AIDS: farmaco preventivo dà buoni risultati

Il tenofovir è già impiegato nella cura contro l’Aids. Se somministrato ai soggetti sani potrebbe ridurre le probabilità di infezione. La scoperta arriva dall’America.

Un pillola di quelle già usate nella terapia anti-hiv potrebbe funzionare anche da vaccino per le persone non ancora contagiate. Lo hanno affermato ricercatori britannici e americani, per i quali somministrare farmaci antiretrovirali a individui sani contribuirebbe sensibilmente alla riduzione dell’incidenza del virus.

Se impiegata nell’area dell’Africa Subsahariana, la pillola potrebbe salvare tre milioni di persone in dieci anni. «È un’altra freccia nel nostro arco per combattere l’Aids», ha spiegato Ume Abbas, assistente alla facoltà di Medicina dell’università di Pittsburgh e principale autore dello studio, pubblicato sulla rivista ‘Plos One’ della Public Library of Science. Il farmaco in questione è il ‘tenofovir’, già provato sulle scimmie e ora in sperimentazione sull’uomo.

In attesa dei risultati della sperimentazione, che avranno a inizio 2008, i curatori dello studio hanno deciso di elaborare al computer modelli con i vari scenari possibili.

Nell’ipotesi che il tenofovir si dimostrasse efficace per il 90 per cento dei casi e fosse assunto dal 75 per cento dei soggetti sessualmente attivi, i sieropositivi potrebbero diminuire del 74 per cento in dieci anni. Se invece risultasse efficace al 60 per cento e fosse somministrato al 50 per cento della popolazione sessualmente attiva, il calo delle infezioni sarebbe del 25 per cento. Qualora, infine, l’efficacia dell’antiretrovirale fosse solo del 30 per cento e coinvolgesse appena un quarto dei soggetti interessati, la riduzione dell’incidenza dell’Hiv sarebbe del 3,3 per cento.

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