda pagina^d
Sarebbe?

In quella occasione fino all’ultimo momento non hanno autorizzato il percorso. C’è un continuo rimbalzo di uffici e di responsabilità. In questo modo non sai mai di chi è la reponsabilità e a chi devi far riferimento.
E Veltroni che dice?
Veltroni? Non lo sentiamo da anni. La gente pensa che noi abbiamo un rapporto privilegiato con lui ma la situazione è ben diversa. Non so più neanche se considerarlo un amico.
La situazione la vedo brutta. Cosa avete intenzione di fare?
Intanto abbiamo mandato una lettera alle autorità locali ma anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato. Se entro domenica non ci concedono la proroga saremo costretti a fare azioni di protesta fortissime.
Del tipo?

Lasceremo aperto l’ingresso a tutti, senza biglietto, a chiunque voglia per quanto tempo voglia. Entro questa settimana si deve sbloccare la situazione altrimenti ci mobiliteremo. Faremo anche delle denunce se necessario.
Non ti sembra una soluzione drastica?
Direi di no. Hai visto la situazione dei tassisti? Hanno fatto un po’ di casino ed è cambiato tutto. E noi? Siamo i soliti buoni. Troppo buoni.
Che disagi avete avuto con gli ospiti, i lavoratori, le serate previste? Descrimvimi un po’ la situazione…
Considera che al Village lavorano 250 persone che con quei soldi ci si pagano l’affitto di casa. Adesso sono tutti senza lavoro. Stiamo chiamando in queste ore tutti gli ospiti, anche internazionali con i disagi e le penali che puoi immaginarti. Per non parlare dei debiti e i pagamenti. Il parco costa 144.000 euro di affitto!
Non mi resta che augurarvi in bocca al lupo
Crepi. Speriamo tutto si possa risolvere per il meglio.
E noi non possiamo che sperarlo.
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di Daniele Nardini

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