EX ETERO. ORA VOGLIO L’AMORE GAY

Quando si esce da storie etero e si affronta da poco il mondo dell’amore gay possono mancare i parametri di riferimento. Come sapere se è quella la persona giusta? Risponde l’esperto.

Sono ultracinquantenne con due matrimoni. Da circa due anni mi sono accorto che sui giornali mi piaceva più guardare gli uomini (tra un matrimonio e l’altro ho avuto numerose relazioni etero senza impegno sentimentale) per questo ho deciso di provare a conoscere qualcuno per cercare di capire di più.

Il primo che ho incontrato voleva solo convincermi ad un rapporto per cui ho gentilmente salutato e girato i tacchi; per il secondo che ho incontrato (visto solo per 30 m’) ho letteralmente perso la testa (almeno se ricordo come si perde la testa con le donne).

Il problema nasce perchè quando chattiamo pare quasi che voglia volare a Madrid, nel contempo praticamente non vuole contatti personali o telefonici. La cosa mi fa stare male perchè non avendo nessuna esperienza non riesco a capire eventuali messaggi subliminali.

Tra l’altro il matrimonio stà andando a rotoli.

La psicologia gay è diversa da quella etero? Chiedo scusa per la scarsa chiarezza e per essere stato prolisso.

Carlo

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Caro Carlo,
riconoscere una certa attrazione per lo stesso sesso può suscitare particolari sensazioni. Come si osserva dalla tua mail sono presenti allo stesso tempo confusione e curiosità.

Molto probabilmente il fatto di non percepire l’altro come invadente, almeno per quanto riguarda la sfera sessuale, può solleticarti nel desiderio e attivare una certa voglia di “perdere la testa”. Mi chiedo quanto le tue esperienze sentimentali e sessuali legate all’orientamento eterosessuale possono essere state appaganti non solo per quanto concerne l’attività prettamente sessuale, ma e soprattutto per quella più affettivo-ludico-emozionale.

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Sai, alcuni uomini, anche molto convinti del loro chiaro orientamento eterosessuale, ad un certo punto della loro vita sentono di non riconoscersi totalmente soddisfatti di quanto scelto e affrontato costantemente nel loro percorso evolutivo. È in questo preciso momento, a volte spinti anche da situazioni apparentemente improvvise, ma necessarie a mettere in atto il cambiamento, che tali uomini possono entrare in contatto con esperienze nuove, forti e sostanzialmente ricche di grandi emozionalità.

Quando tali esperienze riguardano gli orientamenti sessuali ecco che può emergere un sentimento nuovo, a volte difficile da accettare, travolgente e allo stesso tempo irrefrenabile.

Domandi se la psicologia gay sia diversa da quella eterosessuale. Sicuramente ci sono differenti modi di interagire tra individui dello stesso sesso e queste modalità acquistano particolare significatività quando l’interazione passa da un semplice ma forte rapporto di amicizia, a quello più intenso e travolgente della sessualità.

Gli schemi appresi dal confronto con il contesto sociale di riferimento eterosessuale possono non far riconoscere in modo esplicito e chiaro quei segnali tipici del rapporto omosessuale. Credo che alla base di una differente psicologia degli orientamenti vi sia più che altro una particolare e altrettanto diversa impostazione legata agli stereotipi socio-culturali, che filogeneticamente continuano a indirizzare il vissuto della maggior parte degli individui.

Prova a viverti alcune delle sensazioni che stai provando non solo perché spinte da una forte curiosità, ma soprattutto perché legate a quello che riesci a “sentire” nel profondo della tua “pancia”!

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Vivere significa sperimentare, vivere equivale ad essere se stessi!

Un caro saluto
Dr Fabrizio Quattrini

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di Fabrizio Quattrini