IL PAPA? UN RUFFIANO.

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Dopo il cult "100 colpi di spazzola...", Melissa P esce in questi giorni col nuovo "In nome dell'amore" e parla senza peli sulla lingua di chiesa, PACS, politica,...

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Per il tuo ultimo libro hai scelto un titolo che poco si addice ad un carattere determinato come il tuo: “In nome dell’amore“. Sei diventata una romantica?
La determinazione e il coraggio non escludono di certo il romanticismo e la disponibilita’ a lasciarsi andare nei sentimenti. Anzi, amore e forza nel mio modo di vivere e pensare i sentimenti, vanno sempre insieme e mai divise. Per il titolo, comunque, ho scelto una frase che dovrebbe andare in contrasto con quella espressa comunemente dalla gente di chiesa: loro parlano sempre in nome di dio, e io ho cercato di parlare in nome dell’amore.

Cosa vuol dire per te “Amore”?
Questo e’ il genere di domande che reputo decisamente difficili. La risposta l’avrai a tempo debito.

Sei ancora fidanzata?
Convivo felicemente da tre anni, sì.

Cito dal tuo libro: “Qualche tempo fa, passeggiando per le vie di Roma, mi capitava spesso di leggere orribili manifesti firmati “Militia Christi” che dichiaravano: “Perverso? No, grazie! Pe’ er verso giusto”. Qual è il verso giusto, cardinale Ruini?” Qual’è per te il verso giusto di un rapporto di coppia?
E’ verso giusto quando due persone si rispettano, quando si amano, quando sono complici, quando sono ottimi amanti, quando si proteggono l’un l’altro, quando c’è sincerità, armonia, bellezza e sogno. Tutto il resto non mi interessa: se provassi le stesse cose che provo con il mio compagno con una persona del mio stesso sesso, lo considererei verso giusto. Il verso giusto è onestà, verso se stessi e verso gli altri.

Sembra che ad ogni tuo libro tu abbia voglia di sconvolgere e stupire con la tua irriverenza. Questa volta hai deciso di sfidare le gerarchie?
La mia intenzione è sempre stata quella di raccontare storie, storie per me normali che la gente ha etichettato subito come scandalose e trasgressive. Non ho mai voluto scandalizzare, anche perchè ci sono così poche cose che mi scandalizzano che non saprei nemmeno da dove crearlo, lo scandalo. Il senso dello scandalo non è un senso comune come spesso si pensa, ma un senso privato. Quello che scandalizza me forse non scandalizza affatto te. E, onestamente, ai tabù sociali non credo più di tanto. Non voglio sfidare le gerarchie: molto più semplicemente voglio dire come la penso.

Pensi che un Cardinal Ruini possa essere scalfito nelle sue certezze leggendo il tuo libro?

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Pensi che un Cardinal Ruini possa essere scalfito nelle sue certezze leggendo il tuo libro?
Non lo so. quasi sicuramente potrà esserne irritato. io mi irriterei al posto suo.

Che te ne pare di questo Papa, e che rapporto avevi con il precedente?
Per me non c’è molta differenza fra i due papi: forse Giovanni Paolo II era più carismatico e più furbo, nel senso che sapeva utilizzare i media a suo favore acquistando così larga simpatia fra i fedeli. Mi ricordo ancora la sua visita al parlamento italiano: una mossa di puro marketing. Il papa precedente era un uomo mediatico, si fingeva amico della gente e la gente gli credeva. Ratzinger è prima di tutto un teologo, ha un’educazione rigida e sfugge volentieri alle telecamere. E’ meno furbo di Giovanni Paolo, perchè dice quello che pensa senza curarsi delle conseguenze: ricordo quando disse che la musica rock è espressione di sentienti semplici ed elementari. Da quel momento ha perso tanti voti, credo che gli amanti del rock cattolici si siano convertiti.

Sei cattolica?
No.

Hai votato al referndum sulla procreazione assistita?
Purtroppo no perchè ero fuori città e per motivi pratici non ho potuto farlo. Se avessi potuto votare avrei optato per il sì.

Che ne pensi del risultato delle ultime elezioni? Non credi ci sia stata una sconfitta della laicità da te invocata in questo libro?
La laicità è minacciata da sempre, nel nostro paese. La morale cattolica ha sempre vinto su quella laica, perchè è opinione comune che la morale cattolica sia superiore a quella laica. Mi fanno sorridere quei politici di destra che si dichiarano a favore della famiglia tradizionale e contrari alle forme di famiglia “moderne” e poi hanno alle loro spalle divorzi, convivenze e via discorrendo. Sembra paradossale, ma i politici “comunisti”, sono quelli che sono sposati da più di ventanni con una donna. Due esempi? A destra Casini e a sinistra Bertinotti. L’Italia rimane un paese fortemente cattolico, ad ogni modo. Ricordiamo che il vaticano sta nel nostro paese e non è cosa da poco. Anche la spagna è cattolica, ma la chiesa non interviene così fortemente nelle questioni di statio proprio perchè fisicamente non c’è.

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