ARTI MARZIALI: POTENZA E CONTROLLO

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Per difendersi e mantenersi in forma, come i big del cinema.

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Le arti marziali hanno avuto bisogno di Hollywood per diffondersi in occidente; prima degli anni ’70, infatti, non era assolutamente comune incontrare un praticante delle antiche arti orientali. Adesso i centri sportivi dove si praticano le arti marziali sono persino troppi, con il problema di riuscire a trovare maestri veramente qualificati all’insegnamento.

Storicamente le arti marziali sono il risultato della perfetta unione tra esercizio fisico e pratiche atletiche atte alla difesa personale e filosofie quali il buddismo zen e il taoismo. Per moltissimi anni in Cina si praticarono solo all’interno di gruppi segreti, nati in seguito all’ascesa della dinastia Manchu. I lealisti dei regnanti Ming insegnarono le discipline di lotta quale sistema aggregante e di difesa contro gli invasori barbari. Ogni nazione orientale ha sviluppato col tempo una sua arte marziale: diversissime sono infatti le tradizioni e le pratiche giapponesi da quelle cinesi, coreane, indiane, tailandesi, malesi o indonesiane. Persino all’interno della stessa Cina, il Kung Fu vede un’assoluta distinzione tra le tecniche del sud e quelle del nord.

Le arti marziali forniscono un allenamento completo del corpo e dello spirito: le tecniche di combattimento, infatti, necessitano di un perfetto equilibrio tra scioltezza e potenza per essere eseguite perfettamente. Uno scoglio duro da superare per chi intraprende la via delle arti marziali è quello dell’insegnante: troppi sono i ciarlatani, purtroppo. Diffidate da quelli che hanno fatto corsi di due mesi per ottenere una licenza di insegnamento.

Avere un fisico "pompatissimo" a causa di anni di sollevamento pesi e un diplomino appeso alla parete non sono i requisiti di un vero maestro. Molti sono esaltati dall’idea degli "eroi" del cinema: Van Damme, Don the Dragon Wilson (foto) o Michael Dudikoff. Questi pretenderanno da voi un allenamento estenuante col solo scopo di rendervi capaci di assalire la gente.

La parte tecnica delle arti marziali è importantissima, saper colpire bene è essenziale, certo, una buona autodifesa coi tempi che corrono è solo che auspicabile, ma saper dosare i colpi, comprendere in brevissimo tempo come e dove colpire o parare potrebbe rivelarsi essenziale. Se vi piace avere un idolo da emulare o comunque qualcuno da prendere ad esempio, potete guardare con fiducia a tre grandi atleti e attori allo stesso tempo:

Jackie Chan (foto), un grandissimo esperto di arti marziali cinesi, pratico di decine di stili diversi, da quello della scimmia allo Shaolin; Sammo Hung, suo collega di lavoro e ora famoso anche per una serie di telefilm americana attualmente in onda su Italia Uno il sabato sera, Martial Law. Sammo è l’esempio preclaro di come un grande maestro o praticante di arti marziali non si debba assolutamente giudicare dall’aspetto fisico: malgrado infatti una bassa statura e almeno trenta chili di troppo, è un vero spettacolo per gli occhi vederlo combattere e esibirsi in calci volanti, spaccate e forme con le armi, dalla spada al San Chi Kun, bastone a tre sezioni snodato. Il terzo è il grande Chuck Norris. Campione mondiale di Karate giapponese e grande esperto di discipline filosofiche orientali. Questi, malgrado abbia ormai superato la sessantina, presenta un fisico perfetto, un portamento invidiabile e una padronanza assoluta di ogni muscolo.

La pratica quotidiana porta ad una forma fisica perfetta: ogni parte del corpo deve essere allenata allo stesso modo. Non bisogna tralasciare alcun particolare. Questo porterà anche al dimagramento se siete in sovrappeso, ad un miglior rapporto con voi stessi e ad un buon autocontrollo.

La pratica completa delle arti marziali include la concentrazione mentale, la meditazione, tecniche di respirazione, stretching (di cui abbiamo parlato in un altro articolo), forme o kata, ossia una serie di movimenti preordinati, tecniche di combattimento (calci, pugni, leve articolari, prese e spinte) e combattimento corpo a corpo. Ci sono poi discipline cosiddette "morbide" quali il Tai Chi Chuan, che malgrado si pratichi lentamente è un’ottima disciplina di combattimento e difesa e praticata quotidianamente risolve problemi di circolazione, pressione e articolazioni. Consigliata quindi a persone magari molto sovrappeso che hanno difficoltà a muoversi, a chi ha problemi vascolari o chi è debole di costituzione. Questo non vuol dire assolutamente che il Tai Chi sia una disciplina poco attiva o non adatta a muscolosissimi atleti, anzi: i veri praticanti di arti marziali sanno quanto il Tai Chi sia quasi indispensabile per una completa visione della disciplina. A seconda dello stile, poi, si possono usare anche le armi; spade, lance, bastoni, coltelli e molto altro. Quando poi si raggiunge un certo livello di pratica qualsiasi oggetto può essere utilizzato come arma.

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