AIDS: 3 MILIONI DI MORTI NEL 2005

Resi noti i dati dell’ONU sull’epidemia da Hiv. Oltre 25 milioni di sieropositivi in Africa. In Europa e USA proseeguono le infezioni tra gay. In Italia allarme tra gli eterosessuali.

PISA – Di Aids si continua a morire. Sono oltre tre milioni le vittime che la sindrome ha mietuto durante quest’anno. E se la maggior parte di queste sono africani, si muore di Aids anche nell’Europa occidentale e centrale, dove si registrano 12 mila decessi. E’ quanto emerge dal rapporto annuale sulla malattia delle Nazioni Unite presentato oggi in tutto il mondo, secondo il quale 480 mila morti si sono registrati in Asia, 18 mila nel Nord America. Ma continua ad essere l’Africa la regione più colpita, con 2,4 milioni di morti quest’anno e circa 25,8 milioni di persone infette dall’Hiv.

Un’epidemia inarrestabile?

In tutto il mondo le infezioni continuano a moltiplicarsi: malgrado i progressi compiuti in un numero ridotto ma crescente di Paesi, l’epidemia dell’ Aids cresce ad un ritmo superiore a quello degli sforzi mondiali per contenerla ed il numero di persone costrette a convivere con l’ Hiv/Aids ha superato la soglia dei 40 milioni di persone nel mondo. Nel 2005 circa 5 milioni di uomini, donne e bambini sono stati contagiati dall’Hiv, di cui 3,2 milioni nell’Africa subsahariana.

Nuovi infetti: primi afro-americani e donneA guidare drammatica classifica dei nuovi casi di Hiv/Aids nel mondo ci sono i giovani afro-americani e le donne dell’Europa occidentale. Negli Stati Uniti, i nuovi casi di infezione sono aumentati di 43 mila unità rispetto all’anno prima, facendo salire il numero dei nuovi malati ad oltre un milione. Gli afro-americani rappresentano il 48% dei nuovi casi in Usa e le donne afro-americane sono oltre dieci volte più esposte al contagio rispetto alle donne bianche. “L’Aids è diventato una delle principali tre cause di morte per i maschi afro-americani di età compresa fra i 25 e i 54 anni e per le donne afro-americane fra 25 e 34 anni”, si legge nel rapporto diffuso oggi.

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’Europa occidentale ha fatto registrare nel 2005 oltre mezzo milione di nuovi infetti dal virus, quasi tutti frutto di abitudini sessuali a rischio, malgrado le imponenti campagne informative fin qui svolte per la prevenzione. Anche negli Stati Uniti, “il sesso non protetto fra uomini rimane la causa dominante di trasmissione della malattia, con il 63% dei nuovi casi diagnosticati”.

Ti suggeriamo anche  L'infettivologa Silvia Nozza: "I giovani non hanno memoria storica"

Un quarto delle persone che vive con l’Hiv negli Stati Uniti non sa di essere ammalato “e l’ignoranza – sottolinea il rapporto – aggiunge nuovo impeto all’epidemia”.

Il sesso non protetto fra omosessuali resta la causa di almeno un quarto dei nuovi casi diagnosticati in Gran Bretagna ed è un fattore “importante” anche in Francia e in Olanda.

Italia: allarme eteroIn Italia invece si lancia l’allarme sul contagio eterosessuale: in base ai dati UNAIDS dei trend regionali, si evidenzia che la trasmissione del virus Hiv continua ad aumentare tra eterosessuali e all’interno delle coppie sposate, molto spesso sono le donne ad essere contagiate anche dagli stessi mariti.

Queste tendenze mostrano che la percezione del rischio Aids si è abbassata e l’avvento di farmaci antiretrovirali sempre più innovativi è erroneamente percepito come segno della ‘curabilità’ della malattia.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Positivi.