Don Narciso: leggere per conoscere

Secondo don Narciso, una lettura intelligente dei testi sacri è essenziale per ogni credente. Per sfuggire al dogmatismo e all’intolleranza.

Flavio Mazzini: L’ultima volta ti ho posto alcuni interrogativi riguardanti testimonianze prese dal forum, riguardanti in prevalenza Confessione e Comunione, ma ci sono altri temi che ritengo interessante ‘girarti’. A cominciare dalla testimonianza di Massimiliano, che racconta di essere stato in seminario dai 22 ai 25 anni: Se vuoi essere Cattolico Romano la norma è: O ti converti (quindi niente sesso in atti e pensieri) oppure non sei in comunione né con la Chiesa né con la Comunità e tanto meno con Dio. Questi però sono discorsi di uomini, non di Dio. Dio è grande e ama ogni sua creatura perchè da Lui pensata e creata. Bisogna ricordarci che la Bibbia è stata scritta da uomini (anche se lo Spirito Santo li ha accompagnati). Come diceva Galileo: "La Bibbia ci dice come si va in Cielo e non come è fatto il Cielo". Io in questi ultimi tempi ho aderito alla Chiesa Evangelica Valdese (www.chiesavaldese.org o www.firenzevaldese.chiesavaldese.org). La mia omosessualità la conoscono in molti nella comunità e la pastora sa che convivo da due anni con il mio ragazzo, ma nessuno mi ha condannato o allontanato.

Chi va a messa tutti i giorni in un ciclo di due anni riceve ancora un’altra buona razione biblica. Ma la lettura personale a casa è sempre raccomandata.Don Narciso: Quando Massimiliano dice: "O ti converti (quindi niente sesso in atti e pensieri) oppure non sei in comunione né con la Chiesa né con la Comunità e tanto meno con Dio", questo "E tanto meno con Dio" ritengo sia decisamente di troppo. Ma forse anche il resto della frase andrebbe sfumato. Rispetto comunque la soluzione da lui trovata, cioè frequentare la Chiesa Valdese, ne apprezzo molto la serietà evangelica. Ma uno dei link rinvia all’atto di fede della comunità del Seicento: in tutto e per tutto quello di Lutero e di Calvino. Si accettano solo due sacramenti: Battesimo ed Eucaristia, che a sua volta non è quella tradizionale, in quanto non si ammette il Sacramento dell’Ordine, per il quale noi Cattolici, insieme agli Ortodossi, crediamo che dai tempi apostolici si trasmetta il carisma di celebrare una valida Eucaristia presieduta da un ministro ‘ordinato’ con comunione reale al Corpo e Sangue di Cristo. E poi mancano tutti gli altri sacramenti, fra cui quello della penitenza di cui abbiamo parlato la volta precedente. Forse per un cattolico è troppo poco.

Flavio Mazzini: A proposito di questioni dogmatiche, un altro lettore propone di sfidare la Chiesa sul suo stesso terreno: La lettura della Bibbia. Non è così che si posero le basi per la nascita del Protestantesimo? Ho l’impressione che la Chiesa di Roma giochi sull’ingenuità, l’ignoranza, le consuetudini, le superstizioni, le paure e non ultimo i sensi di colpa delle persone. Ho l’impressione cha non sempre sia in buona fede, come se avesse una maschera. Sono un cristiano cattolico e mi sento tradito, anche se mi conforta sapere che esiste un’altra Chiesa che nel silenzio e nella discrezione dissente da quella di Roma.

Don Narciso: È un fatto che i cattolici non leggono troppo la Bibbia, nemmeno il primo libro di essa, la Genesi, in cui si scopre un senso di confidenza, un "a tu per tu" col Dio di Abramo che, alle volte, in contrasto con le chiese evangeliche, nella Chiesa di Roma non si sente. Eppure, dalla riforma del Concilio Vaticano II, la Chiesa Romana offre ai frequentatori delle messe domenicali, in un ciclo di tre anni, almeno 150 brani dell’Antico Testamento, 150 degli scritti apostolici e altri 150 dai Vangeli. Chi va a messa tutti i giorni in un ciclo di due anni riceve ancora un’altra buona razione biblica. Ma la lettura personale a casa è sempre raccomandata.

Flavio Mazzini:Una questione che non riguarda soltanto i Cristiani è invece posta dal lettore che accusa i gay e le associazioni che li rappresentano di essere talvolta poco obbiettivi e azzardati nelle loro scelte. Che bisogno c’era di fare un gay pride a Gerusalemme? Con tutti i posti possibili e immaginabili, uno più pericoloso e contrastato no? Voglio dire, perché non farlo in Iraq già che ci sono? Sono zone ‘calde’, dove basta un nulla per accendere odi e scontri. Meglio evitare.

Don Narciso: Sul pride di Gerusalemme risponderei che Israele è un paese civile, dove è lasciata molta libertà ai singoli. Ma Gerusalemme è anche il nido di una fazione "ultraortodossa" intollerante che occorre piegare. Bisogna che accetti la realtà della libertà sociale. Questi ultraortodossi sono dispensati dal servizio militare per ovviare ai loro problemi di cibo e purezza legale, sono dispensati dalla scuola media se frequentano le loro scuole religiose dove si studia solo Talmud, il sabato prendono a sassate le automobili circolanti, non escluse le ambulanze. Non occorre darla loro vinta anche sul piano dell’omofobia.

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