SIENA,LA CURIA PIGLIATUTTO

Ganimede Arcigay-arcilesbica denuncia: a Siena la Curia si fa stato, estromessa la società civile dalla Fondazione Monte dei Paschi. Continua la battaglia per la laicità delle istituzioni.

Continua la battaglia per la laicità delle istituzioni. La Curia si fa stato, e assume il ruolo ed i compiti delle istituzioni pubbliche. Il Comune estromette la società civile dalla Fondazione.

La società civile, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, che avrebbe potuto portare un po’ di aria pulita nelle vecchie stanze dei bottoni, è di fatto estromessa dalla Fondazione MPS.

Nessuno si meraviglia del fatto che un sistema politico vecchio di 15 anni, tremi ad ogni soffio liberale e democratico.

Nessuna crociata, ci mancherebbe altro, contro il mondo dell’associazionismo cattolico. Piena solidarietà al volontariato, vissuto cristianamente. Il punto è un altro.

Ciò che desta scandalo è che la Curia diventi un ente con diritto di nomina sulla deputazione della Fondazione MPS. E’ come se l’orologio del tempo si fosse guastato, e allo scatto dell’anno 2001, del nuovo millennio, ricominciasse a contare, dal 1000, dal Medioevo.

L’Arcivescovo di Siena, tale per nomina vaticana, nomina a sua volta, nelle istituzioni, con criteri feudali, un suo vassallo, affinché ne curi gl’interessi privati, a danno dei già negletti interessi della collettività senese.

Già adesso alla Curia, -come giustamente ha rilevato oggi Flavio Mocenni-, alle parrocchie ed alle sagrestie vanno la maggior parte dei contributi del Monte dei Paschi. Più che sufficienti a soddisfare tutte le esigenze di Sua Eminenza.

Come nel De Monarchia di Dante, i due soli del Papato e dell’Impero trovano l’uno nell’altro la legittimità del loro potere assoluto.

Così come, dopo 15 anni di incontrastato regime personale, ormai al tracollo, Piccini trova infatti legittimità democratica nel potere e nell’autorità religiosa dell’arcivescovo, così l’integralista e reazionario Bonicelli, lontano dal sentimento religioso moderno, trova finanziamenti e appoggi, per la sua opera di ingerenza politica sulla vita civile cittadina, nell’illiberale ed odioso assolutismo del sindaco.

Il principio della laicità delle istituzioni è un valore irrinunciabile, è l’unico antidoto verso tutti gli integralismi, è il nostro salvacondotto verso una società improntata al rispetto ed alla pacifica convivenza.

Questo ennesimo raggiro, che avverrà sulle teste dei senesi, -sulle teste di quelli che è bene che non pensino, perché c’è chi già l’ha fatto, per tempo, al loro posto-, sancirà una seria ipoteca sulla crescita civile e democratica della città.

Tutti coloro che, soprattutto a sinistra, speravano in una rivoluzione di velluto, che sostituisse dolcemente al regime personale esistente un’amministrazione finalmente democratica e rappresentativa della società civile, ma dello stesso colore politico, hanno avuto un triste risveglio.