FINALMENTE NON SONO PIÙ GAY

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Un lettore scrive: «grazie a un libro sto guarendo dall'omosessualità e ora non ho più rapporti con uomini». L'esperto: «sono felice della tua serenità ma ognuno deve viversi...

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Caro dottor Quattrini,
faccio seguito alla mia mail del 11 agosto 2006: locali gay? niente amici solo sesso, mi interesserebbe molto avere un suo giudizio in merito ad un libro che ho letto ultimamente.
Grazie anche a questo testo e alla terapia sono riuscito a trovare finalmente quella serenità interiore che ho cercato per tutta la mia vita. Sicuramente il mio cammino è ancora lungo, in finale sono ancora un ragazzo giovane, ma adesso mi sento sicuro di me.
Inoltre, ho avuto modo di costatare personalmente, che mano a mano che compongo il puzzle della mia vita diminuisce sempre di più la mia attrazione per gli altri uomini, proprio come se ci fosse una relazione, e mi sento molto più forte e sicuro di me.
Ormai sono mesi che non ho rapporti omosessuali e, anche se può sembrare strano, le dico sinceramente che non ne sento il bisogno cioè non ne ho più voglia ansi solo l’idea mi mette ansia.
Il titolo del libro è: Omosessualità maschile: un nuovo approccio. L’autore è Joseph Nicolosi.
Ho trovato molto interessanti i capitoli numero 4,10,13 ma anche tutti gli altri capitoli. Inoltre mi sono soffermato a riflettere su una frase di Andy Comiskey nella quale ritrovo molto di me: «Poi, misi a nudo la mia anima. Che cosa teneva in vita i miei sentimenti omosessuali? Scoprii l’innaturale mancanza di affetto nei confronti di mio padre. Uno sguardo attento alla mia vita mi rese consapevole dei profondi sentimenti di rabbia e rancore che provavo per lui e che avevo represso per anni».
La ringrazio molto per la sua attenzione.
ps: comunque ci sono molte informazioni anche su internet in merito all’autore del libro.
ragazzo romano

Continua in seconda pagina^d
Caro ragazzo romano,
innanzi tutto voglio ringraziarti per aver nuovamente proposto un tuo quesito alla redazione di gay.it, questo sottolinea l’importanza del servizio, dove informazione e chiarificazione si integrano alla perfezione.
Mi fa molto piacere percepire tra le righe della tua nuova mail una variazione emotiva così importante. Infatti, ricordo che in passato le tue emozioni e il tuo stato d’animo erano tendenzialmente molto negativi.
Mi chiedi un parere su un testo che hai letto e che, insieme al tuo percorso terapeutico, hanno permesso il miglioramento del tuo stato d’animo, la tua “serenità interiore”.
A tale riguardo devo sottolinearti però che, nonostante la mia gioia nel percepire una tua tranquillità, non sono assolutamente d’accordo con buona parte delle affermazioni che Nicolosi evidenzia nei suoi scritti.
A mio avviso le sue teorizzazioni sono troppo incentrate sul pensiero cattolico-riparatore, nel senso che esiste solamente la verità nell’esperienza eterosessuale e che tutto il resto, quindi soprattutto l’orientamento omosessuale, sia disfunzionale. La sua affermazione “l’omosessualità è un problema inerente allo sviluppo spesso derivante dalle prime incomprensioni tra padre e figlio” mi sembra, come tante altre sue affermazioni, che non intendo trascrivere, basata sul “nulla” da un punto di vista scientifico e cosa più pericolosa, indirizzata verso uno status dell’omosessuale di tipo “problematico”.
Il suo pensiero di aiutare gli “omosessuali non gay” è particolarmente ricco di tutti quegli stereotipi e pregiudizi del pensiero eterosessista, che vorrebbe ripristinare un certo “valore” dell’eterosessualità in rapporto alla visione “universale” dell’omosessuale come problematico.
A tale riguardo vorrei ricordare che anche nel manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali (DSM), dopo una serie di constatazioni scientifiche e non necessariamente umanitarie e politiche come evidenzia lo stesso Nicolosi nel testo, dal 1973 è stato riconosciuto assurdo inserire, come era stato fatto in passato, l’omosessualità come forma patologica.
È pur chiaro che, in riferimento al contesto socio-culturale di appartenenza, possono esserci individui (omosessuali) che non riescono a tollerare, quindi ad accettare il loro orientamento gay o lesbico. Nulla vieta a tale proposito una risoluzione che tende verso l’eterosessualità, ma sia ben chiaro che quell’individuo deciderà di sentirsi più sicuro di sé e affermerà il suo particolare orientamento, sulla base di una “rinuncia”, quindi una menzogna, a quelle “istintuali” pulsioni “naturali” di base.
Ma chi sono gli omosessuali non gay? A mio avviso tutte quelle persone che, intrappolate nella visione e percezione di una società eterosessista, hanno paura di affermare la loro vera identità omosessuale. E devono essere “curate”? Io preferirei utilizzare il verbo aiutare, quando queste persone si motivano ad un cambiamento.
Quando mi capitò tra le mani il testo di Nicolosi ricordo che alla dicitura “omosessuali non gay” mi venne spontaneo contrapporre “eterosessuali gay”. Perché chiamarli utilizzando solamente la connotazione omosessuale e gay, quando molto probabilmente sono e saranno sempre individui “eterosessuali” con una base omosessuale non risolta? Probabilmente perché è più facile continuare ad insistere sulla non naturalezza e “assurdità” dell’orientamento omosessuale, piuttosto che sporcare ed infangare l’unica vera e assoluta certezza, ovvero quella dell’eterosessualità!
A mio avviso sarebbe più auspicabile iniziare a ricordarsi che non sono gli orientamenti sessuali a costituire le basi di un sano comportamento, quindi della rappresentazione di un “giusto” individuo. Ognuno ha il diritto di essere e viversi per quello che sente di rappresentare: gay, lesbica, bisessuale, eterosessuale, transessuale, drag queen, drag king, transomosessuali… in una parola culturalmente transgender!
Spero che il mio contributo ti possa aiutare a rimanere nella tua serenità.
Vorrei inoltre proporti una lettura, che a mio avviso può ulteriormente integrare il tuo modo di vedere il tuo percorso di vita. L’autore è Isay, il testo s’intitola Essere Omosessuali edito da Raffaello Cortina.
Augurandoti un buon inizio del 2007 e rimanendo a tua disposizione per ulteriori chiarificazioni ti mando un abbraccio
Dr Fabrizio Quattrini
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