16 anni, lo psicologo consiglia: “è meglio che torni etero”

Ci scrive un adolescente che chiede consiglio su cosa fare. La madre l’ha trascinato da uno psicologo che gli ha detto: “Solo Dolce e Gabbana sono una coppia felice. Gli altri a 50 anni si ammazzano”

Prima di spiegare la mia situazione premetto alcuni dati che forse

sono importanti. Sono un ragazzo di 16 anni che quest’anno ne compirà 17. Frequento la terza liceo scientifico e vivo in una famiglia normale.

Ormai quasi un anno e mezza fa ho conosciuto una persona che ha 4 anni in più di me. Siamo diventati molto amici, e nel modo più naturale ci siamo innamorati. Dopo cinque mesi che ci frequentavamo abbiamo deciso di dirlo a mia mamma. Mi aspettavo ovviamente una reazione non delle migliori inizialmente, ma poi ricevuto il colpo speravo avrebbe capito in quanto non ha mai dimostrato alcun giudizio negativo verso gli omosessuali. Purtroppo non è stato così: si è subito allarmata, mi ha parlato che essere gay è una cosa non naturale e che stare con un maschio più grande per giunta non era una cosa giusta alla mia età. Io ho continuato a vedere questo ragazzo di nascosto, finchè ci ha scoperti.

Dopo alcuni mesi mi ha proposto uno psicologo e io che per primo metto in discussione le mie idee ho deciso di andarci per poter vedere cosa poteva dirmi questa persona. Mi ha parlato di due tipi di omosessualità: biologica e relazionale, e mi ha detto che alla mia età si parla di idealizzazione affettiva, che è normale essere attratti da maschi e che normalmente questa fase passa, mentre io, avendo incontrato un maschio di cui mi sono innamorato rischiavo di imprimere in me schemi che non mi appartenevano. Mi ha detto di pensarci bene e di decidere se volevo lasciare questo ragazzo e vivere una normale vita eterosessuale o condurre una vita omosessuale a priori poichè mi si imprimevano questi famosi schemi.

Mi ha anche parlato di cosa significava essere omosessuale estremizzando certe situazioni e rendendo la situazione dell’ omosessualità come una cosa orribile e a volte ridicolizzando la cosa. Mi ha raccontato di svantaggi nel lavoro, nella vita sociale, mi ha parlato di relazioni non stabili e di persone che ai 50 anni pensano al suicidio o di come gli unici omosessuali che fanno coppia fissa che lui conosce siano Dolce e Gabbana.

Al di là di queste affermazioni io ho preso la mia scelta di continuare a frequentare questo ragazzo, siamo entrambi innamorati e io per primo ho sempre seguito i miei sentimenti, quindi sono tornato da questo psicologo e dopo avergli detto la mia scelta, lui non ancora contento mi ha chiesto di tornare la volta dopo con questo ragazzo. Siamo tornati insieme e quando ormai aveva capito che eravamo sicuri della nostra scelta gli abbiamo chiesto se, visto che era l’unica persona a cui mia mamma credeva, poteva consigliare a lei di parlare con me e questo ragazzo. 

Mi mamma ovviamente ha chiamato questo ragazzo per dirgli che non poteva più vedermi né sentirmi. Non ci siamo arresi e di nascosto abbiamo continuato a vederci. Mia mamma ovviamente sa che le mento e che lo incontro e in tutti i modi mi ostacola. Mi minaccia in continuazione che denuncerà il mio ragazzo in quanto maggiorenne e mi complica la vita in tutti i modi. 

Volevo sapere quanto è rischiosa questa minaccia di denuncia, se davvero quello che mi ha detto lo psicologo è vero e se davvero questa possibilità esiste. Scusate, forse mi sono dilungato un po’ troppo. 

Tanti saluti

La risposta del dott. Fabrizio Quattrini

Carissimo,

leggendo la tua mail risulta forte ed evidente l’importanza che, in un’età così delicata come l’adolescenza, hanno le risposte fornite dagli adulti (più o meno di riferimento!). Queste, al fine di rassicurare e sorreggere lo sviluppo psicologico ed affettivo del giovane, devono essere chiare ed esaustive.

Purtroppo non sempre quello che dovrebbe accadere, o meglio che uno desidera, poi succede veramente! Ancor più se il riferimento riguarda le dinamiche relazionali che si sviluppano tra genitori e figli. Spesso i genitori non hanno gli strumenti per affrontare la "crescita" dei loro figli e si orientano come meglio credono, facendo leva sulla loro esperienza e cosa, spesso più deleteria, sull’idea di "giusto" dettata dal contesto sociale di riferimento.

La possibilità che tua madre ti ha concesso nel suggerirti un confronto con un esperto "psicologo" voglio leggerla come un gesto di "amore", infatti l’idea di fare chiarezza sul tuo vissuto e i tuoi desideri dovrebbe essere il primo passo verso un coming out necessario del tuo sperimentare il comportamento sessuale che, tra le fila dell’orientamento, può prendere indistintamente la "strada" dell’omosessualità, tanto quanto quella dell’eterosessualità.

Rimango invece perplesso sulle risposte fornite dal collega psicologo, che, per come sono state presentate, purtroppo possono fare più confusione che altro. Infatti, come ho già sottolineato sarebbe necessario che gli adulti si limitassero a chiarire i dubbi degli adolescenti e soprattutto in campo sentimentale e sessuale, evitassero di giudicare o comunque dare interpretazioni "personali" e poco scientifiche.

Non sono assolutamente d’accordo sull’esistenza di un’omosessualità biologica e una relazionale. Esiste l’ "omosessualità", ovvero l’attrazione sentimentale e sessuale verso un individuo dello stesso sesso. Inoltre, gli omosessuali non sono solamente paillettes e lustrini, ovvero espressione "ridicola" di un uomo che mette in mostra aspetti del suo lato più femminile! Gli omosessuali sono uomini e donne con un’identità di genere ben salda e chiara, assolutamente poco ridicoli, o comunque tanto quanto tutti gli altri esseri viventi.

Ancora, ma dov’è scritto che gli omosessuali maschi a 50 anni cadono vittime di una forte crisi depressiva rischiando più degli eterosessuali il tentato suicidio? Forse voleva essere fatto un riferimento a quelle ricerche che mettono in risalto quanto certi  individui in quella fascia di età, che non hanno mai accettato il loro orientamento omosessuale, possono rischiare di cadere in forti crisi depressive. Quindi, facendo riferimento a questo dato scientifico, non sono gli "omosessuali" in generale a rischiare di togliersi la vita, bensì uomini presumibilmente omosessuali che, a causa di una forte "omofobia" interiorizzata, rimangono vittime di un sistema socio-culturale discriminante e invalidante.

È interessante anche il concetto di coppia espresso dal collega. Mi fa piacere che conosca "Dolce e Gabbana", peccato che forse non è stato informato della loro separazione!! Scherzi a parte non ci sono solamente coppie famose sulle quali puntare per dare informazioni in merito alle relazioni tra gay; basterebbe ricordare che, nonostante l’inesistenza di una legge a tutela delle coppie dello stesso sesso, molti uomini e donne decidono di formare una famiglia e sempre di più vivono il concetto di omogenitorialità. Se può esserti d’aiuto ti suggerisco la lettura di due testi interessanti e decisamente molto più chiari ed esaustivi in merito a quanto espresso: Omosessuali Moderni di Barbagli e Colombo e Citizen gay di Vittorio Lingiardi.

Vorrei concludere provando a tranquillizzarti e facendo chiarezza sui reali rischi di una relazione sessuale tra individui in cui uno è ancora minorenne e l’altro maggiorenne. Per la legge italiana dopo i 14 anni l’individuo può decidere di avere rapporti sessuali anche con una persona maggiorenne; la consensualità è fondamentale. Nel diritto si parla infatti di età del consenso: l’età a cui una persona è considerata capace di dare un consenso informato a comportamenti regolati dalla legge, in particolare i rapporti sessuali. Infatti, si può parlare di abuso sessuale solamente quando uno dei due individui viene costretto dall’altro ad atti sessuali contro la propria volontà. Inoltre, è utile ricordare che un ragazzo di 17 anni ed uno di 21 sono pressoché considerati ancora "coetanei".

Come avevo già precedentemente espresso in una risposta data un giovane quindicenne, suscitando l’ira e provocando lo scandalo in coloro che considerano l’omosessualità una forma del comportamento erotico-sessuale deviante e da curare, …Non avere paura di "sentire" emozioni rispetto alla tua importantissima scoperta quotidiana della sessualità. L’omosessualità non deve essere vissuta come un "orientamento" sessuale di serie B, bensì la possibile espressione di un forte ed intenso sentimento che si chiama "amore".

Un abbraccio

Dr Fabrizio Quattrini

di Fabrizio Quattrini

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