SAN VALENTINO KIWI

Festa degli innamorati agli antipodi, dove vivere la propria omosessualità apertamente è normale, e nessuno si sogna di gridare allo scandalo. In Nuova Zelanda fioccano le celebrazioni dell’amore gay.

AUCKLAND – Le critiche che si possono fare alle annuali celebrazioni della giornata di San Valentino sono quelle ormai note dell’iper-commercializzazione dell’evento. Ma del resto e’ una critica che si può estendere a tutto, dai compleanni al Natale, per cui prendiamone semplicemente atto ed ammettiamo che ricevere anche un semplice bigliettino di buon augurio fa sempre piacere. San Valentino e’ la festa degli innamorati per cui anche la comunità GLBT si mobilita. Non si scandalizzino gli immancabili perbenisti di turno: l’avere affetti e relazioni non e’ esclusiva prerogativa degli eterosessuali e per tutti gli altri e’ anche l’occasione per celebrare l’importanza del vivere serenamente la propria diversità, con orgoglio e a testa alta. Il tutto e’ particolarmente visibile in un paese lontano come la Nuova Zelanda, paese che riconosce da un decennio parità assoluta tra le coppie sposate e quelle di fatto, etero o omosessuali che siano. I modi in cui si può esprimere il proprio sentimento per un’altra persona sono quelli consueti: mazzi di rose, bigliettini più o meno affollati di cuoricini, romantici inviti a cena ma non mancano feste e avvenimenti organizzati su più vasta scala.

Partiamo da Auckland, nell’Isola Nord, sede delle regate della Coppa America di vela e maggiore città della nazione, con oltre un milione di abitanti. Alla vigilia, il 13, chi vuole può recarsi ad una serata organizzata dalla comunità religiosa locale (mista, aperta a diverse fedi): si celebra l’amore tra le persone e si cantano inni e canzoni che parlano di Dio e del volersi bene. Segue un piccolo rinfresco per stare insieme ed il motto sembra essere che il gregge del Signore e’ aperto a tutti, nessuno escluso. Per la sera di San Valentino vera e propria i ristoranti sono piacevolmente eterogenei ed e’ bene prenotare con un certo anticipo: la coppia lui/lei si gusta le cenetta al lume di candela mentre al tavolo vicino una coppia di donne brinda al loro anniversario. Più avanti un tavolo e’ occupato da due coppie di ragazzi, che festeggiano la serata insieme. Comunissime le pubblicità pubblicità sulla stampa sia generalista che rivolta al pubblico gay. In televisione i programmi che si occupano dell’evento coinvolgono ed intervistano sia coppie etero che coppie omosessuali e, credeteci, nessuno si sogna ormai di gridare allo scandalo perché si darebbe il cattivo esempio alle nuove generazioni: queste posizioni qui fanno solo sorridere in quanto si riferiscono ad un passato ormai superato. Se ci fosse chi le sostiene ad alta voce, sarebbe guardato e compatito per essere anacronistico, nonché culturalmente insensibile.

A Christchurch, nell’Isola Sud, grande festa e dance party del San Valentino gay organizzato da Steve Atwood, che nel comunicato di presentazione dell’evento dice: “Uno dei comuni sentimenti omofobici a cui siamo esposti vorrebbe che per i gay e le lesbiche l’amore non esiste, esisterebbe solo la lussuria. Noi sappiamo bene che non e’ vero, che ragazzi e ragazze gay sono capaci della stessa estensione di amore, speranze, sogni e desideri di tutti. Come la quasi totalità delle persone anche gli omosessuali cercano la realizzazione di una lunga relazione basata sull’amore, seria e di reciproco supporto. Si cerca inoltre la possibilità di godere di queste relazioni nello stesso modo sia sociale che legale che viene cercato dalla comunità eterosessuale.” L’evento si chiama Pink Health Otautahi ed e’ preceduto nel pomeriggio anche da un forum diviso in diverse sezioni, dall’aspetto dei diritti civili alla prevenzione dei suicidi. L’Università di Canterbury presenta uno studio sui generi sessuali della dottoressa Sara McBride Stewart mentre la New Zealand AIDS Foundation affronta la tematica della prevenzione e lotta alla malattia. Forum, seguente cena e dance party sono aperti a tutti, GLBT ed amici.

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Ma torniamo ad Auckland. Qui la giornata di San Valentino cade nel bel mezzo del mese di celebrazioni dell’ Hero Festival, il festival annuale di cultura e identità omosessuale che precede di poco l’australiano mega evento del Mardi Gras, per cui e’ difficile separare le due cose. Tra le tantissime iniziative organizzate quest’anno citiamo solo il Film Festival Televisivo Gay e Lesbico organizzato dalla televisione locale di Auckland Triangle Television (un mese di film e cortometraggi provenienti da tutto il mondo, in prima serata alle 20,30) ed il popolarissimo Big Gay Out, una fiera all’aperto che ha il supporto del New Zealand AIDS Foundation e che si svolge nel grande parco all’aperto di Point Chevalier. E l’occasione per stare tutti insieme all’aperto e divertirsi tra stand gastronomici, giochi (l’immancabile lancio della borsetta riscuote sempre un grande successo, con divertimento di tutti), sfilate di cani, competizioni varie ed area dance curata da una delle più ascoltate radio locali dell’area metropolitana di Auckland, George FM. Il Big Gay Out e’ da sempre una festa ad orientamento familiare, dove con il termine si intende la famiglia come nucleo affettivo senza distinzioni di orientamento sessuale, quindi coppie gay e lesbiche ma anche babbi e mamme con eventuale prole. La partecipazione e’ da sempre assai mista, colorata e festosa ed una delle partecipanti quasi fisse di tutti gli anni e’ il Primo Ministro Helen Clarke, da sempre in prima fila per le battaglie per il pieno riconoscimento dei diritti e parità degli omosessuali. Fate gli opportuni collegamenti con la politica italiana e traete le vostre conclusioni.

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Intanto il San Valentino di quest’anno passa per tutti, dovunque nel mondo, cercando semplicemente di comunicare alla persona alla quale si vuol bene il proprio sentimento, e questo vale sia per gli etero che per i gay, senza sciocche o malevole distinzioni, per lo più basate sull’ignoranza.