Daniela Martani: “Se vinco, celebrerò matrimoni gay!”

Dopo un passato televisivo Daniela Martani riparte da Roma: si candida con i Verdi e promette menù vegani nelle scuole e negli ospedali

Daniela Martani è uno di quei personaggi che, nella sua carriera, ha fatto qualsiasi cosa. Tutto cominciò nel 2009 quando, con un cappio al collo, divenne, mediaticamente parlando, il simbolo della lotta dei dipendenti dell’Alitalia. Solo qualche mese dopo, ma sempre nello stesso anno, divenne persino la concorrente più discussa del Grande Fratello 9Reality show che abbandonò poco dopo per risolvere questioni lavorative con la compagnia di bandiera. Gli addetti ai lavori, non ignari del potere mediatico della pasionaria più famosa d’Italia, nonostante il breve reality alle spalle, l’hanno voluta anche a La Fattoria di Canale 5. Poi, dopo un passato molto televisivo e poco teatrale, Daniela Martani decide d’incidere un disco, diventa dj e conquista finalmente il cuore degli italiani per la sua nuova vita da vegana. Apre un blog di successo e dopo mille battaglie a difesa degli animali e delle minoranze, Daniela Martani si candida al comune di Roma, con i Verdi, per Roberto Giachetti Sindaco.

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Dal Grande Fratello al Comune di Roma. Cosa ci siamo persi?

Sono diventata un’attivista vegana da  circa tre anni, nonostante non mangiassi carne da quando avevo diciassette anni. Mi sono sempre battuta, in prima persona, a difesa degli animali ed essendo diventata una portavoce del veganesimo italiano, i Verdi mi hanno chiesto di candidarmi con loro a Roma. Ho visto il loro programma, l’ho ritenuto valido ed interessate, ho aggiunto del mio e ho detto: perché non provarci?

Questo passato prettamente televisivo pensa che sia un valore aggiunto per la sua candidatura?

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Beh, direi proprio di si. La notorietà, in certi casi, aiuta. Basti pensare che la mia candidatura ha attirato l’attenzione dei media più di altre validissime candidature.

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Roma è diventata una città invivibile. Lei che idee ha per risollevare le sorti della città eterna?

Io partirei dall’educazione civica e ambientale. A Roma, e non solo, si è perso il rispetto per l’ambiente e per la natura. Il cambiamento parte sempre dall’individuo: quindi sì alla raccolta differenziata porta a porta, così da non permettere a nessuno di far come vuole. Sì a controlli su comportamenti pubblici lesivi di strutture, monumenti e strade. Noto che nonostante ci siano gli appositi secchioni in giro per la città, c’è gente che continua a buttare i mozziconi delle sigarette a terra, ignorando anche le possibili sanzioni. Bisognerebbe incentivare, sin da subito, il trasporto pubblico, finanziato dagli stessi cittadini. Non tutti pagano il biglietto? E allora mettiamo una persona apposita su ogni mezzo pubblico. E’ un costo aggiuntivo? Allora facciamo come in molti Paesi europei e non: facciamo pagare il pedaggio direttamente a bordo. Per quanto riguarda la mobilità, bisogna assolutamente incentivare il car sharing, i mezzi elettrici e l’utilizzo delle bici.

Lei è famosa anche per il suo essere vegana. Si è mai chiesta come mai la maggior parte dei vegani votano il Movimento 5 Stelle?

Perché nel Movimento 5 Stelle ci sono diversi rappresentati vegani e, magari, in molti credono che lo siano tutti quanti.

Piuttosto, ricordo un suo appoggio mediatico al partito di Grillo. O sbaglio?

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Io, senza offesa, non vorrei parlare di altri partiti. Vorrei parlare delle mie battaglie, delle mie idee e delle mie posizioni su alcuni tempi importanti. Ad ogni modo ho sostenuto, in passato, l’idea di un partito nuovo, fatto da gente comune, ma io voto da sempre Verdi. Pensi che nel mondo, il partito dei Verdi, è il terzo potere politico più votato. In Italia non c’è coscienza ambientalista, come non c’è educazione alla cittadinanza ed è per questo che ci troviamo a questo punto.

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E’ vero che ha proposto l’integrazione dell’alimentazione vegana nelle scuole?

Assolutamente si, e non solo nelle scuole: anche negli ospedali.

Non teme una rivolta da parte dei genitori, piuttosto che dagli ammalati stessi?

Ho parlato di opzione e non di scelta obbligatoria. I genitori dovrebbero occuparsi di un’educazione alimentare sana per i propri figli e mi creda: sono sconvolta dal fatto che a nessuno interessi quello che ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità, qualche mese fa, in merito alla carne. Sarebbe auspicabile che alla carne, come alle sigarette, venga applicata la scritta: la carne è cancerogena! Ma chiaramente viene prima il profitto, che la salute della persona.

Ha sentito l’affermazione di Marchini sui matrimoni gay di qualche settimana fa?

Io non mi capacito di questa arroganza che pretende di stabilire un’unica verità, un unico modello e di invalidare tutti gli altri. Come sono un’antispecista convinta, per cui credo che sia ora di abbandonare la visione antropocentrica che tanti danni ha fatto alla Terra, credo fermamente che ognuno debba avere il diritto alla felicità e l’amore ne è un ingrediente essenziale. Le coppie gay non sono di serie B  e le dirò di più: la famiglia tradizione è un’invenzione di chi non conosce affatto né la storia, né discipline come l’antropologia. Naturale è che tutti abbiano gli stessi diritti.

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Le piacerebbe celebrare matrimoni gay nella sua attività da consigliere comunale?

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Assolutamente si, e sono favorevolissima alle unioni gay da tempi non sospetti.

Se né lei, né i Verdi foste candidati al Comune di Roma, da cittadina, in tutta sincerità: chi avrebbe votato?

Avrei sofferto l’assenza dei Verdi.

Mi consenta una domanda scema: ma ha visto che si è candidata anche l’ex gieffina Roberta Beta?

Si l’ho letto.

E un commento?

Non ho commenti da fare. Il Grande Fratello, grazie a Dio, è un’esperienza, non uno stile di vita. Finita quell’esperienza si va avanti, come tutti.