Don Narciso: «non credete nel primo che predica»

Secondo don Narciso il Vangelo ammonisce a non adattare la religione ai nostri capricci ma anche a non credere ciecamente a chi si arroga il diritto di parlare in nome di Dio.

Riprendiamo dopo l’estate il dialogo con don Narciso, in equilibrio tra la rigidità di parte della Chiesa e un po’ sterile rifiuto totale. Ripromettendoci di tornare presto sull’argomento tasse, in attesa che la situazione si chiarisca, comincerei dedicando attenzione al forum di questo sito. Se l’argomento ha coinvolto forse meno persone rispetto ad altri temi, il dibattito scatenatosi è tra i più accesi.

È difficile rispondere a tutti. Bisognerà fare delle scelte. Lascerei perdere intanto quegli innumerevoli ‘ospiti’, rigorosamente anomimi, che ingombrano il forum di dubbie spiritosaggini. Un dibattito acceso è tra chi nega l’esistenza di un aldilà e chi ne ipotizza quantomeno la possibilità.

Si citano tanti autori che hanno trattato il problema senza arrivare a una conclusione definitiva. Nessuno cita Karl Marx che con la sua filosofia ha perentoriamente negato l’esistenza di Dio: per 70 anni nell’Unione Sovietica e poi anche nei paesi satelliti era scientificamente provato che Dio non esisteva. Mentre oggi assistiamo a un Putin, educato come tutti con quella filosofia, che accende in chiesa le candeline come da uso bizantino. Io stesso da bambino ho frequentato una scuola atea, dove Dio non c’era e non ci poteva essere, perché invenzione dei borghesi…

C’è chi sostiene l’impossibilita’ matematica dell’uno=tre.

In realtà parliamo di un’unica entità divina (per i credenti) che si presenta in tre modi diversi. Il catechismo occidentale parla di tre ‘persone’, ma il termine è convenzionale e inadeguato; ‘persona’ in latino stava per maschera (dal greco prosopon). I greci ortodossi dicono ‘ipostasi’ (sostanze), non meno inadeguato. Nel Vangelo Gesù parla della ‘realtà’ del Padre e dello Spirito Santo, senza definirle persone o ipostasi.

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Merita una menzione il forum ‘chiesa cattolica ed omosessualità’.

Già. E mi sembra opportuno sottolineare come in nessuno dei quattro Vangeli si parli di omosessualità. Quindi l’attuale accanimento dei prelati non soltanto non è evangelico, ma è veramente antievangelico, in quanto mette in stato d’inferiorità una categoria di persone che, anche volendolo, non potrebbero mutare condizione.

Un dialogo animato a riguardo lo troviamo nel forum "l’omosessualità non è una scelta".

Molti gay si sono allontanati dalla Chiesa a causa di preti ‘rigoristi’ che non accolgono o perfino respingono. È un gran male condannare alla condizione di ‘lapsi’ buona parte del gregge di Cristo. I lapsi, ai tempi delle persecuzioni, erano quelli che sotto pressione politica avevano bruciato incenso in onore degli dei di Roma e che non venivano più ammessi alla comunione (addirittura a Cartagine la loro riammissione era ritardata fino all’ora della morte). Oggi sono lapsi i divorziati risposati, gli omosessuali, ecc.

C’è chi propone di fare i ‘pazienti dissidenti’.

Ma non si è mai da soli. Ci sono molti sacerdoti che capiscono e accolgono.

Nel post ‘La chiesa cattolica non è la vera chiesa di Dio’, Masterview ribatte che si può cercare ugualmente di vivere fino in fondo il messaggio cristiano.

E ha ragione, anche se alle volte perde un po’ le staffe. Nell’insieme ragiona da vero teologo. Ridimensionare preti e vescovi mi sembra una proposta accettabile. Non dare troppa importanza ai proclami magistrali, filtrarli attraverso la propria coscienza, magari con l’aiuto di un saggio accompagnatore, prete o no, se fosse arduo decidere da solo. C’è un passo importante del Nuovo Testamento che si legge in chiesa il 2 gennaio (se non capita di domenica) ma che nessuno mai spiega. È preso dalla prima lettera dell’apostolo Giovanni (quello che si diceva amato da Gesù) e può aggiungere senso alla già citata Prima Epistola di S. Paolo ai Corinzi (cap.11:26-28), in cui si proclamava la prevalenza del proprio giudizio nel decidere se fare la comunione o meno: Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna. Giovanni ammonisce di non fidarsi delle affermazioni di certi predicatori (‘gnostici’ che pretendevano di sapere più degli altri) e di confidarsi invece all’unzione dello Spirito Santo che agisce all’interno di ogni battezzato. Non dobbiamo certo adattare la religione ai nostri capricci ma nemmeno credere ciecamente al primo predicatore che apre bocca…

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Don Narciso è un vecchio prete romano, come ce ne sono tanti, cosciente di aver sempre voluto seguire il messaggio di amore di Cristo, anche quando è in disaccordo coi vertici della Chiesa e con la loro crescente omofobia. Ha accettato, pur mantenendo uno stretto anonimato, di aprire un dialogo con i lettori di Gay.it. Chiunque sia interessato, può scrivere a Flavio Mazzini, che gli rivolgerà tutti i vostri pensieri e le vostre domande.