Friendly Barcelona, c’è posto per tutti

L’economia a gonfie vele, una politica sociale all’avanguardia e una vita notturna più viva che mai. La Spagna si propone come il crocevia gaio d’Europa. Che aspettate a visitarla?

Spagna-Italia: il sorpasso Zapatero l’aveva promesso: "L’economia spagnola entro un anno supererà quella italiana". Repubblica pubblica uno speciale sul ‘sorpasso’, sul miracolo spagnolo. Per la prima volta il reddito procapite degli spagnoli è più alto del nostro. È una sconfitta? Prodi si affretta a rispondere che non è vero: "Abbiamo delle difficoltà, il Pil non arriva al 2% rispetto al 3,9% della Spagna, ma il nostro reddito procapite è superiore".

Chi ha ragione? Chi mente? A parte i dati ufficiali una mia idea me la sono fatta valutando di persona come semplice turista e osservatore. Prima di partire per le vacanze natalizie a Barcellona mi sono preso la briga di confrontare dei dati sui siti gay europei. Ho consultato tutti gli annunci di viaggio per capire quali sono le mete vacanziere preferite dalla nostra community. Lo stesso giorno, il 22 dicembre scorso le richieste di contatto per chi si stava mettendo in viaggio per Milano erano 32, per Roma 59, per Barcellona 106 (compreso il mio annuncio) e per Madrid 99 (questi sono i dati da Gayromeo). Risultato? 

Madrid e Barcellona attirano di più che Roma e Milano. Non voglio

essere disfattista e tanto meno non vivo complessi di inferiorità ma condivido l’analisi del New York Times che ha tracciato un quadro della nostra situazione quasi deprimente. Certo siamo bravi nel calcio, abbiamo vinto i Mondiali, nella musica leggera (fenomeni come Pausini e Ramazzotti) ma nel cinema loro hanno Almodovar, ad esempio.

E vogliamo parlare delle libertà civili? A fine anno gli organizzatori della Chiesa spagnola hanno fatto sfilare quasi un milione di persone contro "il matrimonio gay e per sostenere la famiglia tradizionale" ma alcuni mesi prima sempre a Madrid eravamo in più di due milioni all’Europride.

Nonostante la crisi internazionale il governo Zapatero nei sondaggi è ancora in testa, vedremo come andranno le elezioni politiche di quest’anno. La campagna elettorale è già iniziata.

Barcellona, città pioniera e all’avanguardia I numeri parlano

chiaro: quasi 5 milioni sono i turisti che scelgono Barcellona per una vacanza. Grazie al clima mite (a Natale con ben 16 gradi i più coraggiosi facevano il bagno a Barceloneta), ad un’offerta culturale ricca di eventi, feste, mostre, fiere e alle proposte della comunità glbt, Barcellona e Sitges sono un ‘destino gay’. Mi affascina il cosmopolitismo, le passeggiate sulla playa, alla rambla, per le calles e l’atmosfera che si crea durante le feste (Salvation, Mito, Devotion, Loveball…).

Ho vissuto dieci giorni intensi, cambiando il mio calendario di marcia. I locali notturni quali Metro, Arena e Salvation iniziano a ravvivarsi dopo le due di notte, ma nel week end non mancano gli after a partire dalle sette del mattino. Ci vuole energia (e pastiglie di cui non faccio uso).

La notte di Capodanno avevo la possibilità, dopo il Salvation, di continuare al Mito del gruppo Matinee oppure al Pacha (la fiesta mensile del Devotion, con il dj italiano Enrico Arghentini, uno dei dj loveball più richiesti dal pubblico internazionale).

Nei discobar del quartiere gay friendly Example la tendenza è quella di non creare un ghetto, ormai locali gayfriendly si trovano ovunque e molti organizzano serate miste. Nella gaixample si trovano attività commerciali (agenzie di viaggio, boutique, sexy shop, ristoranti, cruising, saune e il famoso hotel heterofriendly Axel), alcune ben organizzate in gruppi come il Pases con le sue 6 saune, il gruppo Matinee e il maggior festival di clubbing europeo, Loveball, che all’inizio di agosto raccoglie ben trentamila partecipanti da tutto il mondo.

La prima tappa arrivando nella città catalana è al club Boyberry. Il proprietario, Joan, parla italiano e mi informa sulla programmazione

della settimana. Qui puoi ritirare le riviste gratuite Nois, Lambda, Gay barcelona, Shangay, le guide e mappe gay, i free pass e le riduzioni per le serate. Trovi anche Clubbing e le più importanti riviste straniere. Con soli 6 euro d’ingresso hai l’accesso a tutti i servizi del locale compreso l’uso delle postazioni internet, l’utilizzo del wi-fi e delle cabine del sexclub. Ma quello che più mi ha colpito è la politica per attirare la clientela giovane – fino a 22 anni l’ingresso è gratuito, entro i 27 anni si paga la metà – e la proposta culturale in un cruising: ben 700 sono i dvd a tematica glbt non pornografici, in tutte le lingue e perfino alcuni titoli introvabili che si possono affittare o acquistare (dai film con Anna Magnani fino a Visconti e Pasolini, nella sezione italiana).

La Generalitat de Catalunya ora fa parte dell’Ilga (l’Associazione Internazionale gay e lesbica): si tratta del primo governo nazionale che accede a questo organismo. Lo scorso settembre si sono riuniti a Barcellona i rappresentanti delle Camere di commercio glbt europee e degli Stati Uniti per discutere di economia  e lanciare strategie per la piena integrazione degli omosessuali. La presenza di uno spazio lgbt alla Fiera del turismo di Catalogna del 2008 darà sicuramente ulteriore impulso a mete quali Barcellona e Sitges.

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La Municipalità ha avviato uno studio per conoscere meglio il

turismo lgbt, capire che impatto ha questo segmento e quale iniziative intraprendere per promuoverlo (pensate ad esempio alle Canarie e all’importanza del turismo gay e lesbico dove campagne di promozione sono state già avviate da tempo, ad esempio inserzioni pubblicitarie su riviste gay di altre nazioni, una sezione gay nell’ambito del Consiglio del Turismo, la diffusione di guide negli hotel, impegno e sovvenzioni alle attività sportive e al gay pride di Maspalomas e Madrid, il Festival del Cinema e il Carnevale). Sul fronte dell’Aids, dai dati diffusi dal Centro Studi epidemiologici de la Catalunya, la città di Barcellona ha 1.2562 persone infette (di cui 2385 donne) dal virus dell’Hiv (a giugno 2007). Negli ultimi anni la percentuale degli eterosessuali supera quella degli omosessuali e bisessuali contagiati. Anche se mi sembra ci sia meno attenzione alle pratiche a rischio, verifica fatta di persona al naked party del club La Base dove il preservativo è un optional (lo stesso discorso vale nella sauna Casanova, nelle dark della Metro, Salvation e Arena). E come ultima notizia è nato il partito politico degli omosessuali che presenterà dei propri candidati alle politiche di marzo. "Non chiediamo tolleranza ma rispetto" è quello che scrivono sul sito www.libertadesciviles.org.

Sitges "destino gay"   Sul supplemento di Zero di dicembre,

Destino, ho trovato molto interessante un articolo di Vicent Canet su Sitges, la località balneare a 30 minuti di treno da Barcellona, che è meta del turismo gay già a partire dalla fine degli anni cinquanta. Nonostante la dittatura franchista Sitges, grazie al suo Carnevale (era una buona occasione per travestirsi e mascherarsi. Nel 1973 la polizia arrestò una decina di omosessuali – definiti violetas – vestidos de mujer), divenne un’isola di tolleranza dove gli omosessuali potevano incontrarsi e trovare un loro spazio soprattutto nel periodo estivo.

Nacquero i primi locali che certamente non erano dichiaratamente gay per evitare retate e irruzioni della polizia.

Ci furono chiusure e provvedimenti disciplinari ma sostanzialmente il clima era meno fosco di altre località. 

E l’effetto llamada fu un passaparola, fondamentale per lo sviluppo e la fama di questa pittoresca località già segnalata nelle guide gay internazionali durante gli anni sessanta. I precursori furono gli indianos, cioè gli emigranti catalani che tornavano dall’America, arricchiti e con nuovi valori (San Francisco era già una meta gay), organizzavano feste private con la partecipazione di numerose locas. Un forte contributo lo diedero anche gli artisti e intellettuali che scelsero come residenza Sitges per rifugiarsi e sfuggire alla

dura repressione del regime franchista. Da non sottovalutare anche l’apertura dell’Hotel Romàntic (1958) che tollerava gli omosessuali, le feste al club Chiquito, el Candil, Comodin e lo sviluppo della Playa del Muerto (oggi spiaggia nudista). Alla morte del dittatore e alla legalizzazione delle organizzazioni omosessuali segue la nascita della discoteca Trailer e della rivista Party e perfino un carnevale tutto gaio che sfilava in Calle Bonaventura. Gli anni dell’Aids, a partire dal 1983 crearono periodi di crisi e nuovi controlli da parte della polizia. Da qui la storia cambia, ma Sitges ha comunque il suo fascino nonostante gli anni.

Consigli utili Acquistando il biglietto in promozione alcuni mesi prima si possono trovare tariffe eccezionali. Il mio volo con Vueling

da Malpensa è costato solo 57 euro (a&r, incluso tasse). È sufficiente la carta d’identità. Dall’aeroporto di Barcellona

il bus per Pl. Catalunya costa 3.90 euro – il taxi intorno ai 25 euro. Un biglietto in metro euro 1.20, abbonamento a 10 corse euro 6.90. La metro ha una rete capillare ed efficiente.

I taxi sono frequenti e i prezzi accessibili. Per mangiare: menu del dia da 8 euro in su. Procurarsi free pass per le varie discoteche nei locali dell’Example. Occhio ai furti soprattutto in dark – non scommettere mai sulla Rambla al gioco della pallina. I prezzi sono aumentati anche a Barcellona quindi attenzione ai listini e alle promozioni.

 

Il reportage completo su Clubbing di febbraio. Scarica il numero completo su Gayclubbing.it

di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing

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