LA CASA DEI GAY

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Alla presenza del sindaco Veltroni e Giovanna Melandri, apre a Roma il Gay Village con un seguitissimo concerto di Anna Oxa. Un ambiente aperto a tutti, ricco di...

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ROMA – Les Jeux sont faits… il Gay Village ha aperto le sue porte. Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, l’inaugurazione della seconda edizione si è svolta tra lo stupore e l’incertezza: Pia Bressi del Dì Gay Project ci dice un po’ frastornata: «fino ad oggi pomeriggio ero convinta che non ce la avremmo mai fatta ad aprire, tante ancora erano le cose da fare», ma alle 21, dopo una lunga attesa, inspiegabile a dire il vero per alcuni addetti ai lavori della stampa, che al contrario di altri si sono trovati le transenne davanti per circa due ore, la gente ha cominciato ad entrare. Molte persone hanno dato forfait, come Patrizia arrivata alle 19,00 da Cassino, e che dopo due ore di attesa ha deciso di andare a mangiare a qualcosa e poi se mai di tornare: «Se aspettate voi che siete accreditati e che venite qui per lavoro, figurati noi che dobbiamo fare inoltre la fila per il biglietto», e si allontana in cerca di una pizzeria, ma, ironia della sorte, proprio mentre Patrizia se ne va esausta aprono i cancelli.
Ragazze, ragazzi, coppie gay e molte coppie etero, alcune con cane al seguito, hanno offerto uno spettacolo variegato molto attinente con lo slogan di questa seconda edizione del Gay Village: Ognuno ha i suoi gusti.
Rispetto alla scorso anno, all’interno del Testaccio-Gay Village, si presenta uno scenario maggiormente curato, si viene catapultati nella magia di una Francia fin de siecle ricostruita come in un set cinematografico: Rue Fayette, Place de la Concorde, piccoli vicoli illuminati da lampioncini tipici dei quadri di Lutrec, che hanno ricreato le atmosfere di una Monmartre così lontana ma così vicina.
Molte le cose ancora da fare, mancano lampadine qua e là, le assi in terra sono ancora sconnesse e come ci dice Imma Battglia «le sorprese sono ancora molte: manca ancora il Moulin Rouge con le pale, l’area palestra deve ancora essere definita e allestita».
Presenti gli stand degli sponsor come la Citroen e l’H3G, la Libreria Babele, Ayro con le sue magliette, le associazioni come l’animalista Mondo cane con cuccioli di gatto, di cane e una capretta pronti per essere adottati. Un’operazione riuscita a giudicare dalla gente che si è fermata per compilare i moduli di adozione.
Parte della folla si è soffermata davanti al punto ristoro Buca di Bacco, per magiare qualcosa in un sorta di piccola piazzetta tranquilla, adatta per parlare, altri hanno preferito stare vicini al gigantesco palcoscenico dell’ area concerti, seduti ai tavoli del Coming out e pronti a gustare il concerto di Anna Oxa che farà da apripista agli altri previsti nel calendario. L’inizio del concerto era previsto per le 21, ma c’è in netto ritardo sulla tabella di marcia: si aspetta il sindaco Veltroni che prima delle 22 non arriverà.
Lo spirito di questa seconda edizione del Gay Village ricalca molto quello dell’anno passato, è di certo un luogo esclusivo che non esclude nessuno e, come ci dice Luigi, 34 anni, romano di adozione, «io venendo qui respiro un po’ aria di casa, mi sono lasciato da poco con il mio compagno e spero di poter socializzare con gente nuova e con gli amici di sempre, in fondo è questo quello che mi piace di questo posto, e poi si può ballare all’aria aperta, con queste temperature non è poco. Certo secondo me bisognava abbassare i costi, io sono per l’autofinanziamento però forse bisognava avere un occhio di riguardo almeno per gli studenti e per i disoccupati. Uno studente che mostra il tesserino universitario e un disoccupato con il libretto dovrebbero poter entrare, anche loro fanno parte della nostra comunità ma non credo che stasera potranno spendere 10 euro per entrare, così oltre al danno anche la beffa. Non la trovo una cosa giusta».
Lasciamo Luigi e incontriamo Laura 48 anni, romana da nove generazioni, che ci dice ridendo:«A me interessa il teatro e il cinema, ma quest’anno sono particolarmente felice perché mi hanno detto che c’è una raccolta letteraria al femminile, visto che noi donne siamo sempre prese in minor considerazione e se lesbiche ancora di più, allora mi fa piacere che almeno al Gay Village ci sia un occhio di riguardo per la questione femminile, chiamiamola così.»
La folla, mille, forse anche duemila persone, si stringono intorno al palco aspettando Anna Oxa, ma è Imma Battaglia verso le 22,30 a salire sul palco per annunciare la presenza del sindaco Walter Veltroni che saluta la folla: «ci siamo visti l’anno scorso», dice ai ragazzi che nel frattempo gli battono le mani, «ci samo visti a conclusione del Gay Village, e ci vediamo ora dopo 12 mesi per veder se quello che ci siamo detti quella sera si è realizzato: se Roma un anno dopo è una città più aperta, più capace di cercare il dialogo, un città più capace di respingere questo clima pesante che c’è intorno a noi che tende sempre a evidenziare il dominio di ogni maggioranza sulle minoranze. Sono qui per vedere se Roma è stata una capitale della solidarietà e una capitale d’Italia civile con una grande energia culturale. A distanza di un anno, io rispondo di sì, rispondo che siamo riusciti a fare tutto questo e a farlo insieme e una manifestazione come questa è indice della civiltà di una grande città. Posso confermare che così come è per l’Estate romana, questa manifestazione durerà per tutti gli anni del nostro lavoro».
Applaudono i ragazzi e Imma Battaglia annuncia anche la presenza di Giovanna Melandri che ha portato la sinistra a vincere ai Parioli e che rappresenta un traguardo importante per la presenza femminile in politica, a dispetto del progetto Equal presentato dall’Arcidonna che ci dà una fotografia allarmante della scarsa presenza femminile nel mondo della politica e del potere in generale.
Prende la parola l’assessore Gianni Borgna che ricordando anche l’imminente Gay Pride, si augura una sinergia come quella che ha unito i due gruppi di lavoro: Testaccio Village e Gay Village.
E mentre il sindaco va via insieme alla Melandri e all’assessore Borgna ha inizio il concerto di Anna Oxa sulle note di Giovanni canzone firmata da Marco Falangiani, uno dei dodici brani del suo nuovo album Ho un sogno, che la cantante presenterà muovendosi in una struttura scenica allestita da Claudio Pini.
E mentre il concerto ha inizio, le vie del Gay Village si infittiscono di gente che si saluta festosa ritrovandosi e di volti più o meno noti alla Comunità romana, come Antonio Trinchieri, Presidente Commissione Scuola, Cultura e Sport che è venuto qui sì, per passare una serata rilassante ma anche per incontrare persone con cui parlare di politica e di diritti, lanciando ancora in via informale, una iniziativa sul rispetto delle diversità individuali, con particolare riferimento a quelle sessuali che sono tra le più discriminate, nel mondo della scuola: Scuola: educare alla Sessualità. Un momento di riflessine proposto dall’Arcigay, dalla Agedo con il patrocinio del Comune di Roma, per il 4 luglio nella Sala Consiliare del I Municipio.
Insomma divertimento, musica, politica e tanti sogni al Gay Village perché da questa esperienza ci si augura di trovare risorse umane ed economiche per realizzare grandi progetti: una vera e propria Casa Gay, pronta ad accogliere tutti e tutte e pronta ad essere un Gay Call & Support Center a cui rivolgersi per qualsiasi esigenza, fino al sogno di costruire una Banca Etica GLBT in modo che tutti gli appartenenti alla comunità abbiano un reale sostegno nella vita.
Sono quasi le 2,00, qualcuno comincia a defluire e già si pensa al programma di martedi 24 in cui aprirà i battenti Il Caffè Letterario, con la presentazione di “Anime Gay”, un libro scritto da due religiosi statunitensi Jeannine Gramick e Robert Nugent ridotti al silenzio con un provvedimento del 1999 ad opera del Cardianale Ratzinger. Jeannine Gramick sarà a Roma per presentare il libro edito dagli Editori Riuniti.

Gay Village, Ex Mattatoio, dalle 19,00 alle 2,00. Info 340.0605403 www.gayvillage.it

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