Vamos a bailar a Buenos Aires

Viaggio nella capitale argentina. La città è la più aperta di tutto il Sudamerica nei confronti di gay e lesbiche. Buenos Aires ha anche ospitato l’ultima edizione dei mondiali di calcio gay

L’occasione per partire a Buenos Aires mi è stata data dal campionato mondiale di calcio gay di fine settembre.

L’Iglfa mi ha fornito il pass grazie anche alla collaborazione di Klaus della squadra italiana Kaos. La compagnia aerea Air Europa, lo sapevo, è inaffidabile. Pratica tariffe normali ma la prestazione è da volo low cost (si pagano perfino le cuffie, la birra e il vino a bordo); una sosta obbligata a Madrid di ben 12 ore, la perdita del mio bagaglio e il ritardo (dopo ben 14 ore di volo). Insomma arrivo a Buenos Aires distrutto. A causa della perdita di tempo all’ufficio bagagli smarriti per la solita e inutile denuncia perdo pure il tassista dell’albergo che mi aspettava nella hall dell’aeroporto

convinto che non fossi arrivato. E per finire il mio cellulare risulta inattivo, quindi nemmeno posso ricevere e inviare sms.

Cerco un taxi, alcuni mi chiedono 100 pesos, riesco a recuperarne uno a 70 pesos (18 euro al cambio in aeroporto).

Dopo 35 km di un percorso poco entusiasmante giungo al mio b&b in Palermo Veja. La stanchezza, il freddo, il ritardo nel consegnarmi la camera, la difficoltà di trovare una banca e tutto il resto completano il quadro desolante.

In serata riesco a rintracciare Antonio, un italiano che vive a Buenos Aires da alcuni anni. Mi viene a prendere in auto la sera, mi presta un maglione (che poi mi fregheranno in un cruising) e mi porta a cena. E qui tutto cambia. Il vino Northon, la bistecca prelibata e la compagnia di Antonio mi risollevano e finalmente cambia il mio umore. La mia vacanza procederà nei migliore dei modi, il clima diventa caldo, l’evento sportivo mi coinvolge, i ragazzi argentini fanno il resto. Ritorno a Milano con questi bei ricordi e tante belle foto.

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Un paese che ha subito ogni sorta di difficoltà: dalla dittatura alla crisi economica del 2001, ora tenta di venirne fuori.

Le contraddizioni sono enormi e lo si vede in ogni momento.

Dagli scippi sulla metro (proprio sotto i miei occhi), alla security nei ristoranti e negli stabili per evitare che vengano occupati dai senzatetto. Dagli accampamenti degli sbandati proprio nel cuore della città in Avenida 9 de Julio nei pressi dell’Obelisco (i

cartoneros) al quartiere ultra moderno di Porto Madero (dove i portenos vengono a respirare la buena ayre – che dà il nome alla città – sul fiume e le auto per accedere nel quartiere vengono controllate). Bisogna stare attenti: ti possono spacciare banconote false, fregarti sulle tariffe dei taxi e dei bar, ma questo succede anche a Praga o a Madrid.

Tra le note positive ci sono i prezzi bassi. Mi sono rifatto mezzo guardaroba (ero comunque costretto), ho mangiato le migliori bisteccone, ho frequentato locali di tendenza spendendo pochissimo.

Nel Microcentro ti fermano uomini e donne per i massaggi, per invitarti nei club sexy. Ci sono cinema porno aperti giorno e notte con show e sale per tutti i gusti, enormi cruising e dark con travestiti, prostitute, marchette e clientela di ogni genere. Tutto tollerato, perfino i poliziotti in divisa ogni tanto fanno un salto senza nessun imbarazzo.

Ho visitato con i miei amici l’intera e vasta città, ben 12 milioni gli

abitanti, monumenti storici quali la cattedrale e la Casa Rosada, il teatro Colon e il Museo nazionale di Belle Arti. Sono stato in Plaza de Mayo dove si affacciava Peron e sua moglie Evita dal balcone della Casa Rosada ma anche dove le donne protestavano contro il dittatore Vileda e per far luce sui ‘desaparecidos’. Sono stato allo stadio della Bombonera dove giocava il mitico Maradona.

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Ho visitato i vari quartieri: da Palermo Veja (ottimo per lo shopping economico) a Porto Madero, da Recoleta al Retiro. Ma quello che mi ha veramente affascinato è San Telmo, qui è nato il tango e sicuramente si svilupperà in un barrio gay friendly come la Chueca di Madrid. Non è un caso se la casa madre dell’Axel, hotel eterofriendly di Barcellona, ha aperto proprio qui la sua seconda sede internazionale. 

Si vendono appartamenti, palazzi e attività. Fateci un pensierino: i prezzi sono abbordabili (700-800 euro al metroquadro) e mi sembra che ci siano buone prospettive. Grazie anche alle posizioni politiche sempre più tolleranti.

Pensate che nel 2002 è stata approvata la legge sulle unioni civili (in un Paese a maggioranza cattolica). E difatti proprio qui si sono svolti i mondiali di calcio gay. L’amministrazione della città ha aderito all’iniziativa fornendo gli impianti. Il futuro mi sembra roseo a Buenos Aires.Una sera siamo stati ad un corso di tango al locale

La Marshall. Organizzano un campionato di ballo di tango sin distincion de sexo en los roles. Infatti c’erano coppie etero, gay, lesbiche tranquillamente avvinghiati in un vortice di danza appassionato e guidati da due maestri simpaticissimi e molto locas.

Se a Rio ci sono i cariocas qui si chiamano portenos (la gente di porto) e sono disponibili e alla mano. Ho conosciuto a cena, presso il ristorante gay Inside, gli amici del gruppo anti-aids (sono loro che hanno incappucciato anni fa con una azione eclatante l’Obelisco alto più di 70 metri) e i responsabili del giornale Queer x, il periodico de la Comunidad LGTTB. Ci siamo confrontati e abbiamo goduto dello show di un meraviglioso stripper in tiro. Più di così. Unire l’utile al dilettevole.

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Dalla temperatura minima di 3 gradi del primo giorno siamo passati alla massima di 26. Caldo sì ma non umido, è l’inizio della primavera, non è possibile però andare al mare, troppo lontano, bisogna arrivare in Uruguay, il Rio de la Plata è un estuario melmoso e poco invitante. 

Purtroppo nei miei miseri 5 giorni di vacanza non ho potuto visitare il Paese, che presenta caratteristiche differenti in una geografia singolare: dalla selva subtropicale dell’estremo nord alla gelida Antartide nel suo punto più australe. Dalla cosmopolita Buenos Aires a regioni uniche quali la Patagonia e la Pampa, riserve

faunistiche protette, spiagge, boschi e laghi. E la popolazione con una composizione etnica giunta da ogni parte del Vecchio Continente, in primo luogo dall’Italia. Se provate a consultare le pagine dell’elenco del telefono vi accorgerete della quantità di cognomi di origine italiana, con tutti i nostri pregi e i nostri difetti.

di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing