AMORE SENZA PIACERE

di

Incapace di avere un orgasmo con la persona che ama

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Ciao Leo.

Mi chiamo Davide, ho 25 anni e ho appena terminato gli studi universitari. Sono gay, non proprio dichiarato, se non ovviamente con il mio ragazzo e pochi amici/amiche che stimo. Sono insieme al mio ragazzo da circa 2 anni. All’inizio questo rapporto è stato vissuto con molta ansia da parte di entrambi, soprattutto da parte mia: l’ ho incontrato casualmente al termine di un periodo molto difficile della mia vita (i miei genitori erano venuti a conoscenza della mia omosessualità, e sono nate situazioni…tragiche. Sono stato mandato per due anni da una psicologa che mi ha … massacrato dentro – perdona ma non mi viene nessun altro termina – fino a quando, in pieno conflitto con me stesso e il mondo ho detto basta. Ho cercato poi nel tempo di riprendere le forze, di accrescere la stima e la forza ponendomi via via obiettivi sempre più importanti, cercando di non fermarmi di fronte alle difficoltà. E tutto andava bene tranne una cosa: non cercavo nessuno, ero… solo, in casa e fuori. Finché è entrato bussando nel mio cuore lui).

Ci siamo amati fin da subito: con lui ho pianto tutte le mie lacrime, e non mi ha lasciato. Ho esasperato tutti i miei sentimenti, e non mi ha lasciato. Mi ha sempre abbracciato con immenso amore e affetto… Mi ha guarito nell’anima con tutto il calore che aveva nell’anima. Mi ha amato, e io l’ ho ricambiato. E ad oggi, in piena autonomia, posso dire davvero di amarlo. Ma fin da subito c’è stato un problema serio (per me, perché lui ha una pazienza infinita): quando facciamo l’amore, io mi eccito tantissimo (anche lui) ma non riesco a raggiungere mai l’orgasmo, a meno che non intervenga io masturbandomi. Nella mia intimità, davanti a video pornografici, non ho difficoltà, ma con lui è difficilissimo. E questo non riesco ad accettarlo.

E’ vero che nel passato l’unico modo che avevo per vivere e "scoprire" la mia sessualità (data la repressione familiare, anche prima che scoprissero la mia omosessualità) è stato l’autoerotismo, ma non capisco perché ora non riesco a vivere il mio corpo accanto a lui in maniera completa. Dentro di me credo che questo sia legato ancora al periodo vissuto dalla psicologa, perché in effetti avevo avuto un blocco a livello sessuale durante la psicoterapia: ero arrivato a detestare il sesso, perché collegato a tutt’una serie di cose atte a farmi cambiare nel mio orientamento (così mi veniva detto): <>. Dopo un anno e mezzo di questo lavaggio del cervello sono entrato in crisi, ero distrutto dentro, non sapevo più a chi credere, se ai miei sentimenti o agli altri (e tenga presente che pur avendomi mandato loro, i miei genitori e la psicologa erano in serio conflitto tra loro!). Ed è stato in quel frangente che ho avuto un blocco fortissimo della mia sessualità: forse mi è servito per riuscire a capire che cosa davvero provavo dentro di me o forse era perché piuttosto che non essere me stesso preferivo non essere del tutto… Non so, ma da allora ho serie difficoltà a raggiungere l’orgasmo, e con il mio compagno non ne parliamo. Può essere legato ad un blocco interiore che ancora non ho rimosso, o possono esserci altri fattori? Fisicamente non ho problemi, a parte una minore sensibilità (per quello che ho capito parlando con il mio compagno e confrontandomi con lui) del pene agli stimoli.

Un’ultima cosa: lui è stato il mio primo ragazzo, lo è tuttora. Ho avuto rapporti solo con lui e in effetti, sebbene altre persone mi piacciano fisicamente, solo con lui ho fatto l’amore in piena libertà e serenità, amandolo e sentendomi riamato.

Grazie per la tua disponibilità Leo

Davide

Caro Davide,

mi pare di capire dalla tua lettera che la domanda che ti poni è se la mancanza di eiaculazione possa avere una origine fisica oppure psicologica. Posso risponderti perché tu stesso mi dai due importanti informazioni: riesci ad eiaculare quando ti masturbi da solo e riesci ad eiaculare masturbandoti al termine di un rapporto sessuale con il tuo compagno. Non lo dici ma immagino che tu abbia anche delle polluzioni notturne.

Questi fatti fanno escludere quella che in Clinica Sessuologica viene definita "impotenza eiaculatoria assoluta" che farebbe pensare ad una causa fisica mentre orientano verso una difficoltà di ordine psicologico. Mi rendo conto che dopo la drammatica esperienza che hai avuto, proporti nuovamente un ricorso ad uno Psicologo o ad un Sessuologo possa impaurirti tuttavia, con l’abilità introspettiva che traspare dalla tua lettera, dovresti riflettere su una differenza fondamentale con la precedente esperienza: questa volta non c’è nessuno che ti manda da una Psicologa sei invece tu stesso che puoi scegliere un professionista per farti aiutare a risolvere un problema specifico. Questo problema andrebbe risolto in ogni caso: che tu sia gay o no, che tu lo abbia con il tuo ragazzo o con altri non cambierebbe il fatto che sia un problema da risolvere, non credi?

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