CONTRO SODOMA, NON CONTRO LA SODOMIA

Annozero, il Pride, ma soprattutto la presunta omofobia delle sacre scritture: don Narciso non teme di spiazzarci.

La montagna ha partorito il topolino: il documentario si è visto eppure siamo ancora tutti vivi. Qual è la tua opinione sulla puntata di Annozero?

Penso che Fisichella è stato molto sereno e convincente. Tranne quando confondeva chiesa-gerarchia con chiesa-insieme dei credenti. E’ però riuscito a togliere peso alle accuse personali a Ratzinger. Molto meno bene l’irlandese autore del filmato, che alla fine, isterico, aggrediva Fisichella. Santoro ha qualche volta interrotto con prepotenza i dialoghi senza apportare niente. Odifreddi alquanto deludente. Bene Travaglio. Meno bene don Di Noto che non ha apportato niente di positivo e perdeva facilmente le staffe. Disastroso il giornalista di Avvenire.

Dunque, tutta questa intenzione di colpire a morte la Chiesa non c’era? Oppure è Fisichella che l’ha difesa bene?

Fisichella ha confermato che il processo canonico, con tutte le sue garanzie di segretezza, non impedisce di aprire un processo civile parallelo intentato dalla vittima; ma non si può chiedere alla gerarchia di iniziare questo processo e nemmeno di produrre delle prove accusatorie. La posizione della gerarchia sembra ragionevole.

Con il Gay Pride alle porte, quale atteggiamento consiglieresti nei confronti della Chiesa?

Consiglierei di evitare le carnevalate. Possono essere anche simpatiche ma in questo momento credo sarebbe più utile evitare Gli omofobi clericali usano i testi ambigui, ma dimenticano che Gesù condannava arroganza e giudici impietosidi girare nudi per le strade.

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Ma il Pride è il nostro carnevale, con una sua storia e un suo significato. E poi non è tutto trasgressione: se la gente è svestita, la colpa è anche del fatto che ci sono quaranta gradi…

Non voglio giudicare nessuno, ma se tu mi chiedi cosa penso, allora ti dico che lo spettacolo delle trans coi seni di fuori è gratuito e può danneggiarvi. Ma è solo la mia opinione.

Passiamo alla mail di Francesco, che chiede cosa pensi dell’omosessualità “dal punto di vista teologico”. Pare che per il suo confessore sia “contro natura, come la morte, il dolore e ogni forma di sofferenza. L’autentica natura umana sarebbe quella precedente il peccato originale. Come conciliare, allora, la condanna di Sodoma con la nascita di due tribù di Israele da rapporti incestuosi? E le parole terribili di San Paolo? Possiamo accontentarci di dire che è successivo a Gesù e quindi negare l’ispirazione divina ai suoi scritti?”.

Dal punto di vista teologico niente da dire. Fa parte dello sviluppo del genere umano. Dio non sbaglia programmi, anche se noi non capiamo col nostro limitato cervello perché stiamo in un cosmo dove esiste una competizione continua fra gli elementi (a partire dagli spermatozoi). Se Francesco ha trovato un confessore benigno, se lo tenga e non faccia troppo caso alle sue spiegazioni pseudoteologiche. Per Sodoma e San Paolo legga “Bibbia e omosessualità” (Claudiana 2002): Sodoma è giudicata per la sua spietata violazione dell’ospitalità verso gli ospiti di Lot, non per motivi di orientamento sessuale: se gli ospiti fossero state donne, non avrebbe certo voluto condannare l’eterosessualità. S. Paolo invece insorge contro l’ingiustizia della società romana, in cui fra l’altro i bordelli erano pieni di schiavi e prigionieri di guerra, talvolta evirati per il piacere dei clienti.

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Ti scrive anche un prete gay di 43 anni (non sarebbe il primo) che, riferendosi alla fiction su Monsignor Di Liegro, “in cui certamente la Chiesa non fa bella figura e Di Liegro muore di infarto per tutte le batoste che ha ricevuto da una politica Chiesa/Stato che gli impediva di muoversi…”, solidarizza con te, sostenendo che non sputi sul piatto dove mangi, ma ti dissoci “da un modo di operare non evangelico che manca di accoglienza, comunione, solidarietà, fraternità e soprattutto amore per l’uomo… il motivo per cui Gesù Cristo si è fatto uomo ed è morto in croce… Anche Cristo è stato perseguitato dal Sinedrio, oggi il Vaticano è il nuovo sinedrio… Che Dio li perdoni, perché non sanno quello che fanno…”.

Troppe volte gli omofobi clericali si sono appropriati di quei pochi testi biblici di contenuto ambiguo, ignorando che Gesù non ha mai toccato questo tema, ma ha condannato di continuo l’arroganza religiosa degli ipocriti, scribi, farisei e saducei, che giudicavano impietosamente gli altri.

Don Narciso è un vecchio prete romano, come ce ne sono tanti, cosciente di aver sempre voluto seguire il messaggio di amore di Cristo, anche quando è in disaccordo coi vertici della Chiesa e con la loro crescente omofobia. Ha accettato, pur mantenendo uno stretto anonimato, di aprire un dialogo con i lettori di Gay.it. Chiunque sia interessato, può scrivere a Flavio Mazzini, che gli rivolgerà tutti i vostri pensieri e le vostre domande.

di Flavio Mazzini