BISESSUALITÀ POLEMICA

L’articolo sulla ricerca americana sui bisex ha sollevato un polverone. Replica un bisessuale “convinto e dichiarato”: “Gay.it non porti acqua al mulino dei nostri nemici”.

In risposta all’articolo del 5 luglio scorso, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Sciltian Gastaldi, scrittore, editorialista di Aut, Babilonia, collaboratore di D e Il Diario

Quale sarebbe la vostra reazione se trovaste su gay.it un articolo che iniziasse così: “In tanti sono convinti che l’omosessualità non esista e anzi sia una mera fase di passaggio verso la bisessualità. La percentuale di coloro che sono esclusivamente omosessuali non è superiore all’1,7% della popolazione, secondo quanto dicono alcune ricerche, dei cui risultati si parla nell’edizione odierna del New York Times”. Probabilmente la vostra reazione sarebbe la stessa che ho avuto io, da bisessuale sereno, convinto e dichiarato, dopo aver letto l’articolo sulla bisessualità del 5 luglio scorso, che a mio giudizio (e stando al forum, non solo al mio) rinforzava il luogo comune secondo il quale “la bisessualità non esiste” e “i bisessuali sono tutti gay che non si accettano”. Con l’aggravante del mezzo su cui un articolo simile è stato pubblicato: gay.it, ossia un portale di cui ci fidiamo e che abbiamo imparato a seguire e apprezzare dalle sue origini.

Di ricerche scientifiche sui vari orientamenti sessuali ce ne sono davvero tante e, per fortuna, ce ne saranno sempre di più. Ma vanno commentate e maneggiate con cura. Per sostenere la tesi contraria a quella del professor Michael Bailey dell’Università di Chicago (che, per altro, si basa sullo studio di un campione di appena 101 pazienti, di cui appena 33 bisessuali, di certo troppo piccolo per godere di un serio margine di rappresentatività, come ci insegna la statistica) riportata nell’articolo di Gay.it, potrei a mia volta citare alcuni famosi lavori, partendo dai classici di Freud e Kinsey, per arrivare sino ai nostri giorni. Ma la mia lettera di protesta diverrebbe un contro-articolo, e anche abbastanza noioso, cosa che non voglio fare.

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Quando si parla di bisessualità, molti gay sono portati a generalizzare e dicono: “siete solo delle velate”. Benissimo, se vogliamo dire che una parte consistente di chi si definisce bisessuale non è altro che un gay velato, io dico: ne sono persuaso pure io. Esattamente come sono persuaso che una parte consistente dei gay sia almeno un po’ effeminata – cosa che, per altro, mi lascia indifferente: è così e va bene così. Non per questo, tuttavia, mi metterei a scrivere su gay.it un articolo che riportasse di uno studio su 101 gay sostenere che “tutti i gay sono effeminati”, perché, evidentemente, non sarebbe vero e potrebbe essere a ragione tacciato di omofobia.

Cari amici, amiche, lettori, lettrici, compagni e compagne del movimento Glbt: vogliamo ricordarci che quella “b” nel nostro acronimo non sta per “Boh” ma per “Bisessuali”? In Italia viviamo in tempi davvero bui, con un ritorno oscurantista e clericale ingigantito dai principali mezzi di comunicazione e appoggiato dal mondo politico di centro e di destra. Abbiamo avversari, talvolta veri e propri nemici omofobi, ovunque: alla Presidenza del Senato, alla Presidenza della Camera, al Presidenza del Consiglio, nel Governo, in Parlamento. Molto spesso la classe dirigente italiana è talmente reazionaria, arretrata e retrograda da venire bocciata nelle istituzioni dell’Unione Europea. Lo “Spirito Santo” ha appena illuminato un conclave di cardinali cattolici nella scelta del papa più omofobo della storia moderna. E quando al mattino apro gay.it, da militante Glbt, o da cittadino qualunque, l’ultima cosa che voglio trovare è un articolo che porti acqua alle battaglie interne tra gay scettici circa la mia “esistenza”. Abbiamo ben altri problemi, come lesbiche, come gay, come transessuali e come bisessuali. Vediamo di avere tutti più rispetto per ogni differenza, identità e orientamento sessuale, lasciamo che a cavalcare studi tipo quelli della dottoressa Chiara Atzori siano altri media e, quando diventa indispensabile affrontarli su gay.it, chiedete a qualcuno della “parte lesa” di scriverci un articolo su. E infine, per farci una risata, chiediamoci: ma a quei poveri 101 cristi del campione del professor Bailey, per misurare l’attrazione sessuale cos’hanno fatto, hanno messo dei sensori sul pene e poi han mostrato immagini pornografiche etero e gay? Non ridete troppo, però, probabilmente è andata proprio così. Potete immaginare quanto sareste rilassati voi stessi, a visionare degli spezzoni di film gay o etero, con dei sensori sul pene e un nugolo di scienziati in camice bianco che vi osservano e registrano ogni sobbalzo del vostro fedele amico? Ma soprattutto, l’equipe del professor Bailey, si era dotata di filmati con scene bisessuali (uomo-uomo-donna o donna-donna-uomo)? La domanda la pongo sempre per ridere, ma mica tanto.

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Nota di Giulio Maria Corbelli, curatore dei contenuti di Gay.it.

Ringrazio l’amico Sciltian per l’intervento come sempre sollecito e vigoroso. Tengo solo a precisare che l’articolo in questione non diceva affatto in nessun punto che “tutti i bisessuali sono omosessuali repressi”, come la nota di Gastaldi sembra far credere, e che ogni affermazione in questo senso era data usando il condizionale e riportando anche gli inviti alla cautela degli scienziati.

di Sciltian Gastaldi