E SE NON È GAY?

Sguardi non proprio innocenti fra lui e un amico. Un lettore ci chiede come avvicinarsi senza sapere se è gay oppure no. L’esperto: «Mantieni attivi tutti i cinque sensi».

Salve,

mi chiamo Mattia, ho venti anni, studio ingegneria e sono gay.

Faccio alcune premesse che forse vi aiuteranno a capire meglio la mia situazione: sono dichiarato da circa 3 anni con gli amici, ma non ancora con la mia famiglia (credo che la mia sorella abbia intuito qualcosa). Le persone che sanno delle mie preferenze sessuali non hanno faticato ad accettarmi per quello che sono, io mi sono pienamente consapevole dei miei gusti sessuali, non mi vergogno di dire che sono gay e non vedo l’omosessualità come un difetto o una diversità, però fino ad ora non ho mai avuto relazioni con altri ragazzi quindi sono un po’ inesperto per quanto riguarda la fase di riconoscimento di altre persone gay.

Circa due settimane fa ho conosciuto un ragazzo (non so quali siano le sue preferenze sessuali), mi piace molto ma non so come comportarmi per stabilire un contatto:  ho notato da parte sua qualche sguardo non proprio innocente.

Non ho problemi a chiedergli esplicitamente se è gay oppure no, però, anche nel caso in cui lo fosse, ho paura di turbarlo o spaventarlo per la schiettezza della domanda.

Come mi conviene agire?

Credo che questa domanda possa essere generalizzata, nel senso che molti ragazzi gay faticano a relazionarsi  con altre persone perché non sanno quale approccio usare.

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Mi farebbe molto piacere un vostro consiglio (sinceramente siete la mia unica speranza!!) visto che sicuramente avete più esperienza in queste situazioni.

Grazie anticipatamente.

Ciao.

Mattia

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Caro Mattia,

finalmente una persona che descrive un incontro diverso dal solito! 

Sono contento nel percepire che, nonostante l’inesperienza, il tuo conoscere ed incontrare eventuali possibili partner avvenga alla luce del sole e lontano dalle famigerate location omosessuali.

Credo che il fatto di percepire e riconoscere quelli che hai descritto essere sguardi non proprio innocenti siano una chiave di lettura interessante e perché no, da approfondire. In fondo, la prima fase di un incontro relazionale in generale è quella della conoscenza!

Sono convinto che l’inesperienza può far fare mosse poco sicure e "grossolane", ma sono proprio questi confronti, questi primi approcci a formare una base sicura. 

Non credo sia necessario rimarcare il tuo orientamento sessuale in questa prima fase di conoscenza. Potrebbe apparire come un bisogno di rassicurazione. Credo, invece, sia utile darsi la possibilità di entrare in contatto con questo ragazzo attivando una forma non invadente di "corteggiamento". 

Prova a tenere attivi tutti i tuoi cinque sensi. Ascolta e percepisci con tutto il corpo quello che vi state trasmettendo. Non mi meraviglierebbe affatto che all’improvviso, coinvolti in una forte emozione, vi trovaste uno nelle braccia dell’altro.

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Sembra che la tua preoccupazione maggiore riguardi la modalità di approcciare e riconoscere l’interesse di chi hai di fronte. Al di là dell’inesperienza penso che tale pensiero possa nascere anche da alcune caratteristiche della tua personalità, o comunque particolari forme di insicurezza. 

Devi darti la possibilità di sperimentare e soprattutto di imparare a riconoscere quei segnali d’interesse e di intesa, che diventano necessari durante la prima fase di conoscenza. Devi darti la possibilità di apprendere dall’esperienza!

Ricordati anche che questo periodo dell’anno è sicuramente più proficuo per quello che riguarda gli incontri e perché no… anche i corteggiamenti.

Un abbraccio

Dr Fabrizio Quattrini

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di Fabrizio Quattrini