Castità o povertà?

Le regole sono semplici (e necessarie) solo quando sono gli altri a doverle rispettare? Secondo don Narciso occorre un po’ di obiettività da parte di tutti. Forse anche verso don Gelmini.

Dalla vicenda di don Gelmini al sondaggio di Gay.it fino alle polemiche di Exit, lo scontro tra Chiesa e omosessuali finisce per diventare una sorta di guerra civile. Posso chiederti un’opinione su tutto questo?

Sulla trasmissione concedimi un po’di tempo per riflettere, anche perché il Vaticano ha scatenato una caccia furiosa a quei tre preti. Su don Gelmini invece mi viene in mente un certo paternalismo da sempre congiunto con un’ambigua tenerezza. La storia della Chiesa è piena di ambiguità. Non soltanto per i dissoluti pontefici del Rinascimento, ma perfino per santi problematici come Gregorio Magno, che fra il secolo VI e VII volle romanizzare la chiesa britannica (fondata da San Patrizio ma poi sfuggita al controllo della chiesa "universale" e caduta nelle mani dei ricchi monasteri) inviando il vescovo Agostino a Canterbury. Tutto questo aveva però un’origine curiosa: in quei tempi, due secoli dopo l’affermazione definitiva della religione cristiana, a Roma esisteva ancora il mercato degli schiavi. Il buon Gregorio lo visitava con scopi caritatevoli ma, colpito dalla prestanza di alcuni ragazzi britannici, domandò chi fossero. "Angli", gli riposero. "Angli?", disse, "Ma no, che sono Angheli!" (oggi diremmo angeli). E così, partendo dall’interesse per la bellezza maschile, arrivò alla missione in Inghilterra, il cui esito sarebbe stato decisivo fino allo scisma di Enrico VIII. Per tornare a don Gelmini, mi rifaccio all’opinione di Messori, autore col quale sono per lo più in disaccordo ma che questa volta – a mio giudizio – ha cinicamente riconosciuto la realtà: don Pierino avrà avuto sicuramente qualche debolezza, ma ha anche salvato tante persone dal disastro della droga…

Ti suggeriamo anche  Dopo la Pride reaction c'è chi chiede la Cross reaction contro i diritti LGBT

Certo è però che, spesso, a tanta severità verso la condotta altrui non corrisponde altrettanta coerente severità verso la propria… Eppure Il Papa nel suo ultimo viaggio in Austria ha esaltato proprio il valore della castità, insieme a povertà e ubbidienza.

Gesù stesso suggeriva il celibato volontario ma aggiungeva che non era cosa facile da capire (Matteo19:12). Nella storia della Chiesa la castità volontaria è sempre esistita. Personalmente penso che nella maggior parte dei casi abbia funzionato, perché c’era di mezzo l’innamoramento della persona di Gesù. Ma la gente da sempre ha creduto poco alla castità dei religiosi, che dopotutto è un affare privato. Ecco allora che, quando gli uomini di Chiesa sgarrano in maniera evidente, i cristiani si scandalizzano, mentre i non credenti ridacchiano o accusano. Ma i peccati dello spirito rimangono più gravi di quelli del corpo.

Castità, ubbidienza e povertà: concediamoci allora una parentesi agli scandali sessuali per tornare a una vicenda che altrimenti rischia di essere dimenticata, come le ‘tasse giuste’ e i beni esenti dall’ICI. Lo stesso ragazzo di Exit ha dichiarato al nostro sito che di ricchezze ne ha viste fin troppe incontrando preti…

Possiamo chiederci se sia ‘giusto’ pagare tasse esose ad uno Stato che sperpera, ma in ogni caso dobbiamo ricordarci che Gesù ci ha insegnato a fare il bene senza proclamarlo. La mano sinistra deve ignorare il bene che fa la mano destra. Inutile allora, quando si tratta di pagare tasse, affermare che la Chiesa spende tanto in servizi sociali. È vero, ma non si dovrebbe dirlo. La gente se ne accorge da sola. Inoltre il non attaccamento alle ricchezze è rimasto l’unica prova tangibile agli occhi della gente. Al contrario della castità, della povertà sì che si parla nei Vangeli, e molto. E’ un segno di fede nella vita futura e un modo di aiutare il prossimo che si trova nel bisogno. La prima comunità cristiana di Gerusalemme, secondo gli Atti degli Apostoli, praticava un ‘comunismo’ radicale. I ricchi davano quello che avevano ma l’esperienza fallì perché tutti finirono in miseria, al punto che il grande viaggiatore che era Paolo raccoglieva fondi in tutte le chiese dell’Asia Minore per far vivere i fratelli di Gerusalemme. Lo stesso Francesco di Assisi nella sua utopia di vivere di elemosina ha finito per essere messo da parte dai fratelli francescani diventati folla, una folla che non poteva vivere di sola elemosina. Così tutti gli ordini religiosi (non escluse le figlie di madre Teresa) si organizzano per possedere il minimo necessario a campare e a fare del bene. Ma alle volte questo minimo è veramente esagerato e il principio proclamato da Gesù non è negoziabile: non si possono servire due padroni: Dio e Mammona. Occorre scegliere: o il Vangelo o il danaro.

Ti suggeriamo anche  Dal Libro di Rut nella Bibbia ebraica, la storia lesbo delle Scritture

Don Narciso è un vecchio prete romano, come ce ne sono tanti, cosciente di aver sempre voluto seguire il messaggio di amore di Cristo, anche quando è in disaccordo coi vertici della Chiesa e con la loro crescente omofobia. Ha accettato, pur mantenendo uno stretto anonimato, di aprire un dialogo con i lettori di Gay.it. Chiunque sia interessato, può scrivere a Flavio Mazzini, che gli rivolgerà tutti i vostri pensieri e le vostre domande.

di Flavio Mazzini