DOVE IL “DIVERSO” È LA NORMA

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Kreuzberg è uno dei quartieri più elettrizzanti di Berlino, tra immigrazione turca e cultura delle diversità. Con il "caffè Anal", le feste in strada, e persino un museo.

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BERLINO – “Berlino è una gran bella città, se non fosse che ci sono troppi tedeschi”. E’ una vecchia battuta che circola da sempre a Kreuzberg, il quartiere a maggioranza turca della capitale tedesca. Un posto un tempo ghettizzato visto che si trattava dell’ultimo avamposto “dell’occidente libero” prima del muro che divideva in due la città. Con la caduta della barriera est-ovest pero’, le strade sono rinate e decine di locali hanno ridato vita a uno dei luoghi piu’ elettrizzanti della capitale.

La caratteristica di tolleranza non ha lasciato Kreuzberg che resta uno dei posti piu’ interessanti della scena gay berlinese. Malgrado due guerre mondiali, i Nazisti, il primo Maggio e la caduta del Muro con conseguente arrivo degli speculatori, questo posto è rimasto fedele a se stesso. Un luogo che non ha nulla da invidiare a Manhattan a New York o a Notting Hill a Londra. Il quartiere esiste da 120 anni e viene oggi raccontato attraverso la mostra “von anderen Ufern” che ne illustra i momenti salienti della sua storia al Kreuzberg Museum una delle istituzioni del quartiere.

Un quartiere inquieto, sempre un paio di passi avanti agli altri, sin da quando i poliziotti, i “bullen”, come li chiamano qui, si chiamavano ancora Vopos (da Volkspolizei, la polizia della RDT). L’anarchia e la diversità hanno sempre segnato la fisionomia di Kreuzberg, l’unico quartiere di Berlino che ha al suo centro una fattoria (Kinderbauernrhof) con tanto di mucche e pecore, un’idea di alcuni irriducibili sessantottini, perché l’anarchia ha il suo posto in Kreuzberg. Fra i ritrovi storici del quartiere c’è sicuramente il caffé Anal, (già il nome è tutto un programma) un posto per rimorchiare, ma anche per rilassarsi. Certo, i suoi bagni sono uno dei luoghi migliori per incontri galeotti visto che ci ritrova “letteralmente” uno di fronte all’altro in una posizione talmente imbarazzante che si puo’ solo chiacchierare per uscire dall’impasse. Furono due amici, Stein e Maack, nell’ormai lontano 1990 ad avere l’idea di questo locale con un nome sfacciato più per sfottere i borghesi benpensanti che per dare realmente un luogo di ritrovo a chi non si ritrova nei soliti locali. Ogni giorno, tranne il lunedi’ che resta dedicato a Saffo, è possibile ritrovarsi qui ad ascoltare della buona musica.

Che cosa sia l’Anal lo spiega bene Leonhard Lorek, uno dei nuovi scrittori dell’underground berlinese. “Qui puoi essere produttivo e rilassarti.” E’ qui che Lorek ha scritto il racconto “Ich find Blut jut” (che buono il sangue) che fa parte di quel Kreuzberg-Buch (libro di Kreubzerg) pubblicato dalla Verbrecher-Verlag. E’ un testo che racconta le tante facce di questo incredibile quartiere. Lorek partecipa di tanto in tanto al Time Tunnel Live Show, un happening di musica, poesia e letteratura che si tiene all’Anal, un mix di punk, Romina&Albano e poesia. Le date? Quando gli gira ai gestori. Di questi happening esistono anche delle cassette dai titoli esaustivi come: “bombe su Monte Carlo”.

Di persone strane se ne incontrano ad ogni angolo di Kreuzberg. Gente come Ipek Ipekciogcu. Nata da genitori turchi, di nazionalità tedesca, lesbica militante (ma non noiosa) cresciuta nella cattolicissima Baviera in una famiglia vagamente musulmana. Un mix da brividi. E proprio ai mixer Ipek trova la sua strada. Formatasi come dj a Londra decide di tornare a Berlino al SO-36 il locale che oramai di fatto è la sua casa e dove è resident dj. La sua zona preferita? Quella che va dalla Eisenbahnstrasse (vicino alla Gorlitzer Bahnof, una fermata della linea U1 del metro) sino alla Reichenbergestrasse. “Probabilmente la zona piu’ lesbica della città. All’inizio ero terrorizzata da Kreuzberg. Troppi delinquenti. Troppi turchi. Oggi dico: elhamdrullah Kreuzbergliym! – vuol dire, lo giuro davanti a Dio, sono di Krezberg!”

Effettivamente è strano che in un quartiere pieno di immigrati di fede musulmana ci sia questa tolleranza verso i “diversi”, ma è questa la meraviglia di Haçlitepe, la traduzione letterale di Kreuzberg in turco. Una tolleranza e una varietà di paesaggi umani che non trovi nelle altre isole turche di Wedding e Neukolln. Non è il paradiso certo, ma qualcosa significa se le drag queens del Salon Oriental, altro locale storico della zona, il weekend festeggiano in mezza a lesbiche tedesche e a etero turchi. Il collettivo del caffé Anal dal 1992 è attivissimo nella realizzazione di feste a tema dove soprattutto ospiti gay, lesbo e transgender possono rilassarsi. In città oramai nomi come James Bond, Café Fatal, Gayhane sono oramai entrati nel vocabolario comune dei nottambuli della capitale. Altro mito di Kreuzberg è probabilmente l’Ellis Bierbar che ha chiuso i battenti nel 1986, come racconta Jens Dobler un giornalista che per due anni ha ricercato tutto quello che ha legato l’ambiente gay a questo incredibile quartiere. Il risultato è la mostra che si tiene in questi giorni al Kreuzberg Museum. Il libro che ha scritto su questa esperienza racconta la vita Elisabeth Hartung, detta Elli, una segretaria diventata la prima proprietaria del famosissimo locale.

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